L'ISAF stravolge le Olimpiadi di Rio 2016

L'ISAF stravolge le Olimpiadi di Rio

22 Novembre 2010 | di Redazione Liguria Nautica

conti_micol_velaL’ISAF ha deciso che per la gloriosa Star le Olimpiadi di Londra 2012 saranno le ultime. Fuori anche il Match Race che praticamente farà una fugace apparizione a Londra visto che era la prima volta e fuori anche il 470 femminile che attualmente è la più alta probabilità nella vela olimpica italiana di medaglia grazie alle fuori classe Giulia Conti e Giovanna Micol. Si fa strada l’ipotesi del Multiscafo e del 470 con equipaggi misti e udite udite forse anche il Kitesurf al posto del Windsurf. A maggio 2011 le scelte.

 

Il Council, riunitosi ad Atene penultima giornata dell’Annual Conference ISAF quindi ha preso delle decisioni che dovrebbero essere definitive. Ma una rapida analisi ci porta a dire che togliere il 470 femminile, potrebbe comportare presumibilmente anche la fine del 420 femminile e quindi forse qualche conseguenza sull’optimist. Curiosa la scelta del 470 misto che spingerà a livello federale verso delle scelte difficili; infatti nella sede di Genova della FIV dovranno essere prese decisioni che non piaceranno a tutti gli atleti, paradossalmente sia uomini che donne. E come dire che la staffetta 4×100 di atletica leggera debba essere mista.

 

Il match race, che è la disciplina più spettacolare dal punto di vista televisivo, farà la figura della meteora a Londra: non si capisce perché neanche il tempo di vedere se funziona per un evento come le olimpiadi che già si decide di toglierla: eppure la grinta tutta femminile non può che portare “spettacolarità allo spettacolo”. Via anche la regina delle classi olimpiche, la Star. L’associazione internazionale reagisce con un comunicato ufficiale che sottolinea la strategia della centenaria classe internazionale (nel 2011 celebra proprio i suoi 100 anni di vita) seguirà in vista del Mid Year Meeting del maggio 2011, in cui il Council ISAF dovrà ratificare tale decisione.

 

La strategia seguita è quella di puntare sulla grande riconoscibilità per i media dei campioni che frequentano la classe. Non a caso un Torben Grael e un Paul Cayard amano cimentarsi alle qualificazioni olimpiche dei loro paesi perché sanno che la Star è seguita e amata, così come tutti sanno che un evento con la loro partecipazione è seguito e amato. Ci auguriamo che qualcuno ci ripensi e che analizzi la questione con un’ottica più “marketing oriented”, altrimenti la vela continuerà ad essere uno sport di serie B dal punto di vista delle sponsorizzazioni. Alberto Morici

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