Azimut Benetti punta sull’Italia ma verrà sacrificato uno stabilimento

Il gruppo Azimut Benetti, leader nella costruzione di yacht, ripoterà in Italia la sua produzione di barche “entry level”, attualmente in Turchia. Ma nel percorso di ristrutturazione aziendale c’è anche la chiusura dello stabilimento di Gropparello (Piacenza). Sindacati e azienda intorno a un tavolo per studiare percorsi di ricollocazione dei 200 dipendenti del sito

31 Ottobre 2012 | di Redazione Liguria Nautica

Prima la buona notizia, poi quella cattiva. Delocalizzazione? No grazie. Azimut Benetti, uno dei gruppi leader nella cantieristica da diporto, ha deciso di puntare sul made in Italy per uscire dal difficile momento economico che sta attraversando tutto il settore nautico. Nell’ambito di una serie di incontri con i sindacati, l’azienda ha annunciato che riporterà in Italia la produzione delle imbarcazioni “entry level”, che attualmente avviene in Turchia.

 

Fin qui tutto bene, se non fosse che per lo stabilimento Atlantis (che fa capo al gruppo Azimut) di Gropparello (Piacenza), ritenuto non più competitivo sul mercato globale, si profila la chiusura.Così Paolo Vitelli, presidente del gruppo: «Lo yacht è l’oggetto del desiderio, un sogno, un mito e noi vogliamo vedere questo sogno realizzato in Italia. Dovremo però ridurre i costi di struttura, accorciare la catena di comando, fare a meno nel breve periodo di alcune risorse professionali».

 

Gli incontri con i sindacati stanno avendo luogo per individuare un percorso di ricollocazione che interessi i circa 200 dipendenti del sito piacentino. La decisione di Atlantis, per Gropparello –  afferma il sindaco Claudio Ghittoni – si tradurrà in un disastro, un colpo incredibile. Non credevo si arrivasse nel giro di poco tempo a una comunicazione tanto radicale. Avremmo sperato in una contrattazione, che coinvolgesse anche il territorio».

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1 commento

  1. paolo ha detto:

    Grazie mille al RAGIONIERE Monti.

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