Ecco a voi “Rev Ocean”, lo yacht più grande del mondo. Si occuperà di ricerca ambientale

Varo tecnico per l’imbarcazione, commissionata dal miliardario norvegese Kjell Inge Rokke, al cantiere Vard (gruppo Fincantieri) di Tulcea, in Romania

30 agosto 2019 | di Giuseppe Orrù

Varo tecnico per lo yacht più grande del mondo. Quasi 183 metri di nave per accogliere 55 scienziati e 35 membri dell’equipaggio. Eccolo il Rev Ocean, imbarcazione che ha toccato per la priva volta l’acqua nel cantiere Vard di Tulcea, in Romania, del gruppo Fincantieri.

Si tratta della nave da ricerca e spedizione più grande e avanzata del mondo che, prima di entrare in servizio, dovrà essere rimorchiata lungo il Danubio, nel Mar Nero, attraversare lo stretto del Bosforo e raggiungere il cantiere navale di Brattag, in Norvegia, per le ultime rifiniture.

Rev Ocean sarà attrezzato per lo svolgimento di missioni che coprono l’intero ecosistema marino.  Sarà utilizzato da scienziati e innovatori per la ricerca orientata alle “soluzioni” riguardanti questioni come l’impatto delle emissioni di CO2 sull’oceano, l’inquinamento da plastica e la pesca insostenibile.

Lunga 182,9 metri, avrà un equipaggiamento di bordo che comprende reti da traino scientifiche, sistemi sonar, laboratori, auditorium e aule scolastiche, una macchina subacuqea autonoma, sottomarini, un ROV con capacità di profondità di 6 mila metri e avanzate apparecchiature di comunicazione.

Rev Ocean è una società senza fini di lucro fondata e finanziata dal miliardario norvegese Kjell Inge Røkke. La fondazione è stata istituita a seguito della firma da parte di Røkke della campagna Giving Pledge nel 2017, con la promessa di donare oltre il 50% della sua fortuna a cause filantropiche. Qualsiasi profitto generato dalle attività verrà reinvestito nel programma di lavoro per un oceano più sano.

Una nave di questo tipo non poteva che essere anche a basso impatto ambientale. È concepita per garantire navigazioni, silenziose, confortevoli e rispettose dell’ambiente in tutte le condizioni atmosferiche, grazie alle sue linee di scafo molto sottili, alle grandi eliche e due coppie di alette di stabilizzazione. La nave dispone anche di un sistema di timone per il recupero dell’energia, motori a media velocità, un meccanismo di propulsione diesel-elettrico e un sistema di pulizia degli scarichi.

 

Giuseppe Orrù

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