Genova sempre più capitale della nautica: giro d’affari da 369 milioni di euro nel 2019. “Ma servono più spazi per attirare fornitori e nuove imbarcazioni”

Incontro con ospiti internazionali e volti della nautica ligure al Palazzo della Borsa. Toti e Bucci rilanciano: “ci sono tutti i pezzi del puzzle per una risalita in Europa di Genova come capitale del diporto nel Mediterraneo”

15 Ottobre 2020 | di Liguria Nautica

“Grandi Yacht: risorsa strategica per Genova capitale internazionale del Mare”. E’ il titolo del convegno organizzato dall’associazione Genova For Yachting giovedì 15 ottobre presso il Palazzo della Borsa. Un incontro, a cui hanno partecipato tra gli altri Richard Brisius, Ceo della Ocean Race e Martin Redmayne, presidente di The Superyacht Group, incentrato sull’impatto economico dello yachting e del diporto sulla città di Genova, sia in termini di investimenti diretti sia di indotto.

A lungo si è parlato di quali numeri (in crescita) abbia restituito l’anno 2019, ma anche di quali siano le prospettive per il futuro. E per futuro non si intendono solamente l’arrivo dell’Ocean Race 2023 a Genova, oppure i lavori di completamento del Waterfront, ma anche la fotografia che inquadra la Genova marittima dei prossimi anni. “Genova deve diventare la capitale del diporto nautico del Mediterraneo”, ha affermato  il sindaco Marco Bucci, collegato in video conferenza da Palazzo Tursi, sede del Comune.

“Genova e il mare – ha aggiunto Giovanni Costaguta, presidente di Genova For Yachting – hanno da sempre un rapporto stretto, quasi simbiotico. Genova è il suo porto, dove convivono tante realtà, tra le quali gli yacht. Capita che porto e città si guardino con diffidenza e Genova For Yachting nasce proprio per fare scoprire la nautica professionale, i valori di chi ci lavora, la qualità, professionalità e la serietà di chi ne fa parte”.

E proprio la professionalità degli operatori del settore è stata al centro del convegno. Qui a Genova – ha sottolineato Costaguta – ci sono ancora tanti artigiani, molto apprezzati per il lavoro che svolgono” ma in altre città le professionalità arrivano attirate dai capannoni dei fornitori. Pochi fornitori e tanti spazi, mentre qui esattamente il contrario: tanti fornitori ma pochi spazi. Ne abbiamo bisogno, e così anche di infrastrutture moderne per dare modo alle aziende di fare passi avanti”.

LO STUDIO SULLA NAUTICA PROFESSIONALE A GENOVA

L’impronta che lo yachting lascia, in termini economici, sul territorio genovese e ligure viene fornita dallo studio presentato dalla European House Ambrosetti. Uno studio basato sul triennio 2019-2021.

Misurare e comprendere la portata degli impatti e delle ricadute economiche e sociali del comparto della nautica professionale di Genova e individuare le relative opportunità di sviluppo per città e territorio”, era l’obiettivo dello studio, portato avanti con una precisa metodologia: raccogliere dati secondo un modello econometrico per restituirne altri.

Il tutto passando dall’osservazione non solo dei bilanci delle aziende, ma anche raccogliendo informazioni di spesa direttamente da equipaggi, armatori e rispettivi nuclei familiari. In altre parole, lo studio è andato a fondo sulle interdipendenze tra yachting e altre attività del territorio, arrivando a produrre un indice sintetico (TEEI, Total Equivalent Economic Impact) in grado di indicare “l’impatto economico totale equivalente” per presenza sul territorio.

La vera fotografia del mondo dello yachting e della nautica professionale a Genova sono i dati Ambrosetti e lo si capisce presto. Emerge, intanto, come l’anno 2019 sia risultato il migliore dal 2008 in termini di vendite di yacht nel mondo: una sterzata che si stima potrebbe portare la flotta globale vicina a 5800 unità entro il 2022. Le quote in maggiore crescita sono quelle che intercettano le navi tra 60/90 metri e oltre 90 metri. A dare il maggiore impulso risultano le navi della categoria 51/75.

Genova, da parte sua, non ha fatto da spettatrice ed è stata capace di cogliere alcune opportunità di sviluppo. Nel solo 2019 sono state circa 7000 le persone sbarcate a Genova per un giro d’affari, tra investimenti diretti, indiretti, indotti e catalizzati (spese di equipaggi, armatori e ospiti delle imbarcazioni), che viene stimato in 369 milioni di euro (+8,5% rispetto al 2018) e impatta per 133 milioni di euro sul Pil regionale.

Addirittura, il giro d’affari della nautica professionale a Genova si avvicina alle ricadute dirette, indirette e indotte delle Stazioni Marittime dove partono e attraccano crociere e traghetti (364-433 milioni di euro) e supera gli introiti di un’altra eccellenza regionale coi suoi fatturati aziendali: il settore florovivaistico ligure (350 milioni).

Come rispondere però alla competizione di altre città europee, da Barcellona alla Costa Azzurra? Lo studio Ambrosetti è chiaro: con infrastrutture, competenze presenti sul territorio e innovazione per offrire soluzioni sostenibili.

BUCCI RILANCIA GENOVA CAPITALE DEL MONDO

“In questo studio – ha affermato il sindaco di Genova, Marco Bucci – ho colto una opportunità su tutte: mentre sappiamo che sulle grandi navi, dai 40/50 metri in su, il nostro market share è elevato, non direi lo stesso tra i 15/24 metri dove secondo me c’è ampia possibilità di miglioramento. Alcune parti del porto non possono essere assegnate ai grandi yacht perché non ci sono spazi sufficienti e non c’è modo di potercele portare, ma possono essere utilizzate benissimo per queste barche, soprattutto se parliamo delle nuove darsene che stiamo costruendo, restituendo al mare la terra che abbiamo preso 100 anni fa”.

“La blue economy – ha ricordato il primo cittadino – per noi è strategica e tutta l’infrastruttura a mare e a terra (sia su ferro che su gomma) crea un ambiente unico a Genova, porta d’ingresso d’Europa. Come tale deve rimanere e deve essere sviluppata. Vogliamo che questo diventi un punto strategico e Genova deve diventare la capitale del diporto nautico del Mediterraneo e siccome nel Mediterraneo ci sono il 70% delle barche, diventare anche la capitale del mondo”.

TOTI: “LO YACHTING NON È UN GIOCATTOLO PER RICCHI”

“Pochi giorni fa – ha aggiunto il governatore della Liguria, Giovanni Totisi è chiuso l’unico Salone celebrato nel mondo e si è chiuso in questa città grazie ad uno sforzo collettivo. Il settore della nautica vede alcune delle nostre città impegnate in prima fila in Italia, se non nel mondo: penso al distretto produttivo di La Spezia, oppure al rifacimento del Porto Antico e al proseguimento del Waterfront di Levante”.

“Nel mondo dello yacht – ha dichiarato Toti – c’è uno dei moltiplicatori più alti (secondo Ambrosetti, per l’anno 2019 oscillerebbe a Genova tra 2.5 e 3.1, ndr) dopo quello dell’edilizia, ma tecnologicamente più qualificato ed eco-compatibile ma c’è anche un pregiudizio atavico e radicato. E’ il tema – ha spiegato il governatore ligure – del ‘giocattolo per ricchi’, per cui occuparsi di navi quando l’economia va male sembra quasi un vezzo superfluo, se non antipatico rispetto al mondo che soffre”.

Dietro quelle barche – ha concluso Toti – non c’è il giocattolo di un ricco, ma un signore che investe i suoi soldi in una gigantesca opportunità di lavoro per centinaia di lavoratori, dagli artigiani più qualificati del mondo ai designer. È un mercato su cui dobbiamo puntare e sul quale costruire una sinergia. La sinergia è la parola chiave dell’economia del futuro: nessun settore può crescere indipendentemente dagli altri. Lo stesso vale per gli yacht e per chi li tiene ormeggiati, per i ristoranti che danno loro da mangiare, per chi ha progettato materiali innovativi per renderli ancora più belli”.

 

Alessio Semino

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