A Recco surf e protezione dell’ambiente con Blackwave e Surfrider Foundation

Tutti i rifiuti raccolti sono stati riciclati (ove possibile) e segnalati alla sede di Surfrider Foundation, che poi utilizzerà i dati in vari modi

29 Giugno 2017 | di Gregorio Ferrari
Un ragazzo nel torrente Recco impegnato nella raccolta dei rifiuti
Un ragazzo nel torrente Recco impegnato nella raccolta dei rifiuti

Il Comune di Recco, in collaborazione con i giovani surfisti di Blackwave e con la Surfrider Foundation, all’inizio di giugno ha ripulito la spiaggia della cittadina ligure dai numerosi rifiuti che spesso vengono abbandonati.

La Surfrider Foundation porta infatti avanti un progetto molto interessante, l’Ocean Initiatives, che ha celebrato la sua ventunesima edizione proprio a Recco dove si era svolto per la prima volta. Nell’ambito del progetto l’anno scorso sono stati organizzati oltre mille incontri nel mondo sul tema della raccolta dei rifiuti sulle spiagge, a cui hanno partecipato quasi 35.000 persone.

“Lo sapevate che il 70% dei rifiuti marini affonda?”, chiedono i ragazzi di Blackwave con Andrea Cavalleroni in prima fila. “Questo -sottolineano i giovani surfisti- vuole dire che è visibile solo una piccola parte del problema, mentre il resto finisce sul fondale, influendo negativamente su oltre 663 specie viventi. Il gruppo di esperti di inquinamento marino delle Nazioni Unite -ricordano i ragazzi di Blackwave- stima che l’80% dei rifiuti che troviamo in mare provenga dall’entroterra. Sono gettati a monte, nelle città o nei paesi, fuoriescono dalle filiere di raccolta e arrivano negli oceani, spinti dai venti, dalla pioggia o direttamente dai corsi d’acqua. I fiumi -concludono i giovani surfisti- rappresentano uno dei vettori più importanti di introduzione di apporti terrestri nell’ambiente marino”.

Durante l’iniziativa nella cittadina ligure sono stati raccolti tutti i rifiuti trovati nel letto del torrente Recco e i risultati che potete vedere nella tabella di seguito sono impressionanti. La montagna di rifiuti raccolta fa infatti riflettere sulla quantità di plastica usa e getta che ogni giorni utilizziamo. Ma come possiamo invertire questa tendenza? Ad esempio usando una borraccia al posto delle bottiglie di plastica o scegliendo prodotti sfusi o con packaging più leggeri.

Tutti i rifiuti raccolti sono stati riciclati (ove possibile) e segnalati alla sede di Surfrider Foundation, che poi utilizzerà questi dati in vari modi (monitoraggio di tutte la raccolte globali, studio dei dati anno per anno, comunicazione all’Agenzia Europea per l’Ambiente e altro). Per favorire e velocizzare la procedura di smaltimento, l’amministrazione comunale di Recco ha aperto in via straordinaria l’ecocentro e la cabina Loderini. “I rifiuti raccolti  -spiega l’assessore all’ambiente, Valentina Grazioli- sono stati messi da parte, catalogati e poi trasportati presso i centri di raccolta”.

Fonte immagini: www.blackwave.it

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