Cresce il settore del refit: al Seatec di Carrara esperti a confronto

Durante un seminario curato da SuperYacht Times è stato analizzato il mondo del refit e la sua importanza nell'ambito del business dei superyacht

8 aprile 2019 | di Manuela Sciandra

Si è appena conclusa a Carrara la 17esima edizione del Seatec, la rassegna internazionale su tecnologie, subfornitura e design per yacht e navi, durante la quale si è svolto un convegno internazionale riguardante il settore refit, curato da SuperYacht Times, portale dedicato al mondo dei superyacht.

Nel corso del seminario, il mondo del refit è stato analizzato sulla base del rapporto tra cantiere e fornitore allo scopo di proporre un educational rivolto alle aziende di fornitura e sub fornitura, utile a comprendere cosa sia diventato oggi questo settore e la sua importanza nell’ambito del business dei superyacht.

Un settore che negli ultimi 10 anni è stato caratterizzato da un fatturato in continua crescita, anche grazie all’ingresso di nuovi yacht sul mercato. Merijn de Waard, fondatore di SYT e il capo dell’intelligence Ralph Dazert hanno aperto la presentazione con un’attenta analisi del mercato, spiegando che attualmente sono in attività circa 5.000 yacht sopra i 30 metri e che, negli ultimi due anni, vi sono state circa 180/190 nuove vendite di yacht all’anno, con una lunghezza media di 45,10 metri e un peso di 709 tonnellate lorde.

Il convegno è poi proseguito con approfondimenti sul mercato del refit, tra i quali la necessità per le imprese di tenere sempre traccia della cronologia del refit di ogni yacht in modo tale da avere un quadro completo del mercato e offrire ai clienti tutte le informazioni relative al lavoro svolto per mantenere l’imbarcazione nel miglior modo possibile.

Negli ultimi due anni il team SYT ha attuato un minuzioso lavoro di monitoraggio e raccolta dati sul mercato del refitting di yacht oltre i 40 metri (1.254 visite per controllare 816 yacht in 100 diversi cantieri), che si è rivelato particolarmente complesso proprio a causa della decisione dei cantieri di non condividere tutte le informazioni in loro possesso.

L’argomento è stato discusso da un panel di esperti, di cui facevano parte anche Alberto Perrone Da Zara di Lürssen e Daniele Di Giampaolo di Amico & Co, che ha evidenziato come il condividere informazioni non sia sempre possibile, non solo per rispettare gli accordi di non divulgazione ma anche per tutelare la competitività delle aziende. La maggior parte delle 1.254 visite si è svolta in Italia, con una percentuale del 24% circa (seguono gli Stati Uniti con il 21%), mentre per quanto riguarda il mercato degli yacht oltre gli 80 metri, la maggior parte delle visite è avvenuta in Spagna.

Altro argomento di discussione legato a questo settore è la ricerca di una definizione univoca che lo rappresenti: è molto difficile, infatti, concordare una definizione universalmente valida. Quello che si può fare, invece, è stilare una lista dei lavori standard di cui ogni yacht ha bisogno.

Un secondo panel di esperti, che includeva Franc Jansen di JMS Yachting, Andrea Carlevaris di ACP Surveyors e Stephen Hills di Pendennis Shipyard, si è concentrato quindi sulla manutenzione dei superyacht nell’arco del tempo, concordando sull’opportunità di pianificare quanto prima il refit degli yacht, anche se non è sempre facile dare ai proprietari le giuste tempistiche di lavoro: molti cantieri preferiscono infatti confermare il più tardi possibile ma iniziano il lavoro appena il contratto è firmato.

Questo si traduce inevitabilmente in una sfida sia per i cantieri navali che per i subappaltatori. Ancora più difficile risulta poi la pianificazione a lungo termine, non soltanto per la difficoltà nello stimare i costi ma anche per la poca chiarezza dei piani di crociera, che impediscono ai clienti di sapere con precisione quando potranno usare le proprie imbarcazioni.

Il seminario si è quindi concluso con l’analisi delle tendenze del refit dei superyacht da parte di un ulteriore gruppo di esperti composto da Alberto Perrone Da Zara, Pierre-François Lepoutre di Monaco Marine e Stewart Parvin di Cantiere Rossini. Tra i temi trattati, la rottamazione delle imbarcazioni da diporto, argomento sul quale è molto difficile fare business perché il proprietario non vuole farsi carico dei costi e la compagnia che ritira lo yacht avrà difficoltà a ricavarne dei profitti, e la differenza nel modello di business tra i cantieri di refit, che comprendono sia imprese che svolgono tutti i servizi sia aziende che affittano solo lo spazio lavorativo in cui gestire il refitting.

“Il mercato del refit -ha dichiarato Merijn de Waard- è un mercato in crescita ma non ci sono praticamente statistiche utilizzabili. Prima ancora di iniziare a raccogliere le informazioni, è necessario comprendere appieno il mercato, il che non è facile. Per noi quella di oggi è stata un’ottima occasione per imparare di più da diversi esperti attivi in questo campo e capire come possiamo contribuire a far avanzare questa parte del mercato. È stato bello lavorare con il team di Seatec -ha concluso il fondatore di SYT- che ringrazio per averci aiutato nell’organizzazione di questa iniziativa”.

Argomenti: , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbe interessarti anche

© Copyright 2006 - 2017 Liguria Nautica - Testata giornalistica on-line del turismo nautico in Liguria,
registrato al nr. 20/2011 con autorizzazione nr. 159/2011 del Tribunale di Genova dal 23 sett. 2011 Editore Carmolab SAS - P. Iva. 01784640995 - Direttore Responsabile: Alessandro Fossati
Tutti i contenuti e le immagini di proprietà di Liguria Nautica sono liberamente riproducibili previa citazione della fonte con link attivo

Pubblicità | Redazione | Informativa cookies | Contatti

sito realizzato da SUNDAY Comunicazione