L’industria della nautica di fronte alle opportunità del New Normal: esperti a confronto al webinar di ATENA

Il convegno, svoltosi interamente in live streaming, ha visto la partecipazione di Lorenzo Pollicardo, direttore tecnico e ambientale di SYBAss, e di Paolo Bertetti, vice president R&D di Sanlorenzo

3 Luglio 2020 | di Manuela Sciandra

Nessuna cancellazione di ordini per i grandi yacht e una voglia di nautica che cresce nel Paese dopo il lungo lockdown per l’emergenza Coronavirus. Questo è in sintesi quanto emerso dal webinar “L’industria della nautica di fronte alle opportunità del New Normal: sostenibilità, tecnologia, lifestyle“, organizzato dalla sezione di La Spezia di ATENA (Associazione Italiana di Tecnica Navale).

Il convegno, svoltosi interamente in live streaming, ha visto la partecipazione di due relatori d’eccezione: Lorenzo Pollicardo, direttore tecnico e ambientale di SYBAss (Superyacht Builders Association) e Paolo Bertetti, vice president R&D del cantiere Sanlorenzo e vicepresidente di Confindustria La Spezia, che con i loro interventi hanno evidenziato come il settore della nautica abbia reagito alla crisi sanitaria meglio del previsto.

“Personalmente – afferma Lorenzo Pollicardo – non credo a quanto si prospetta, ossia un possibile calo del 25% del fatturato della nautica globale. Aspetterei a dirlo. È indubbio che i numeri li vedremo nel 2021, però è altrettanto vero che gli ordini dei grandi yacht sono confermati e vi posso dire, per l’osservatorio che abbiamo come SYBAss, che non vedo cancellazioni di ordini. Non si può dire che ci sia un incremento, però quello che si diceva, sul fatto che questa voglia di nautica si sarebbe mostrata passato il momento brutto del Covid, devo dirvi si è confermato”.

“Anzi – aggiunge il direttore tecnico e ambientale di SYBAss – confesso che temevo che la piccola nautica avrebbe sofferto, che il diportismo non sarebbe ripartito dopo lo stop. Ma non è così. C’è voglia di allontanarsi dalle spiagge con una barchetta, con un gommone, con una barca un po’ più grande. Si soffre, invece, un po’ sul tema del charter, del noleggio, perché il charter di media grandezza è costretto a rispettare norme che prevedono, ad esempio, che persone non conviventi non possano occupare la stessa cabina, mentre per il grande yacht è inutile dire che i clienti americani, russi e quant’altro per un po’ non riusciremo ad averli lungo le nostre coste”.

Al superamento dell’emergenza sanitaria si unisce poi il bisogno di ritornare al più presto ad una “nuova” normalità, che come tutte le novità può essere anche vissuta come un’opportunità per migliorarsi e per promuovere il benessere della collettività. In particolare, la pandemia ha rafforzato l’attenzione dell’opinione pubblica verso la tutela della salute delle persone e, di conseguenza, anche verso le problematiche ambientali e la sostenibilità.

“Quello che abbiamo notato in quest’ultimo periodo – spiega Paolo Bertetti – è un’ulteriore sensibilità verso quelle che sono le problematiche ambientali. Come mai questo? Io do due chiavi di lettura. Da un lato chiamiamolo un ‘martellamento’ che c’è stato sui problemi ambientali e sulle loro possibili influenze su quello che è capitato. Ma vedo anche un’altra chiave di lettura. Abbiamo assaporato, come non capitava da anni, cosa vuol dire una situazione in cui non c’è inquinamento“.

“A causa di questa sciagura – sottolinea il vice president R&D di Sanlorenzo – le città, le fabbriche e i trasporti si sono bloccati e la percezione pubblica è stata: ‘Cavolo, sì che l’aria è pulita! Finalmente riesco a respirare bene. Finalmente vedo il cielo’. E questo in Paesi tendenzialmente molto più inquinati, come la Cina o l’India. Quindi  l’opinione pubblica si è resa conto di questo e a maggior ragione spinge sul discorso sostenibilità”.

“Dal punto di vista politico – prosegue Bertetti – a livello europeo c’è una forte volontà di rimettere in moto l’economia. I Paesi del Nord e Centro Europa stanno puntando su dei piani di investimento faraonici sul discorso sostenibilità, che vuol dire energie pulite. La politica è diventata decisamente molto sensibile a investire in qualcosa che darà un ritorno sia come posti di lavoro nuovi, sia come situazioni ambientali decisamente migliori”.

“In questo periodo – racconta il vice president R&D di Sanlorenzo – noi abbiamo approfittato del tempo che avevamo a disposizione per andare a raccogliere informazioni su come gli yacht vengono utilizzati. Ci siamo resi conto che i nostri armatori chiedono dei motori molto potenti, però poi nella realtà non utilizzano neanche la metà della potenza che hanno installato“.

“Da un punto di vista ambientale quindi – conclude Bertetti – avere una foto scientifica di quella che è la situazione ci consente di metterci di fronte all’armatore e dire: ‘Caro armatore, siamo tutti qua per migliorare l’aspetto ambientale dell’utilizzo della barca. Sappi che con l’utilizzo medio che ne fai, ti stai caricando di chili, potenza e costi che poi non vai ad utilizzare. Potremmo fare un prodotto molto più intelligente se sei d’accordo con noi’. E io sono convinto che questa sarà una strada che ci porterà dei grossi risultati“.

Agli interventi di Pollicardo e Bertetti sono poi seguiti quelli di altri relatori, tra cui rappresentanti delle istituzioni locali e di enti di classificazione come il Rina, che hanno espresso il proprio punto di vista rispettivamente sul ruolo di primo piano che il territorio di La Spezia occupa nel panorama della nautica italiana e internazionale e sulla sempre maggiore diffusione di schemi certificativi per prevenire e mitigare il propagarsi delle infezioni.

Manuela Sciandra

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