Armatori italiani, barche con bandiera straniera: doppia mazzata (per adesso)

Un vuoto normativo che rischia di diventare una minaccia per le vostre tasche. Armatori e locatari italiani con barca all’estero, se non cambia nulla dovrete pagare le tasse di entrambi i paesi

8 maggio 2012 | di Redazione Liguria Nautica

Ve lo diciamo chiaramente e con dispiacere: allo stato attuale i proprietari italiani possessori di una barca battente bandiera straniera o riconducibili ad essa (come nel caso del leasing), devono pagare due tasse diverse. Oltre all’imposta italiana sul possesso, se non cambierà nulla, dovranno pagare anche la tassa del paese in cui è stata immatricolata la barca. Facciamo l’esempio di una barca battente bandiera francese (l’unico Paese oltre all’Italia che pratica il leasing nautico).

 

I proprietari e i locatari italiani di una barca battente bandiera francese pagano regolarmente la Tarif du droit annual de francisation et de navigation, i primi direttamente allo Stato e gli altri alle società di leasing francese. Adesso, con la nuova tassa di possesso italiana, che stabilisce il pagamento di un’imposta per i residenti in Italia proprietari di un’imbarcazione – a prescindere dalla nazione in cui si trova – o riconducibili ad essa (come nel caso del leasing), si è creata un’anomalia: come bisogna comportarsi? Vanno pagate entrambe le tasse o solo una delle due? Esiste una deducibilità tra una tassa e l’altra? Dato che le informazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate latitano, siamo quotidianamente “tartassati” dalle domande dei lettori che chiedono – giustamente – di far luce sulla vicenda.

 

Si brancola nel buio: anche gli esperti “navigano a vista”, limitandosi a consigliare di pagare la tassa il più tardi possibile perché, in effetti, ci troviamo di fronte a un vuoto normativo che entro breve dovrà necessariamente essere colmato: in caso di vacatio legis, infatti andrebbe pagata la doppia tassa. Come spesso è accaduto, una volta poi che la normativa sarà chiarita, nel caso di deducibilità tra una tassa e l’altra, si dovrebbe poter richiedere un conguaglio.

 

Per analogia, potremmo ipotizzare che si andrà in una direzione affine a quella dell’IVIE (Imposta sul Valore degli Immobili all’Estero), che sostituisce l’IMU e per la quale viene riconosciuto un credito d’imposta sulla tassa patrimoniale pagata all’estero. Poniamo che l’IVIE da pagare, calcolata sull’imponibile, sia di 100 euro. Se l’imposta estera è di 90 euro, dovrai versare soltanto 10 euro. Qualora l’imposta straniera superi l’IVIE quest’ultima non va pagata. Tuttavia, nel caso della nautica si tratta di due tasse differenti: una sull’immatricolazione e una sul possesso.

 

CASO ITALIA-FRANCIA, I COSTI

 

10 metri – Vela. Una barca a vela di 10 metri, con bandiera francese e con un motore ausiliario di 20 cv paga annualmente 300 euro. A questi si aggiungono i 400 della tassa italiana, per un totale di 700 euro. Motore. Una barca a motore di 10 metri, con bandiera francese e con un motore ausiliario di 300 cv paga annualmente 780 euro. A questi si aggiungono gli 800 della tassa italiana, per un totale di 1.580 euro.

 

12 metri – Vela. Una barca a vela di 12 metri, con bandiera francese e con un motore ausiliario di 40 cv paga annualmente 573 euro. A questi si aggiungono i 580 della tassa italiana, per un totale di 1.153 euro. Motore. Una barca a motore di 12 metri, con bandiera francese e con un motore ausiliario di 450 cv paga annualmente 1.973 euro. A questi si aggiungono i 1.160 della tassa italiana, per un totale di 3.133 euro.

 

15,5 metri – Vela. Una barca a vela di 15,5 metri, con bandiera francese e con un motore ausiliario di 75 cv paga annualmente 1.125 euro. A questi si aggiungono gli 870 della tassa italiana, per un totale di 1.995 euro. Motore. Una barca a motore di 15,5 metri, con bandiera francese e con un motore ausiliario di 850 cv paga annualmente 3.943 euro. A questi si aggiungono i 1.740 della tassa italiana, per un totale di 5.683 euro.

 

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8 commenti

  1. corrado ha detto:

    sono proprietario con mia moglie al 50 per cento di barca vela dii 10 metri e 60 centimetri. domanda: dobbiamo effettuare un unico versamento di 400 euro intestato ad entrambi (ma la modulistica non ci aiuta) o due versamenti distinti di 200 euro ognuno, con intestazione riferita ai singoli proprietari. grazie della risposta.

  2. francesco scarano ha detto:

    La legge 214 del 22 dic.2011 (conversione del d.legge n. 201/2011) all’art. 16 co. 2 stabilisce che : le u.da diporto CHE STAZIONINO IN PORTI MARITTIMI NAZIONALI O CHE SIANO ANCORATE IN ACQUE PUBBLICHE anche se in concessione a privati SONO SOGGETTE AL PAGAMENTO della tassa annuale di STAZIONAMENTO….seguono poi i co. dal 3 al 8 che stabiliscono riduzioni-limiti di applicazione e altro. é vero che c’è anche (Co 7) che indica da chi è dovuta la tassa, ma sempre, se si interpreta correttamente, al verificarsi del presupposto della presenza della unità da diporto in porti nazionali ovvero acque pubbliche o….

  3. Cesare Capitani ha detto:

    Sono contento che ve ne siate finalmente resi conto. E’ dall’indomani dell’approvazione del Decreto che ho sollevato il problema con Voi e con le vostre consorelle sul Web, senza che nessuno se ne occupasse (basta che rileggiate le mie mail).

    A casa del nostro Primo Ministro Prof. Monti, agire in questo modo viene chiamato agire con “Equità” infischiandosene anche degli Accordi conclusi tra Italia e Francia per evitare le doppie imposizioni. Nel Bel Paese di Arlecchino e Pulcinella, e’ solo Pantalone che finisce per pagare e, grazie al sig. Monti, paga due volte mentre i grandi capitali e le grandi imbarcazioni non vengono tassati, evidentemente grazie ai loro amici altolocati del Parlamento e di Palazzo Chigi.

    Mettiamoci l’anima in pace. La normativa non verra’ modificata. La tassa veera’ mantenuta (come tassa di possesso) e continueremo a pagarla in Francia ed in Italia (grazie sig. Monti) fino a quando continueremo a possedere la nostra amata barchetta o fino a quando, disperati, non la …affonderemo!

  4. carlo pesta ha detto:

    buongiorno,
    non riesco a trovare chiarimenti circa la mia posizione,sono residente in svizzera e la mia barca a motore di 12 m. del 1990 è in un porto italiano.
    qualcuno mi sa dire qualcosa?
    grazie!

  5. Gerard G. ha detto:

    Gentile signore,
    In francia , la tassa é : diritto annuale di navigazione ( DAFN) e in realta una tassa di possesso pagata solo da i residente fiscale francese.

  6. Mauro ha detto:

    Perchè, quando parli di tasse, quella italiana la chiami di “possesso” e quella francese la chiami solo tassa?
    E’ qui che casca l’asino!

    In Italia si pagherà la tassa di POSSESSO, mentre (a quanto mi risulta) in Paesi come la Francia, il Belgio o l’Olanda si paga una tassa di STAZIONAMENTO. Ergo, le due tasse NON sono, ripeto NON SONO sovrapposte.

    Certo, anche io auspicherei che la tassa italiana venga cancellata, ma non mi faccio troppe illusioni.

    cordiali saluti

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