Benetti vara il terzo “giga yacht”. Ecco a voi FB275, l’ultima frontiera del lusso

Benetti completa con successo il terzo e ultimo capitolo della prima fase della Giga Season. All’interno del filante scafo del FB275 ci sono un cinema, una palestra con sauna e una terrazza drop-down per godere pienamente del contatto con il mare

29 marzo 2019 | di Giuseppe Orrù
Il nuovo gigayacht Benetti FB275
Il nuovo gigayacht Benetti FB275

Imponente, maestoso, bello e italiano. Quando la bottiglia si è infranta sulla prua dello scafo gigante del giga yacht Benetti FB275, il cielo si è colorato del verde, del bianco e del rosso della bandiera italiana, per celebrare un successo del Made in Italy, una storia italiana bellissima.

I cantieri Benetti Yacht di Livorno hanno ospitato la cerimonia del varo dell’FB275, uno yacht da 108 metri.  “Giga yacht”. Così vengono chiamati gli yacht oltre i 100 metri di lunghezza. E Benetti in pochi mesi ne ha varati già tre in 100 giorni, più un quarto che sarà pronto a breve.

FB275

Lo scafo in acciaio di 108 metri di FB275 ha una larghezza di 14,5 metri con un pescaggio di 4,4 metri. La sua sovrastruttura è stata costruita in alluminio e ha un dislocamento di 3.600 tonnellate. Creata con lo scopo di attraversare gli oceani per migliaia di chilometri senza necessità di rifornimento, FB275 ha un serbatoio per il carburante con una capacità di 345 mila litri, che le consente di raggiungere un’autonomia di 6.500 miglia nautiche a 14 nodi. Le linee esterne dello yacht sono state disegnate dallo studio inglese RWD, mentre gli interni sono stati curati dal team di Benetti.

LA “GIGA SEASON” DI BENETTI

Per poco più di quattro mesi gli occhi del mondo sono stati puntati su Livorno, dove Benetti si è superata con il varo di tre maestosi yacht. Lo scorso dicembre è stato varato il 107 metri FB277, seguito a febbraio da FB272, altro yacht di oltre 100 metri e ora, a completare questa trilogia di incredibili yacht, è stato varato il 108 metri FB275. La costruzione di yacht in Italia non ha mai visto un così grande periodo di produttività e i traguardi raggiunti da Benetti segnano una nuova era per il cantiere, in cui competere con i costruttori dei più grandi yacht privati al mondo.

I NUMERI DI FB275

Più di 1.000 metri quadrati sono dedicati agli spazi esterni, distribuiti su 5 ponti. Un Observation Deck nella parte più alta dello yacht offre panorami mozzafiato e un seduta circolare per i momenti di convivialità. Sul Bridge Deck due prendisole a L sono accuratamente disposti intorno a un caminetto di 1,5 metri.

L’Owner Deck ha sala da pranzo e zona salotto private e, sul Main Deck, si trovano un enorme tavolo da pranzo e isole di sedute con maggiore privacy, così come la grande piscina riscaldata. All’interno del filante scafo ci sono, inoltre, un cinema, una palestra con sauna e una terrazza drop-down per godere pienamente del contatto con il mare.

A prua dello stesso ponte si possono stivare due tender di 14 metri ciascuno. Un altro tender di 10 metri, personalizzato, verrà stivato nel garage dello yacht sul Lower Deck, insieme a un massimo di 8 maxi moto d’acqua. FB275 dispone anche di un serbatoio autonomo di rifornimento di 1500 litri per tutti i toy. Lo yacht è poi dotato di cinque gru e due speciali sollevatori idraulici a forbice per la movimentazione di tender fino a 15 tonnellate.

La propulsione principale dello yacht proviene da due motori diesel MTU con una potenza di 2880 kW ciascuno, che consentono una velocità massima di circa 18,5 nodi. I gruppi principali sono quattro CAT C18 con una potenza di 465 kW. Le impressionanti credenziali ambientali di FB275 sono in parte dovute a una pompa a idrogetto di poppa Schottel SPJ con 500 kW di potenza, che fornisce una eccezionale manovrabilità, oltre a permettere allo yacht di spostarsi a propulsione totalmente elettrica su brevi distanze.

FB275 può, inoltre, contare su due eliche di prua a passo variabile Rolls Royce da 200 kW ciascuna, integrate con il propulsore di poppa tramite un’interfaccia di sistema DP realizzata da Rolls Royce. Il sistema di stabilizzatori è completato da quattro pinne fornite da Naiad-dynamics. Chi è l’armatore? Top secret. Ma secondo alcune voci la proprietà di questo giga yacht rimanderebbe all’Australia.

ENORMI INVESTIMENTI

FB275 segna il culmine della prima fase della Benetti Giga Season -ha detto Paolo Vitelli, presidente e fondatore del Gruppo Azimut Benetti- e, allo stesso tempo, rappresenta una nuova era della costruzione di questi giganti. Con la creazione di questi tre yacht abbiamo dimostrato che i nostri enormi investimenti e la costante ricerca di innovazione ripagano dell’attesa e continueranno a farlo.

Sono felice -ha aggiunto Vitelli- di poter festeggiare con i proprietari, i colleghi e la stampa di tutto il mondo questo momento storico e di poter ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla enorme impresa di costruire questi gloriosi yacht. Esprimo anche la nostra sincera gratitudine verso la città di Livorno per il suo continuo sostegno a tutte le attività di Benetti“.

Segnando la fine della prima fase della Giga Season, ma anche un piano a più lungo termine per la costruzione di yacht di dimensioni maggiori, il programma di costruzione di giga yacht di Benetti è stato oggetto di importanti investimenti nel cantiere navale. Un ambizioso piano industriale ha favorito l’impiego di risorse finanziarie in infrastrutture, organizzazione e sicurezza, per superare le sfide poste dalla costruzione di questi giga yacht.

IL CANTIERE DI LIVORNO

L’ampliamento del cantiere di Livorno, sotto forma di due capannoni di nuova generazione in acciaio, ha permesso a Benetti di aumentare considerevolmente la propria produttività. Ciascun capannone misura 58,5 x 137 metri e ha un’altezza di 30,4 metri, ed entrambi sono dotati di due gru a portale con una capacità massima di 40 tonnellate.

Il piano ha così consentito a Benetti di costruire tre giga yacht in parallelo. Lo sviluppo da parte di Benetti del programma di costruzione di giga yacht ha anche richiesto la creazione di uno speciale team di esperti in questo specifico tipo di progetti e oggi il cantiere toscano è uno dei pochissimi al mondo con la capacità e le competenze necessarie a costruire yacht lunghi più di 100 metri.

 

Giuseppe Orrù

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