Progettare a distanza uno yacht in tempi di Covid: l’esperienza di Philippe Briand

Il designer, fondatore di Vitruvius Yachts, racconta i vincoli forzati della progettazione a distanza e della comunicazione online

11 Maggio 2021 | di Marcella Ottolenghi

L’ultimo anno e mezzo di emergenza Covid ha messo alla prova anche i designer di imbarcazioni, abituati a passare molto tempo con il futuro armatore e impreparati a progettare a distanza uno yacht. Agli incontri di persona si sono infatti sostituiti quelli online, con il relativo passaggio a nuove modalità sia creative sia comunicative.

Ne sa qualcosa Philippe Briand, architetto navale e fondatore di Vitruvius Yachts, che in questi mesi ha sviluppato modalità comunque efficienti e produttive per il suo team di progettisti, soddisfando anche i clienti più esigenti. Come i due futuri proprietari che proprio in questi mesi complicati hanno scelto il designer, con studio a Londra, per la realizzazione di un Lifestyle yacht di 66 metri e di un Expedition yacht di 55 metri.

Philippe Briand 66m Lifestyle Yacht Rossinavi“In una recente telefonata con l’armatore del nostro progetto di Lifestyle yacht attualmente in costruzione nel cantiere Rossinavi di Viareggio – ricorda Briand – abbiamo scherzato sul fatto che sarà il primo yacht a essere costruito via Zoom, dato che lavoriamo insieme da oltre un anno senza mai esserci fisicamente incontrati”. Un processo“sorprendentemente educativo” anche dopo la lunga esperienza nel campo della nautica, secondo il famoso designer, che durante l’intero processo creativo ha fatto suo il mantra “preparazione, incubazione, valutazione, elaborazione e comunicazione”.

“Un altro cliente – sottolinea Briand – ci ha contattato alcuni mesi fa per uno yacht di 52 metri, con una panoramica comparativa di ciò che gli piaceva in cinque yacht attualmente disponibili sul mercato e nel contempo con la lista dei motivi per cui non li avrebbe acquistati. Sapeva quello che voleva, da adattare ad una piattaforma di meno di 500 GT. La sfida non è stata dunque solo quella di dare vita a uno yacht che rispondesse a tutte queste esigenze, ma anche di riuscire a comunicare e a lavorare in modo costruttivo con lui, con il vincolo di non potersi incontrare di persona“.

Sfida complessa anche quella di progettare a distanza uno yacht tecnico come l’explorer Shinkai di 55 metri, in costruzione nel cantiere olandese Feadship: una imbarcazione per spedizioni in mari estremi, dotata di un sommergibile per tre persone e di una serie di mezzi, tra cui una Toyota Land Cruiser. Philippe Briand 55m expedition yacht photo Tom Van Oossanen

Ora che però l’essenza degli yacht – architettura navale e concept – è definita, i progettisti si sono accorti dei limiti di ciò che può essere condotto con successo esclusivamente da remoto. “È stata una curva di apprendimento ripida – spiega Philippe Briand – che probabilmente ha anche allungato un po’ il processo”. Ogni componente del team di progetto ha infatti affrontato individualmente le fasi iniziali del lavoro e la tecnologia ha semplificato e velocizzato i momenti di confronto e di condivisione, sì che probabilmente il metodo verrà ancora in parte sfruttato in futuro.

Eppure progettare a distanza è per lo stesso Briand pur sempre un’eccezione: “Continueremo a utilizzare gli strumenti di comunicazione remota in futuro, una volta che ci sarà permesso di tornare ai nostri incontri faccia a faccia? Sì, molto probabilmente, in una certa misura ma – conclude il designer – continueremo a preferire gli aspetti reattivi e personali della collaborazione di persona? Senza dubbio!”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il lettore è responsabile a titolo individuale per i contenuti dei propri commenti. In alcun modo le idee, le opinioni, i contenuti inseriti dai lettori nei commenti ad articoli e notizie rappresentano l’opinione dell’editore, della redazione o del direttore responsabile.
Il lettore non può pubblicare contenuti che presentino rilievi di carattere diffamatorio, calunniatorio, osceno, pornografico, abusivo o a qualsiasi titolo illecito e/o illegale, né assumere atteggiamenti violenti o aggredire verbalmente gli altri lettori.
La segnalazione di eventuali contenuti diffamatori, offensivi o illeciti e/o illegali può essere effettuata all’indirizzo e-mail info@ligurianautica.com, specificando il contenuto oggetto della segnalazione attraverso link diretto. La redazione provvederà a verificare il contenuto e prenderà eventuali provvedimenti nel più breve tempo possibile.

1 commento

  1. Silvano Sergiampietri ha detto:

    Nella costruzione Vitruvius 73 mt PichioHo lavorato nel tim Pichiotti.
    Condivido il concetto, nella progettazione e costruzione di questi gioielli occorrono moltissime e competenze, è ormai impossibile unirle in presenza, per progredire è indispensabile passare alle nuove tecnologie. Lavorate a distanza in Tim inteterrativo. È uno sforzo obbligato.
    Il risultato sarà positivo per i progettisti, per la costruzione, per i cantieri.

Potrebbe interessarti anche

© Copyright 2006 - 2017 Liguria Nautica - Testata giornalistica on-line del turismo nautico in Liguria,
registrato al nr. 20/2011 con autorizzazione nr. 159/2011 del Tribunale di Genova dal 23 sett. 2011 Editore Carmolab SAS - P. Iva. 01784640995 - Direttore Responsabile: Alessandro Fossati
Tutti i contenuti e le immagini di proprietà di Liguria Nautica sono liberamente riproducibili previa citazione della fonte con link attivo

Pubblicità | Redazione | Privacy policy | Informativa cookies | Contatti

sito realizzato da SUNDAY Comunicazione