ICARUS & euRathlon: il Search And Rescue robotico

Dalla ricerca di naufraghi all'intervento sulla scena di disastri come quello di Fukushina, i robot stanno assumendo un ruolo sempre più importante anche nelle operazioni di soccorso.

25 agosto 2015 | di Paolo Gemelli
Foto: NATO - CMRE

Vicende recentissime, come la ricerca dei subacquei dispersi nelle acque del Borneo, catastrofiche, come l’incidente di Fukushima, o tristemente consuete come le alluvioni che annualmente colpiscono l’Europa, rappresentano gli scenari nei quali operano i robot progettati e realizzati per affiancare i tradizionali team di soccorso.

ICARUS (Integrated Components for Assisted Rescue and Unmanned Search) è un progetto finanziato dalla Comunità Europea nell’ambito del Settimo Programma Quadro per la Ricerca e l’Innovazione (foto: NATO-CMRE).

Avviato nel 2012, ha consentito lo sviluppo di piattaforme robotiche avanzate che comprendono mezzi autonomi in grado di supportare interventi in aree di crisi, attraverso la localizzazione e il recupero di vittime di sinistri o disastri in ambiente marino o terrestre.

Nell’ambito marittimo in particolare, il Centre for Maritime Research and Experimentation (CMRE) di La Spezia ha svolto un ruolo di primo piano migliorando l’autonomia e le capacità di cooperazione tra mezzi aerei (UAVs) e di superficie (USVs).

Oltre allo sviluppo di sensori in grado di localizzare le vittime, tra gli obiettivi di ICARUS è stata data grande importanza all’incremento della capacità di azione sinergica dei robot anche attraverso reti di comunicazione wireless sempre più performanti.

A Lisbona, nel corso dell’evento conclusivo del progetto i partner portoghesi (CINAV, INESC, ESRI), spagnoli (EURECAT, INTEGRASYS), svizzeri (ETHZ), italiani (CMRE, Calzoni), polacchi (IMM) e belgi (Space Application Services) hanno dimostrato la l’efficienza del sistema in uno scenario marittimo. Nella simulazione, il soccorso è avvenuto grazie all’impiego combinato di mezzi di superficie ed aerei che hanno consentito il recupero dei passeggeri di una nave in difficoltà, laddove le avverse condizioni meteo non avrebbero consentito lo svolgersi delle normali operazioni in sicurezza.

A progetto concluso, nel 2016, il sistema sarà pronto per l’impiego sul campo e, già adesso, sia la marina portoghese sia il Belgian First Aid and Support Team (B-FAST) si sono dimostrati interessati a sviluppare ulteriormente questa tecnologia nell’ottica di integrarla a supporto dei relativi team di Search And Rescue.

Ancora tecnologie robotiche, ma questa volta impiegate in scenari ben più catastrofici, come quello di Fukushima,  sono invece al centro delle attività di euRathlon 2015: l’evento organizzato dal CMRE che conclude un progetto avviato tre anni fa e che si svolgerà tra il 17 e il 25 Settembre a Piombino (LI).

Si tratta di una competizione tra robot provenienti dal mondo accademico e industriale che si confronteranno in uno scenario che simula un grave disastro ambientale nel quale, nel minor tempo possibile, dovranno raccogliere informazioni sulle strutture e dati ambientali, rilevando eventuali pericoli e favorendo il successivo intervento umano.

Paolo Andrea Gemelli

 

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