Dalle capotes delle auto ai tettucci per la nautica: Opac protagonista al Mets

Al Metstrade di Amsterdam, l'azienda torinese ha esposto due prodotti che spiccano per innovazione e praticità

19 novembre 2018 | di Andrea Bergamini
OPAC Mets_1
Stand di OPAC al Mets

Opac è nata nel 1986. All’inizio l’azienda torinese si occupava esclusivamente di produzione di capotte per auto. Era il periodo delle vetture cabrio e il management intuì che le case automobilistiche non avevano il know-how né volevano investire nella produzione di questo accessorio. L’azienda iniziò così a progettare e produrre capotte per autovetture.

Non solo capotes però: Opac, infatti, si è poi specializzata anche nello studio, nella progettazione e nella costruzione di prototipi automobilistici (dai modelli di sviluppo del design fino ai prototipi tecnici performanti per eventi espositivi) e nella produzione di scocche automobilistiche, anche in allestimenti speciali.

Il passaggio di conoscenze tra il settore dell’automotive e quello della nautica non è stato semplice e neanche scontato, perché i processi produttivi erano differenti, tuttavia il know-how di ingegnerizzazione venne trasferito completamente nel settore nautico. È proprio grazie a questa formazione di stampo automobilistico che da parecchi anni Opac lavora anche in ambito marino tramite una divisione specializzata. La Divisione Nautica si occupa in particolare di progettare e realizzare capotes, hard-top, soft-top e tendalini per imbarcazioni da diporto.

L’attenzione di Opac verso la massima qualità è indirizzata non solo alla meccanica ma anche alla ricerca di materiali sempre più leggeri e meno attaccabili dagli agenti salini dell’ambiente marino. Al Metstrade di Amsterdam, l’azienda torinese ha esposto due prodotti che spiccano per innovazione e praticità: un tetto lamellare in alluminio retraibile per i ponti superiori degli yacht e una movimentazione che permette di recuperare altezza in coperta.

Il tetto lamellare in alluminio retraibile per i ponti superiori degli yacht rivoluziona il concetto classico di capote e amplia la serie di luxury-product dell’azienda. L’innovazione consiste nella possibilità di aprire il tettuccio completamente o solo fino alla dimensione desiderata. Rispetto ad un’analoga soluzione a tessuto, il tettuccio a lamelle in alluminio garantisce una più lunga durata e una maggiore resistenza all’acqua e agli eventi atmosferici.

L’apertura è gestita attraverso un impianto idraulico. La movimentazione verso poppavia permette la traslazione delle lamelle che vengono “impacchettate” in posizione di riposo lasciando il ponte sottostante a cielo aperto. Le operazioni di apertura e chiusura si svolgono in tempi molto ridotti. Può essere realizzato in diverse dimensioni, a seconda delle specifiche necessità dei progettisti dell’imbarcazione ed è perciò adattabile a qualsiasi copertura.

Per impreziosire il prodotto anche dal punto di vista dello stile, Opac ha curato minuziosamente le finiture e ogni particolare estetico, ampliando le possibilità di personalizzazione. Le lamelle che compongono la capote possono infatti essere rifinite sia nella parte superiore sia in quella inferiore, tramite una ricca varietà di rivestimenti, sempre con caratteristiche idonee all’ambiente marino e in linea con gli arredi e le tinte dell’ambiente sottostante.

L’altro prodotto esposto al Mets, una copertura “salva-spazio”, si avvale per la movimentazione di un meccanismo già ampiamente collaudato su altri tipi di tettucci Opac. Durante il movimento di apertura, una serie di leve solleva il tessuto del tettuccio e lo ripiega verso la parte esterna aumentando l’altezza dell’ambiente sottostante. Questa soluzione agevola quindi una migliore vivibilità degli spazi sul flying-bridge.

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