America's Cup: obiettivo flying gybe – VIDEO

Grandi manovre nella Baia di San Francisco, con i team che seguono l'obbiettivo flybe, la strambata in accelerazione sui foil

13 giugno 2013 | di Redazione Liguria Nautica

La Coppa America è nel caos, con uno sfidante, Artemis, che non parteciperà alle prime regate, e un calendario tutto da definire. Resta però il fatto, incontestabile, che l’America’s Cup è uno dei trofei sportivi più antichi e prestigiosi al mondo e non si può evitare di parlarne. Gli spunti tecnici, pur in una situazione organizzativa disastrosa, non mancano: gli AC72 sono dei mostri pericolosi, ma sono comunque delle macchine estremamente interessanti e affascinanti da studiare.

 

Nella Baia di San Francisco proseguono i test di Emirates Team New Zealand, Luna Rossa, e del defender Oracle Team USA. Prove tecniche che lasciano intuire a che punto è la conoscenza dei team sugli AC72. Grazie alla telecamera attenta di J.Navas, riusciamo ad avere delle immagini chiare degli allenamenti in corso, video che raccontano molto e mettono in evidenza uno degli obbiettivi più importanti che i team stanno perseguendo: il flybe. Di cosa si tratta?

 

La parola flybe sta per flying gybe, per intenderci meglio si tratta di una “strambata volante”: il cat, al lasco, accelera e si alza sui foil, le particolari appendici di sostentamento, mentre il timoniere poggia e stramba rimanendo  sempre sui foil, con gli scafi quasi paralleli all’acqua. Nell’interessante sequenza video che vi proponiamo potrete apprezzare alcune fasi di allenamento di Oracle e Team New Zealand: occhio al minuto 16.50, con i neozelandesi che eseguono un perfetto flybe. In sequenza: il cat vola sui foil, la deriva di sopravvento viene calata e il timoniere va alla poggia; il cat stramba con gli scafi che non toccano l’acqua e accelera sulle altre mura:

 

 

Una manovra tutt’altro che facile da realizzare senza sbavature, ma un particolare che può dare un enorme vantaggio per chi la raggiunge. Se gli AC72 strambano normalmente infatti, con gli scafi in acqua, per la loro conformazione idrodinamica rallentano molto. Quando impostano la strambata sui foil e la manovra non riesce, con gli scafi che tonfano sull’acqua provocando grande resistenza, il risultato è ancora peggiore. La prima parte che tocca l’acqua è la poppa degli scafi, la piattaforma si posiziona obliquamente offre così un’enorme resistenza aereodinamica, che causa “l’impennata”: il cat rallenta fino quasi a fermarsi, come al minuto 5.20 Luna Rossa:

 

 

Ancora più evidente per Oracle dal minuto 6.00:

 

 

L’impressione che si deduce da questi video, da l’idea che Team New Zealand sia avanti con lo sviluppo del programma foil e riesca a padroneggiare in scioltezza l’AC72 con vento medio. Oracle e Luna Rossa hanno mostrato difficoltà, non nel foil in assetto sul dritto ma nelle manovre. Il gap potenziale in termini di performance potrebbe essere importante, ma non dimentichiamo che non li abbiamo mai visti in una regata ufficiale e negli allenamenti gli equipaggi sperimentano molto.

 

Da luglio si aprirà il sipario su questa Coppa America, che fin’ora ha fatto parlare di se solo in negativo e ha pianto la tragedia di Simpson. Sarà una sfida totale, senza esclusione di colpi e senza un secondo. Chi vince si prende la Coppa e avrà il diritto e la responsabilità di cambiare regole, barche e riportarla sulla terra.

 

Mauro Giuffrè

 

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