La ex Volvo Ocean Race a Genova, il sogno sta per diventare realtà: parlano Porto Antico e Deloitte

Porto Antico Spa e Deloitte Italia ci svelano i dettagli della candidatura di Genova a ospitare una tappa del giro del mondo a vela, che non si chiamerà più Volvo Ocean Race

27 novembre 2018 | di Giuseppe Orrù
Dongfeng Race Team, foto dal sito ufficiale Volvo Ocean Race

La location sarebbe quella bellissima, funzionale e nel cuore della città, del Porto Antico. L’evento, di portata planetaria, avrebbe ricadute economiche sul territorio almeno di sette o otto volte l’investimento. Il ritorno in termini di visibilità per la Superba, invece, al momento è ancora inestimabile. Genova è candidata a ospitare una tappa del giro del mondo a vela in equipaggio del 2021. Vale a dire quella che un tempo si chiamava Whitbread Round the World Race, poi ribattezzata Volvo Ocean Race e di cui ora si attende di conoscere il nuovo nome, che dipenderà dal main sponsor.

Richard Brisius, presidente di Atlantic Ocean Race, ente che organizza la regata mondiale, è stato a Genova in occasione dell’ultimo Salone Nautico e non ha nascosto il fatto che “Genova ha tutte le carte in regola per farcela”. Entro la fine di quest’anno sarà proprio lui a presentare le nuove regole e specifiche della rinnovata regata e delle barche. Sono previste due classi: quella dei monoscafi di 65 piedi, dedicata a equipaggi under 30 e quella degli Imoca 60, bolidi dotati di foil che li faranno volare sull’acqua. Al massimo entro giugno verrà poi tracciato il nuovo percorso con 8-10 scali.

Le città ospitanti saranno scelte da una società di consulenza, la The Sport Consultancy di Londra, che nelle prossime settimane farà un sopralluogo a Genova. Quel che è certo, al momento, è che il giro del mondo a vela salperà tra settembre e ottobre 2021 da Alicante, in Spagna e avrà una durata di nove mesi.

Lo stand della candidatura di Genova al Salone Nautico

Lo stand della candidatura di Genova al Salone Nautico

Con Giorgio Mosci, presidente di Porto Antico Spa e colui che ha lanciato la candidatura di Genova, abbiamo fatto il punto della situazione su una candidatura che diventa sempre più solida.

LN – Presidente Mosci, a che punto è la candidatura di Genova?

GM – E’ una regata che sta vivendo un cambio di proprietà. Noi avevamo presentato la candidatura con la vecchia proprietà. Poi c’è stato il passaggio di proprietà e ci risiamo presentati allo stand del Salone Nautico, da dove è ripartito il nuovo iter.

Proprio nei giorni scorsi ho ricevuto una comunicazione dalla società The Sport Consultancy di Londra che dovrà venire a fare una sorta di ispezione. Loro erano gli stessi consulenti della vecchia edizione della Volvo Ocean Race ed erano già venuti a Genova in modo informale, prima dell’application della nostra candidatura. La nuova edizione, comunque, sarà simile. Siamo confidenti di superare l’esame per l’ospitalità di una tappa.

LN – Genova però è lontana dall’oceano..

GM – Questo è vero. Bisogna capire che tappa sarà: se Genova – Alicante, come una sorta di prologo, prima dell’oceano, che ci darebbe comunque visibilità. Oppure una tappa Alicante – isole – Genova, per poi andare in mare aperto. Questo è tutto da decidere. Stiamo aspettando il nuovo nome della regata. Per ora sappiamo che ci saranno due classi: i 65 piedi, gli Imoka 60, per avere più barche, poi ci saranno nuove regole legate alle donne e agli under 30.

LN – Quali sarebbero le strutture coinvolte e in che modo?

GM – La location principale sarà quella del Porto Antico che offre i Magazzini del Cotone che, con tutti i suoi moduli, può benissimo accogliere sala stampa, segreteria e tutti gli uffici che sono necessari. Stiamo parlando di spazi e uffici che in altre tappe vengono allestiti in grandi tensostrutture. Poi Piazzale Mandraccio e Calata Borsellino per ospitare gli stand dei vari team. Inoltre qui abbiamo anche i banchi dell’ormeggio, da Pesto, tra Molo Vecchio e l’Acquario. A pochi metri abbiamo i cantieri per varo, alaggio e manutenzione degli scafi, mentre ad Alicante, ad esempio, hanno costruito cantieri ad hoc in una diga più esterna, fatta a L, dove sono state create strutture solo ed esclusivamente per il refitting della regata. Noi le abbiamo già in pieno porto e siamo nel centro della città.

Una tappa della Volvo Ocean Race

Una tappa della Volvo Ocean Race

LN – Al Salone Nautico ci sono già stati dei contatti e dei sopralluoghi. Qual è, dunque, lo stato dell’arte di questa candidatura?

GM – Abbiamo invitato al Salone Nautico Richard Brisius, a cui abbiamo presentato la città. Ma Brisius è stato adottato dal Golfo del Tigullio, che frequenta da anni. Parla anche italiano. Lui ci vorrebbe di corsa. Ho avuto modo di partecipare alla serata di gala, con team e sponsor ad Alicante. Quando mi presentavano agli altri, parlando dell’ipotesi di una tappa genovese, erano tutti entusiasti. Mi sentivo davvero un ospite d’onore. Sono rimasto impressionato da questo fermento intorno a questa idea. Penso che tutti accetterebbero con gioia di venire a Genova.

LN – Quali ostacoli potrebbe trovare la candidatura genovese sul suo cammino?

GM – Il grande sforzo da sostenere sarà quello economico. Per il resto abbiamo già avuto l’endorsement della Federazione nazionale Vela e del Coni, per ora ligure ma presto immagino arriverà anche il sostegno di quello nazionale. Ma da quello che mi risulta non ci sono altre candidature da parte di altre città italiane.

LN – Ecco parliamo di sforzo economico. Quali saranno i costi da affrontare per portare a Genova una tappa del giro del mondo a vela?

GM – Nella vecchia edizione si parlava di 5 milioni di euro, di cui 2 solo di diritti da versare all’organizzazione. Molte facility le abbiamo già, grazie alle nostre location che non ci richiedono di costruire nuove strutture. Ma i ritorni economici sono incredibili, fino a sette-otto volte, per non parlare del ritorno in termini di visibilità. Ad Alicante l’impatto economico era il più alto di tutti. Auspicando di avere l’ok entro giugno, avremo di fronte altri due anni e mezzo per lavorarci. Realtà come Deloitte ci possono aiutare anche a completare il gruppo dei sostenitori e degli sponsor.

DELOITTE ITALIA

Deloitte Italia, società tra i leader mondiali nei servizi di consulenza e di revisione, sta infatti elaborando un progetto per il rilancio di Genova dopo la tragedia di Ponte Morandi. Insieme a Porto Antico Spa è lo sponsor della prima ora, che da subito ha creduto nella candidatura di Genova per accogliere una tappa del giro del mondo a vela.

Eugenio Puddu, nell’ambito del network internazionale di Deloitte, partecipa a meeting di approfondimento dedicati al settore di riferimento Customer & Industrial Product di cui è Executive Leader a livello nazionale. È componente di un gruppo di lavoro dedicato all’approfondimento di nuovi strumenti finanziari e alla nuova finanza. E anche lui, insieme a Mosci, ci crede più di tutti in questa nuova opportunità per Genova.

Eugenio Puddu, partner di Deloitte

Eugenio Puddu, partner di Deloitte

LN – Dottor Puddu, allora Genova è pronta a ospitare una tappa della Volvo Ocean Race. Perché proprio Genova?

EP – La Volvo Ocean Race (un tempo Whitbread Round the World Race) è una gara di vela intorno al mondo che tocca da sempre tappe di evocazione storica. Genova, con il suo background di Repubblica Marinara e sede ancora oggi di importanti regate, non può mancare. È una tra le regate più rilevanti al mondo, di estrema resistenza e di elevata suggestione. La capacità, l’esperienza e la passione per il mare della nostra città rappresentano per la Volvo Ocean Race un connubio per una tappa incredibile.

LN – Perché una società come Deloitte è interessata a promuovere un evento simile a Genova?

EP – Deloitte è interessata a promuovere una tappa della Volvo Ocean Race perchè i valori che uniscono i promotori dell’iniziativa coincidono con il messaggio di vicinanza al territorio che è proprio di Deloitte e del progetto Why Liguria. Il progetto ‘Why Liguria – Il bello e il buono’ è dedicato al territorio ligure e a dare visibilità alle eccellenze imprenditoriali della nostra regione. In virtù di questo progetto, abbiamo realizzato due pubblicazioni (‘L’arte di essere imprenditori’, 2016 e ‘Le tradizioni per il futuro’, 2017) ed un osservatorio sulla Liguria (2018) con dati decisamente incoraggianti in merito alle capacità di fare impresa e generare valore.

Il 30 gennaio 2019 presenteremo la terza pubblicazione che sarà dedicata alle iniziative di rilancio del territorio. Sarà quindi l’occasione per far intervenire imprenditori, manager e rappresentanti del mondo della finanza per focalizzare riflessioni e spunti in chiave positiva, come il programma Why Liguria ha sempre promosso.

LN – Quali ostacoli potrebbero esserci per la candidatura genovese?

EP – A mio avviso la grande coesione che abbiamo colto intorno a questa candidatura può consentire di superare eventuali ostacoli.

LN – Indubbiamente ci saranno ricadute positive, economiche e non. Avete già fatto una stima?

EP – Per esperienza di Deloitte ogni volta che c’è un investimento strutturato su un territorio, si generano ricadute positive per l’intera collettività. L’organizzazione di iniziative rivolte al territorio ligure, il coinvolgimento di un numero crescente di interlocutori accomunati dalla convinzione che diffondere il bello e il buono che ci circonda possa generare ricadute positive nel quotidiano, rappresentano i criteri ispiratori del progetto Why Liguria.

 

Giuseppe Orrù

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