Il dg di Confindustria Nautica a LN: “Il Salone di Genova esempio di coraggio e modello di gestione”

Intervista a Marina Stella, direttore generale di Confindustria Nautica. La fotografia del comparto della nautica, l’impatto della filiera italiana nel mondo e le questioni ancora da risolvere

14 Settembre 2021 | di Giuseppe Orrù
Marina Stella Salone Nautico
La filiera nautica al sicuro dai marosi della pandemia

Marina Stella è il direttore generale di Confindustria Nautica. Tra i suoi ruoli, oltre alla capacità di fotografare in ogni momento, con numeri, dati e analisi, lo stato di salute del comparto della nautica, l’impatto della filiera italiana a livello internazionale e prevedere gli andamenti del mercato, c’è anche quello di aprire le porte del Salone Nautico Internazionale di Genova a tutto il mondo.

Quello che tutti noi operatori del settore, così come molti visitatori, chiamiamo confidenzialmente “il Nautico”, in realtà è una manifestazione internazionale non solo per espositori e visitatori. E’ uno dei biglietti da visita dell’Italia, delle sue eccellenze, delle sue abilità artigianali e industriali, per le economie di tutto il pianeta.

Ecco l’intervista di Liguria Nautica a Marina Stella.

Direttrice Stella, anche quest’anno l’ottimismo regna tra la maggior parte delle aziende della filiera nautica. Quali sono i settori del comparto che prevedono una maggiore crescita?

I dati di tendenza del mercato relativi all’anno nautico in corso, elaborati con una rilevazione campionaria sulle aziende del comparto, confermano un trend positivo per la produzione cantieristica con un portafoglio ordini che vede percentuali di crescita superiori al 20% per quattro aziende su dieci.

Complessivamente il 96% degli intervistati si aspetta un incremento del fatturato, grazie anche alla continua spinta dell’export che conferma la leadership del Made in Italy nautico nel mondo. Per quanto riguarda il mercato nazionale, le reti di vendita consolidano i risultati del 2020 e prevedono un mercato fondamentalmente stabile per il 66% degli intervistati.

Manteniamo la leadership mondiale per le imbarcazioni oltre i 24 metri da più di 20 anni: oltre il 50% della produzione mondiale è italiana. L’emergenza sanitaria ha fatto scoprire la nautica come momento di libertà, con un ritorno nel 2020 del consumo interno e delle famiglie.

Lo scorso anno si diceva che la vacanza in barca era la più sicura in tempi di pandemia, per via dell’isolamento sociale e della possibilità di restare a contatto solo con la propria famiglia o i propri amici. La crescita che ancora oggi sta vivendo la nautica è dettata ancora dalla necessità di evitare i posti affollati o è dovuta a un ritorno della voglia di andare per mare?

L’estate 2020 ha rappresentato certamente un momento particolarmente positivo per la nautica da diporto che è stata riscoperta quale attività per vivere una vacanza all’aria aperta a contatto con la natura, in libertà e in distanziamento sociale. Questo ha riguardato tutte le fasce di mercato.

Il portafoglio ordini dei cantieri, che garantisce due o tre anni di lavoro pieno alle aziende testimonia però che la passione di andar per mare è forte e che la qualità della nostra produzione, fatta di competenze professionali e tecniche cui va riconosciuto un grande valore industriale ed economico, è in grado di vincere la competizione sui mercati internazionali.

Anche quest’anno il Salone Nautico di Genova ha registrato il tutto esaurito in termini di espositori. Pensa che questo momento favorevole per la nautica si rispecchi anche nel pubblico? Quali sono le vostre previsioni in quanto ai visitatori?

Non vi può essere crescita di mercato senza un accresciuto interesse per il settore da parte di pubblico e appassionati. Già in occasione della passata edizione, abbiamo assistito ad un cambio di paradigma nei visitatori del Salone Nautico, che ha registrato una forte presenza di pubblico qualificato, specializzato e orientato al business. Il format del Salone multispecialistico è, quindi, in grado di soddisfare l’interesse del pubblico per ogni tipologia di prodotto.

Il nostro obiettivo, al di là dei target numerici, dato che quest’anno il protocollo di sicurezza sanitaria prevede distanziamenti, protezioni e accessi contingentati, è quello di garantire qualità, sicurezza ed efficacia sia agli espositori, sia ai visitatori.

Marina Stella. Foto di Claudio Colombo

Il Salone Nautico è fieramente italiano ma ha un ampio respiro internazionale. Quale sarà, in questa edizione, il contributo degli espositori e dei visitatori dall’estero?

Anche quest’anno è confermato il progetto di incoming inserito nel Piano di Promozione del Made in Italy del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e reso operativo da ICE Agenzia. I più importanti operatori mondiali del settore, i giornalisti e i buyer internazionali provenienti da 25 differenti Paesi, saranno dunque presenti al 61° Salone Nautico.

La capacità dimostrata lo scorso anno, in periodo di pandemia, di mettere in atto tutte le strategie necessarie per realizzare l’unico evento di settore in presenza in epoca Covid, ha portato gli espositori esteri a programmare con assoluta tranquillità la propria partecipazione al Salone, tanto che la manifestazione è sold-out già da fine giugno.

La campagna di vendita online dei biglietti d’ingresso ha segnato un incremento dell’82% a pari data 2020, a 15 giorni dall’inaugurazione, mettendo in evidenza l’attrattiva che l’evento esercita sul pubblico di professionisti del settore e appassionati della nautica. Ad oggi rappresentiamo un esempio di coraggio, sicurezza e modello di gestione che è riconosciuto non solo in Italia, ma anche all’estero.

Durante la pandemia Confindustria Nautica ha svolto una fruttuosa di “pressing” sul governo, che ha prima permesso ai cantieri di tornare a costruire barche e poi ai diportisti di riprendere il mare. Ora quali sono i temi caldi nei vostri rapporti con governo e Parlamento?

Attualmente i temi caldi riguardano le questioni che minano la competitività delle nostre aziende, la disomogeneità in termini di applicazione di IVA in Europa e l’annosa situazione del contenzioso con lo Stato in materia di porti turistici che sono a rischio sopravvivenza per l’applicazione retroattiva degli aumenti dei canoni demaniali stabilita nel 2007.

Sul tavolo c’è, inoltre, il tema del sostegno a tutte le imprese della filiera del turismo nautico, porti, società di charter, scuole nautiche, broker e agenzie di servizi che sono state fortemente impattate dalle misure anti-Covid e non sempre beneficiano degli interventi previsti per le aziende turistiche.

Dal punto di vista normativo, abbiamo portato a casa due riforme del Codice della Nautica, ma siamo ancora in attesa del nuovo regolamento di attuazione, con una particolare attenzione all’ammodernamento delle regole di sicurezza, aggiornamento delle patenti nautiche, semplificazioni amministrative, nuova normativa per i natanti in noleggio e locazione, allineamento delle norme tecniche per i superyacht con quelle inglesi e maltesi.

 

Giuseppe Orrù

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