Bandiere estere addio. Il tricolore torna a essere la soluzione migliore

L’Europa chiude anche le frontiere dei registri delle imbarcazioni. A meno che non siate residenti nei rispettivi Paesi, non si potrà più avere a poppa la bandiera di Belgio e Olanda

16 novembre 2018 | di Giuseppe Orrù
La bandiera italiana a poppa torna a essere la soluzione più conveniente
La bandiera italiana a poppa torna a essere la soluzione più conveniente

Poco più di un anno fa, avevamo raccontato in un servizio su Liguria Nautica come i diportisti italiani preferissero issare a poppa delle loro unità bandiere estere. Non tanto per scarso senso patriottico, quanto per poter godere dei benefici e delle facilitazioni previsti da un vessillo, meglio se Nord europeo, e soprattutto fuggire dalla burocrazia, dalle lungaggini e dai costi dell’italico tricolore. I diportisti italiani, però, ora devono dire addio a due bandiere che, fino a poche settimane fa, avevano fatto gola a molti: quella del Belgio e quella dell’Olanda.

Il Governo belga, infatti, ha emanato un decreto legge che stabilisce che dal 1° gennaio 2019 la bandiera del Belgio può essere concessa soltanto a cittadini belgi e persone residenti in Belgio. Le unità immatricolate nei registri del Belgio, man mano che arriveranno al termine di scadenza dell’iscrizione, dovranno essere rimosse se non sussisteranno più questi requisiti.

La legge che regola la navigazione da diporto in Belgio è molto più elastica rispetto a quella italiana. Anche se talvolta ne va della sicurezza dell’imbarcazione e dell’equipaggio. Un diportista con bandiera belga a poppa, per essere in regola, deve tenere a bordo solo una piccola lista di dotazioni di sicurezza, che peraltro non sono soggette a ispezioni periodiche (quindi a ulteriori costi) come in Italia. Non sono previsti controlli o revisioni a bordo dell’unità e qualsiasi natante può navigare senza limiti di distanza dalla costa.

A luglio anche il Governo olandese ha sospeso le immatricolazioni e ha revocato la concessione a chi già ce l’aveva. Si tratta, infatti, di quelle agenzie private olandesi che gestivano il registro secondario.

Dall’Olanda, inoltre, erano giunte voci poco rassicuranti per i diportisti in seguito alla chiusura dei porti della nave dell’ong Lifeline, alla quale a giugno scorso il Governo italiano aveva interdetto tutti i porti, innescando un incidente diplomatico con l’Olanda, che negò che si trattasse di una “sua” nave. Un blocco che avrebbe causato anche una chiusura dei registri per gli armatori di Stati esteri. Quella olandese, infatti, era una bandiera molto gettonata anche dagli italiani per la semplicità e la velocità con cui si poteva ottenere. Inoltre comportava costi più bassi e non c’era la visita periodica e della tassa di registro.

A riassumere la situazione è Carlo Tripodo, dell’agenzia marittima Se.Na.Ge. di Genova. “Con questi chiari di luna in Europa -ha siegato Tripodo- ormai nessuno vuole più nessuno. Io a tutti i miei clienti consiglio la bandiera italiana perchè le cose stanno cambiando. In Francia, ad esempio, si paga la tassa di stazionamento, mentre in Italia non si paga niente. E, per quanto se ne dica-ha concluso Tripodo-la bandiera italiana al momento è la più economica. Bisogna sfatare un mito: non sempre la bandiera estera significa meno controlli”.

Di recente, infatti, la Francia ha abolito le agevolazioni previste per il diporto, a vantaggio dei porti turistici italiani, come vi abbiamo raccontato in questo servizio. Ora non resta che sperare che il Governo italiano, come promesso durante il Salone Nautico, acceleri sui provvedimenti a favore della nautica da diporto. Non si tratta di fare un favore alle tasche dei diportisti, è il Paese che ne avrebbe davvero bisogno.

 

Giuseppe Orrù

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10 commenti

  1. Giuseppe Orrù ha detto:

    Gentilissimo signor Antonio, grazie per il suo commento.
    Dalle informazioni in nostro possesso, come dice anche l’articolo, le unità immatricolate nei registri del Belgio, man mano che arriveranno al termine di scadenza dell’iscrizione, dovranno essere rimosse se non sussisteranno più questi requisiti (quindi la cittadinanza o la nazionalità). Questo a partire dal 1° gennaio 2019.
    Allo stato dei fatti, quindi, quando la sua immatricolazione in Belgio giungerà a scadenza, molto probabilmente non le verrà più rinnovata. Dovrà quindi provvedere a un cambio di bandiera.
    Cordiali saluti

  2. Antonio ha detto:

    Spett.le Liguria nautica,
    gradirei conoscere la sorte di tanti natanti compreso il mio in quanto la lft e’ pari a mt. lineari 9,90. Siccome il servizio parla di unita’ iscritte al registro belga , potrei continuare a tenere la bandiera belga? ( non perche’ mi piace essere belga ma per tutti i motivi correttamente narrati nell’ articolo.Grazie per la risposta .

  3. Carlo Bazzani ha detto:

    Bene! Personalmente ho sempre issato il “tricolore”: in ogni caso basterebbe smetterla di farci male da soli superando le “furbizie”, ma anche le demagogie, i populismi e lungaggini burocratiche.

  4. Gp ha detto:

    Rispondo a Hook: se ti sbrighi fai ancora in tempo a cambiare in belga e per 5 anni sei a posto! Ma ti devi sbrigare!

  5. TheWitheJack ha detto:

    C’è prima di tutto un problema culturale. Sul diporto privato il cambio di bandiera poteva essere solo giustificato, visti i fatti, dall’assenza di visite periodiche e completa assenza di ben sensati limiti di navigazione. Soluzioni queste che di certo non cambiavano la vita del diportista medio. Poi c’è stato chi con queste bandiere (dunque con iscrizioni pleasure) si è messo a fare del charter, esplicitamente e non, danneggiando quella fetta di armatori italiani che nelle nostre acquee navigano con tutti i sacramenti tecnici, amministrativi e assicurativi previsti per il diporto commerciale, sia con bandiera italiana che estera, ma comunque sotto la piena luce del sole. Salvo il diportista in buona fede, il giro di vite dato da questi registri, probabilmente comporterà la riduzione dei furbetti che fino ad oggi hanno sfruttato l’iscrizione estera per lavorare nel pieno abusivismo ed in barba a leggi, sicurezza dei clienti imbarcati e contratti e tutele per l’equipaggio imbarcato.

  6. Giorgio ha detto:

    Famigerata tassa MONTI, professore emerito, rettore della Bocconi ecc. Nel 2012 ha silurato nautica italiana, velivoli ecc. I francesi, Croati ecc ci stanno ancora ringraziando.Solerte cittadino pagai la tassa MONTI con qualche settimana di anticipo rispetto alla scadenza del 30 giugno se non ricordo male ma, pochissimo tempo prima della scadenza qui c’è il dolo, la tassa venne giustamente abolita. Aveva fatto più danni che vantaggi. Scoprii che si poteva chiedere il rimborso. Mi dedicai alla lettura della legge scritta talmente male da ricorrere al mio commercialista che mi volle circa 200 euro per avere un rimborso di circa 500 euro. Dopo due anni chiesi al commercialista di vedere come stavano andando i rimborsi. Risposta dell’Agenzia delle uscite:” non è nelle priorità del governo”.Ma come (segue tutta una serie di vaffa, sodomiti, sodomiti scorretti) non è nelle priorità del governo rimborsare un cittadino che ha pagato in anticipo un balzello che due mesi dopo avrebbe potuto non pagarlo e lo stato “volutamente con la esse minuscola” si trattiene un tributo non più dovuto? Allora hanno vinto gli evasori, i furbi ecc.. Oggi 19/11/2018 sto ancora aspettando.

  7. Riky electronicmarine ha detto:

    Sono tutte stronzate, in Italia ce una burocrazia e costi non indifferenti e le perso e dei vari uffici se ne fregano le balle dei armatori.. a me hanno messo 2 mesi a fare una trascrizione e dopo aver speso 1000 euro fra tassa di registro e vari versamenti mi sono imbattuto nel incompetenza e la poca voglia di quelli per la licenza che, certificato rtf e mmsi… alla fine ho preso la palla al vollo e l’ho fatta belga… l’avessi fatta dal inizio… e state tranquilli che si organiserano società che continueranno a fare le bandiere estere..

  8. hook ha detto:

    Io dopo 35 anni di navigazioni e un Oceanis 393 di 12 metri attualmente sulle spalle sulla bandiera belga ci avevo fatto un pensierino, non certo per evadere le tasse, idea alquanto stupida e puerile visto che la barca è registrata a mio nome e non al mio vicino con la testa di legno, inoltre acquistata con la liquidazione del mio pensionamento per cui non avrei nulla da nascondere o da temere sotto quell’aspetto. Il motivo del pensierino è che dopo un periodo di ferma in secca per motivi personali, per rimettere in acqua l’imbarcazione che avrà comunque bisogno di un dovuto refitting di inizio stagione sopportando le relative spese, dovrò rifare la visita RINA, comprare i razzi nuovi, la cassetta dei medicinali secondo le nuove norme, nonché sopportare la rapina per la revisione della zattera oltre 6 mg (da ripetersi ogni 2 anni) e solo qui siamo intorno ai 1.650 euro….. Prima che qualche scienziato mi redarguisca sull’importanza della visita RINA per la sicurezza dell’imbarcazione e delle persone a bordo faccio presente che non prenderei lezioni gratuite in quanto nel mio caso la mia esperienza è trentennale in tutto il mediterraneo avendo peraltro condotto numerosi charter in quanto skipper, la mia barca è in perfetto stato generale con un motore praticamente nuovo, valvolame aspirazioni e scarichi rifatti, 2 water elettrici in ceramica con maceratore sanitrit e doppio serbatoio Waste, sicurezze pressione impianto idrico e sentina, sicurezze elettriche evolute, un tender della Zodiac 5 valvole di mt 3,50 in VTR con 10 cc Suzuki sempre al traino, set di estintori al potassio della Maus, 8 giubbotti salvataggio 150 N autogonfiabili, una cassetta di pronto soccorso acquistata con quattro soldi ma degna di poter essere utilizzata in una sala operatoria in quanto consigliatami da un amico fraterno che è primario al pronto soccorso di un importante ospedale nel lazio (che ancora ride dopo aver visto quanto richiesto dalla nuova cassetta regolamentare….), ecc ecc ecc. Non si può dire dunque per quanto esposto che la mia imbarcazione sia un rudere galleggiante e un pericolo per la navigazione altrui. La morale è che il diportista, a differenza di altri paesi che vedono la nautica come una opportunità di rilancio, è visto dallo stato Italiano come una vacca grassa da cui spremere quanto più possibile, a tal proposito evidenzio che ancora sto aspettando il rimborso della piratesca tassa Monti mai pervenutami…. Ecco perchè, nella consapevolezza della qualità di quanto esposto, non amerei essere ancora fregato da chi pensa solo a succhiarti il sangue per far guadagnare tra l’altro tutti i grandi imprenditori amici dei politici che gestiscono tutte le “mercanzie” sopra menzionate per le quali sei obbligatoriamente esposto a gabella. Quanto espressamente esposto, evidenzia il motivo per cui la mia propensione sarebbe stata quella di cambiare bandiera, anche se apprendo che ad oggi questo non sarà purtroppo più possibile.

  9. Mario ha detto:

    Articolo fazioso e poco utile, complimente bella figura di merda che ci fate!!!

  10. Nicolo` ha detto:

    Buongiorno vorrei sapere dal Collega Tripodo in Italia cosa sta cambiando per chè dalla vicina Costa Azzurra noi operatori del settore non ce ne siamo accorti! Prima si cambi la legge e non si consideri i proprieatri di Imbarcarzioni degli evasori e si cessino i sospetti!
    Pe decenni si è fatto la caccia alle streghe…. io dico attenzione!!! Che nessuno voglia nessuno non corrsiponde a verità!

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