"7 mosse per l'Italia": l'intervista a Piergiorgio Odifreddi di Liguria Nautica

Liguria Nautica ha intervistato il famoso matematico Piergiorgio Odifreddi, protagonista assieme ad altre 24 personalità della traversata Genova-New York nell'ambito di "7 mosse per l'Italia"

5 ottobre 2011 | di Redazione Liguria Nautica

Incontro ieri sera all’Acquario di Genova con i protagonisti di “7 Mosse per l’Italia”, la traversata Genova – New York a bordo del ketch di 22 metri “Elmo’s Fire” organizzata da Giovanni Soldini e Oscar Farinetti: abbiamo chiacchierato con il filosofo e matematico di bordo, Piergiorgio Odifreddi.

 

Ultimamente Odifreddi ha sperimentato due viaggi completamente diversi fra di loro, uno a piedi (il Cammino di Santiago de Compostela, raccontato nel libro “la ViaLattea” n.d.r) e quello in mare con “7 mosse per l’Italia”. Gli abbiamo chiesto quali aspetti del viaggio per mare l’hanno affascinato e ci ha confessato… che si aspettava un po’ più di avventura! Subito riconoscendo, però, che con un capitano come Giovanni Soldini, “si stava per forza tranquilli”.

 

Odifreddi ci ha anche svelato  “di non essere un grande “piede marino”, nel senso che non patisco il mal di mare,  ma trovo la barca…non posso dire “noiosa”, non sarebbe la parola giusta,  però io ho sempre bisogno di avere un libro sotto gli occhi e in barca è stato difficile leggere! In sottocoperta  si sta male e sopracoperta c’è il vento, gli spruzzi ! I miei compagni di viaggio mi hanno un po preso in giro perché in realtà quello che io ho fatto è stato trovarmi un posto seduto e non muovermi mai per una settimana, restando a guardare e contemplare il mare. Ed è stata una bella esperienza quella di stare soli con sé stessi, senza la compagnia degli autori dei libri preferiti. Io tanti anni fa avevo fatto due settimane di stage a Glènans (la più importante scuola di vela d’Europa, con 5 basi in tutta la Francia. N.d.r) , ma poi non ero mai più salito su una barca, avevo capito che quella non era la mia vita e pensavo non sarei mai più andato. Il richiamo di Farinetti (Oscar Farinetti, patron di Eataly che ha dato vita al progetto “7 mosse per l’italia”. N.d.r) e di Giovanni Soldini, però, è stato difficile da rifiutare!”.

 

Sul sito di 7 mosse per l’Italia, ogni navigante dava una breve descrizione di sè prima di salpare,  e Odifreddi si interrogava se in mare si sarebbe perso o ritrovato. Ed il verdetto è stato che “fortunatamente non mi sono perso, anche perché mi ha spiegato Soldini che se uno si perde è molto difficile ritrovarlo – ride-. A parte tutto, psicologicamente non mi sono perso, anzi io credo che in fondo ci si perda molto di più in una città affollata, in mezzo alla gente, piuttosto che non su una barca, in cui si è tutt’uno con il mare, con l’oceano”.

 

Francesca Pradelli

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