AMERICA’S CUP – Ufficiale: saranno gli australiani i Challenger of Record

Guidati dal ricchissimo magnate del vino Bob Oatley, appassionato di vela (è infatti l’armatore della serie di barche “Wild Oats”), gli australiani saranno i Challenger of Record alla 35ma America’s Cup

1 Ottobre 2013 | di Redazione Liguria Nautica

È ufficiale. Saranno gli australiani i Challenger of Record della 35ma America’s Cup. La sfida è stata lanciata dall’Hamilton Island Yacht Club (HIYC), prestigioso circolo del Queensland, subito dopo la rocambolesca vittoria di Oracle nei confronti dei neozelandesi nelle acque di San Francisco: la risposta del Golden Gate Yacht Club è stata positiva. Fin dai tempi di sir Lipton, la Coppa America è sempre stata una sfida tra tycoon oltre che tra barche: Larry Ellison troverà il suo avversario in Bob Oatley, magnate del vino e ben conosciuto nel mondo delle regate per la serie di barche da lui armate, che porta il nome di “Wild Oats”.

 

I maxi di Oatley in Australia hanno dominato per anni il panorama delle regate d’altura. Un solo dato: nelle ultime otto edizioni della regat più importante d’Australia, la Sydney-Hobarth, sei volte ha vinto uno scafo dal nome Wild Oats (foto). Inoltre un team australiano, guidato da mr. Oatley, ha vinto l’ultima edizione disputata dell’Admiral’s Cup, che era una sorta di campionato del mondo a squadre per barche d’altura.

 

La sfida, inoltrata da Oatley e da suo figlio Sandy per conto dell’HIYC, è stata lanciata in occasione del trentennale della storica vittoria di Australia II, che, con al timone John Bertrand, sconfisse gli americani (capitanati da “Big Bad” Dennis Conner) a Newport nel 1983, rompendo il monopolio degli statunitensi nell’America’s Cup. Si tratta di un gradito ritorno, perché l’Australia mancava dalla Coppa America dal 2000.

 

Date, tipo di imbarcazioni, format e regole saranno l’oggetto della negoziazione dei due team (defender e challenger) dopo le necessarie consultazioni con gli altri ipotetici sfidanti, gli sponsor e eventuali altri finanziatori (Louis Vuitton in testa). Entrambi i club si pongono l’obiettivo di far partecipare un buon numero di team (come e quasi sempre accaduto dal 1970) hanno la facoltà di presentare più equipaggi (in virtù di una regola in vigore dal 1970) e di tagliare i costi massimi per la campagna di tutti i team. Il luogo della manifestazione sarà il primo nodo da sciogliere: secondo il Deed of Gift (l’Atto di Donazione della Coppa America, in pratica la “costituzione” della regata, scritto nel 1857), la scelta spetta al Defender.

 

Chi saranno gli altri sfidanti? Sui giornali il toto-Coppa è già iniziato e vengono indicati alcuni nomi: Patrizio Bertelli e la sua Luna Rossa, Artemis per gli svedesi (c’è anche l’interessamento di Niklas Zennstrom, inventore di Skype, armatore del mini maxi Ran), i francesi (il mago dei multiscafi Franck Cammas sta cercando sponsor). E ancora: il sogno di Ben Ainslie, il velista più titolato al mondo (quattro ori olimpici e una Coppa America), è quello di organizzare una sfida tutta inglese. E chissà, vista la sua fama in patria, ce la potrebbe fare.

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