Nave Italia, ancora due settimane di tempo per scoprire la “terapia dell’avventura” nel 2019

Il brigantino più grande del mondo, a disposizione di enti no profit, scuole e ospedali, promuove la cultura del mare e della navigazione per influire positivamente su chiunque viva un disagio o una disabilità

3 luglio 2018 | di Manuela Sciandra
Nave Italia 2019
Nave Italia

Mentre è in pieno svolgimento il progetto di solidarietà promosso anche quest’anno dalla Fondazione Tender To Nave ITALIA Onlus, esperienza che mira a influire positivamente sul benessere di chi vive un disagio o una disabilità, mancano soltanto due settimane per richiedere di navigare a bordo di Nave Italia la prossima stagione.

Entro il 16 luglio, infatti, tutte le associazioni interessate a partecipare alle preselezioni dei progetti di solidarietà per il 2019 dovranno compilare il modulo presente sul sito www.naveitalia.org e soltanto coloro che le avranno superate potranno accedere alle selezioni finali per l’ammissione definitiva, che si terrà entro il 16 novembre.

Dal 1 maggio ad oggi, Nave Italia ha navigato toccando i porti di Livorno, Civitavecchia, La Spezia, Genova, Imperia e Cagliari e portando a bordo 9 associazioni, per un totale di 151 partecipanti, 47 operatori e oltre 2.300 visitatori accolti durante gli eventi a bordo e nelle giornate di apertura al pubblico. E la stagione 2018 non è finita, perché Nave Italia sarà impegnata fino al 20 ottobre in una traversata del Mediterraneo che vedrà la partecipazione a bordo di ben 22 associazioni.

Il brigantino a vela più grande del mondo viene messo a disposizione dalla Fondazione Tender To Nave ITALIA Onlus, creata allo scopo di promuovere la cultura del mare e della navigazione come strumenti di educazione, formazione, riabilitazione, inclusione sociale e terapia nei casi di disabilità, salute mentale e disagio sociale o familiare.

Beneficiari di questa “terapia dell’avventura” sono associazioni no profit, onlus, scuole, ospedali, servizi sociali, aziende pubbliche o private che propongano azioni inclusive nei confronti dei propri assistiti e delle loro famiglie. Dal 2007 Nave Italia ha imbarcato più di 4000 persone tra passeggeri speciali, operatori e volontari, realizzando 214 progetti. Nel corso degli anni questi progetti non sono cresciuti soltanto di numero ma soprattutto di qualità, permettendo ai beneficiari di seguire percorsi formativi e riabilitativi eccezionali.

La Fondazione è stata costituita il 10 gennaio 2007 dalla Marina Militare e dallo Yacht Club Italiano. La Marina Militare, oltre ai compiti istituzionali di difesa e sicurezza, svolge un importante ruolo socio-educativo diffondendo la cultura dell’amore per il mare e, nel caso di Nave Italia, mettendo a disposizione un equipaggio che garantisce l’addestramento sia velico che natatorio ai suoi partecipanti. Lo Yacht Club Italiano, invece, è il più antico club velico del Paese e uno dei più antichi del Mediterraneo. Fondato a Genova nel 1879, annovera circa 1.100 soci e, nel corso degli anni, ha mostrato come l’impulso allo yachting possa trasformarsi in uno straordinario percorso formativo per i giovani.

Il mare, la vela, la navigazione, le regole e la vita di bordo sono, infatti, un potente e prezioso strumento di intervento nel sociale: con il divertimento e il desiderio di avventura si aiutano i partecipanti a superare se stessi e i propri limiti. Nave Italia è un luogo dove non esistono differenze, dove ogni persona arricchisce chi la circonda con la propria originalità e dove le emozioni si trasformano in ricordi indelebili nel tempo, come dimostrano questi pensieri tratti dal diario di bordo.

“È stata una magnifica avventura che rifarei mille volte. Per il resto ho fatto nuove scoperte e conosciuto persone semplici ma con forti emozioni. Mi hanno lasciato una forte gioia dentro che non scorderò mai. Grazie! Alla prossima e buona fortuna”.

“È stata un’esperienza unica che mi ha permesso di vivere il mare in maniera differente e bellissima e di imparare a conoscere e scoprire la quotidianità marinaia con rinnovata curiosità. Non vorrei più scendere!!”

“Grazie, grazie, centomila volte grazie per aver contribuito alla mia rinascita”.

La Fondazione è sostenuta oltre che da ACRI, Fincantieri, Rolex, SIAD e UniCredit, che credono fortemente in questa grande iniziativa di solidarietà, anche da partner sostenitori e da donatori privati.

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