Suzuki a Santa Margherita Ligure per l’iniziativa “A pesca di immondizia”

L'evento ha permesso la raccolta di ben 100 sacchi di immondizia e una grandissima catasta di ferro e legno

27 marzo 2019 | di Manuela Sciandra

Si è da poco conclusa a Santa Margherita Ligure la terza edizione dell’evento “A pesca di immondizia – salviamo il nostro litorale“, che ha visto pescatori, subacquei e diportisti unirsi per ripulire spiagge e fondali della cittadina ligure. L’iniziativa, che ha riscosso un grande successo e ha permesso la raccolta di ben 100 sacchi di immondizia e una grandissima catasta di ferro e legno, ha visto anche la partecipazione di un gruppo di dipendenti della filiale italiana di Suzuki (partner della manifestazione), che ha affiancato nella mattinata di lavoro sia volontari di associazioni che semplici cittadini.

Inoltre, a questi coscienziosi “pescatori di immondizia” si è aggiunto il fisherman pro e testimonial Suzuki e Master Gommoni, Matteo Catelani, che ha messo a disposizione il suo Master 775 del Team Tunastorm per supportare l’attività di pulizia dei fondali attuata dai sub Crespi, Stretti, Botazzi e Poggio.

“Coloro che vivono il mare con passione -ha dichiarato Catelani- sono solitamente i primi ad averne rispetto. I diportisti, specie se pescatori sportivi, hanno il dovere di promuovere la cultura dell’attenzione all’ambiente, agendo in prima persona, partecipando a iniziative come questa di Santa Margherita Ligure, perché contribuiscono ad aumentare il senso di civiltà, e soprattutto dando il loro contributo alla causa nella quotidianità, ogni volta che vanno per mare”.

“Tutti noi pescatori sportivi che facciamo parte dei Suzuki Fishing Team -ha spiegato Catelani- svolgiamo la nostra attività all’insegna dell’etica ambientale, praticando innanzitutto il catch and release, ovvero il rilascio delle prede dopo la cattura. Questa dovrebbe essere la prassi ferrea di tutti i pescatori per cercare di mantenere inalterato il delicato ecosistema marino, in modo che anche i nostri figli e nipoti possano godere in futuro della sua infinita bellezza”.

Dal canto suo, infatti, Suzuki non è nuova alla promozione di attività di sensibilizzazione per la cura dell’ecosistema (e non solo quello marino). Basti pensare al progetto “Suzuki & Save the Green“, una delle numerose operazioni di pulizia di aree verdi organizzate periodicamente dalle varie filiali della multinazionale giapponese (compresa Suzuki Italia) e che rientrano nella più ampia campagna mondiale “Suzuki Clean up the World“.

“L’impatto dell’attività diportistica nautica sull’ambiente marino -ha affermato Paolo Ilariuzzi, direttore commerciale della divisione marine di Suzuki in Italia- è irrisorio rispetto alle fonti d’inquinamento che lo devastano continuamente, scaricando in mare rifiuti di ogni genere, eppure anche noi ci sentiamo totalmente coinvolti per limitare quanto più possibile il problema”.

“Meccanica, elettronica e idrodinamica dei fuoribordo Suzuki -ha aggiunto Ilariuzzi- sono focalizzate al massimo contenimento dei consumi, che si traduce anche nel contenimento delle emissioni nocive. Il sistema Suzuki Lean Burn, adottato da buona parte dei motori della nostra gamma, è sicuramente quanto di meglio la tecnologia mette a disposizione in tema di contenimento di consumi ed emissioni”.

Secondo le innumerevoli ricerche scientifiche eseguite, uno degli effetti concreti causati dall’inquinamento è sicuramente il cambiamento climatico, come dimostrato dalla giornata tipicamente estiva che ha accompagnato l’evento (anche se è appena iniziata la primavera) e dalla tempesta che qualche mese fa ha colpito proprio quel tratto di costa.

Un fenomeno meteorologico senza precedenti che ha provocato ingenti danni alle città di Portofino, Rapallo e Santa Margherita Ligure, messo in ginocchio l’intera economia del territorio e distrutto completamente le strutture nautiche costiere e centinaia di barche. Un evento eccezionale che, purtroppo, sta diventando una vera e propria routine, vista la ciclicità dei cataclismi meteomarini sempre più devastanti.

Come risposta a tale disastro, Suzuki ha dimostrato ancora una volta la sua grande sensibilità, attivandosi immediatamente per aiutare chi aveva perso la propria imbarcazione (e quindi il proprio motore) con una campagna di agevolazioni d’acquisto sui propri fuoribordo, affinché tutti (sia diportisti che professionisti della nautica) potessero riprendere il prima possibile le loro attività.

La manifestazione “A pesca di immondizia” è stata organizzata dall’associazione Lady Martina Sportfishing, in collaborazione con Suzuki e col patrocinio della Guardia Costiera, dell’Area Marina Protetta di Portofino, del Comune di Santa Margherita Ligure e dell’Associazione Albergatori Santa Margherita Ligure/Portofino.

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