Resti di una nave romana? Costa troppo recuperarla, lasciamola in mare!

Il relitto, in ottime condizioni, è stato scoperto casualmente. Il recupero sembra un'operazione troppo onerosa, si sta valutando la possibilità di organizzare visite subacquee guidate

25 Giugno 2015 | di Redazione Liguria Nautica

Relitto nave romana

Un ritrovamento avvenuto per pura casualità, quello della nave romana riportata alla luce nelle acque della Gallura, una scoperta che la Soprintendenza ai beni archeologici della Sardegna ha definito “dall’alto valore didattico e scientifico per l’eccezionale stato di conservazione”.

I particolari dell’operazione annunciati dalla Polizia di Stato nei giorni scorsi, sono stati illustrati a Olbia dal sovrintendete Rubens D’Oriano, presenti il questore di Sassari, Pasquale Errico, il dirigente Fernando Spinicci e i sommozzatori della Polizia, autori del recupero dei reperti e delle immagini subacquee della nave.

 

Un ritrovamento, è stato detto, del tutto casuale fatto dal palombaro del Nucleo Sdai della Marina militare di La Maddalena, Gabriele Paparo, che durante un’immersione fuori dal servizio ha scoperto il carico di laterizi di età imperiale (I/II secolo d.C.) perfettamente conservato e adagiato su un fondale sabbioso a cinquanta metri di profondità nelle acque tra Santa Teresa di Gallura e le Bocche di Bonifacio.

Un ritrovamento eccezionale che però resterà in fondo al mare: i costi per il recupero, infatti, sarebbero esorbitanti. E’ stato lo stesso Paparo a spiegare i dettagli della scoperta della nave, lunga circa 18 metri e larga 7, adibita al trasporto di laterizi, probabilmente prodotti nell’area tirrenica centrale. Il carico era diretto in Spagna quando la nave, per cause sconosciute, è colata a picco per essere poi ritrovata a duemila anni dal naufragio in perfette condizioni.

Il sovrintendente D’Oriano ha escluso una campagna di recupero del relitto. “Il sito è in assoluta sicurezza e non escludiamo che, un domani, possa essere meta di visite guidate destinate, data la profondità, a subacquei con una certa esperienza”.

 

Foto www.meteoweb.eu

 

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