Cecchi (Confindustria Nautica): “L’estate 2021 segnerà la ripresa della filiera. Ma ora servono subito i ristori”

Riunita in videoconferenza l’assemblea generale annuale dei soci di Confindustria Nautica. La cantieristica recupera il lockdown, ma charter, porti, agenzie nautiche e broker sono in affanno

16 Dicembre 2020 | di Giuseppe Orrù
Andamento del mercato nautico
Confindustria Nautica ha presentato i dati del mercato nautico nel 2020

Gli imprenditori della nautica da diporto a confronto con i rappresentanti delle istituzioni per una giornata di lavori e di aggiornamento sul comparto, l’approvazione della relazione sulle attività annuali e del bilancio preventivo 2021. Assemblea generale annuale in videoconferenza per Confindustria Nautica, che mercoledì 16 dicembre ha celebrato online il consueto incontro di fine anno, preceduto da una parte pubblica, dal tema “Filiera nautica: l’unione, la forza”, introdotta dal presidente di Confindustria Nautica, Saverio Cecchi, che ha ripercorso le attività salienti svolte dall’associazione in rappresentanza di tutta la filiera.

Il presidente Cecchi si è dimostrato ottimista per la prossima stagione diportistica, indicando l’estate 2021 come quella della ripresa. Ma soprattutto ha potuto elencare una lunga lista di successi, primo tra tutti l’unico Salone Nautico del Mediterraneo all’epoca del Covid, anche dal punto di vista istituzionale.

Tra questi i più significativi sono l’approvazione del correttivo al Codice della Nautica, in vigore dal 22 dicembre, per cui si aspettano con urgenza i regolamenti attuativi, il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate che ha consentito di salvare il leasing nautico, l’esclusione della responsabilità del cantiere costruttore e del fornitore di beni e servizi rispetto alla compliance Iva dell’armatore prevista nella legge di bilancio e la sottoscrizione dell’accordo decennale con le istituzioni locali per l’affidamento a Confindustria Nautica delle aree per l’organizzazione del Salone Nautico.

Da segnalare anche i nuovi strumenti di supporto alle imprese nautiche di ICE Agenzia e Simest, la risoluzione del contenzioso tra Stato e porti turistici in merito all’applicazione retroattiva dell’aumento dei canoni demaniali adottata con il Decreto “Agosto” del 7 ottobre, il chiarimento dell’applicazione dell’Iva turistica dei Marina Resort anche ai residenti nel medesimo comune in cui si trova il porto e la revisione della posizione italiana sul Tier III all’IMO, con la richiesta di sospendere l’applicazione della normativa sulle emissioni di NOx alle navi da diporto <500GT.

Tante piccole e grandi conquiste, “frutto – ha sottolineato il presidente Cecchi – dell’impegno di Confindustria Nautica nel quadro dell’emergenza sanitaria Covid-19, con il grande lavoro di monitoraggio e analisi, confluito nel ‘Piano per la riapertura programmata delle attività della filiera nautica’, che è stato presentato al Governo, alle task force governative e alle istituzioni regionali e che ha consentito la riapertura anticipata delle varie attività del comparto“.

Il direttore generale Marina Stella ha presentato i conti economici. “Nonostante il moltiplicarsi delle attività, dei servizi agli associati e le difficoltà di questo particolare 2020 – ha detto Stella – tutta l’attività associativa ha visto mantenere in perfetto equilibrio il bilancio dell’associazione, approvato all’unanimità dall’assemblea“.

Un anno in cui oltre 100 nuovi soci hanno aderito a Confindustria Nautica, con l’avvio della piena operatività delle nuove assemblee dedicate alle reti di vendita e alle aziende di locazione o noleggio di unità da diporto. Tra i nuovi iscritti anche il prestigioso cantiere Nautor’s Swan.

RISTORI PER LE AZIENDE

Ospiti della prima parte dell’incontro anche alcuni parlamentari che hanno portato alle istituzioni centrali le istanze della nautica. Ma molto resta ancora da fare, in primis avere subito ristori per le agenzie e le società di charter, i mediatori marittimi e tutte quelle aziende che sono rimaste senza copertura economica durante la pandemia.

Abbiamo avuto tempi ristrettissimi – ha ricordato il senatore Agostino Santilloper approvare il decreto ristori. Ma contiamo di portare avanti questa istanza nella quarta versione del decreto ristori, prevista per gennaio, per inserire le aziende rimaste escluse“.

LE ASPETTATIVE DELLA FILIERA

A tastare il polso della filiera è stato un questionario sottoposto a tutti i soci dall’Ufficio Studi di Confindustria Nautica, relativo al trend di fatturato 2020 e al sentiment sull’andamento dell’anno nautico in corso (2020/21).

In relazione alla stima dei trend di chiusura dell’anno 2020 – ha spiegato il responsabile dell’Ufficio Studi, Stefano Paganii risultati del questionario confermano le indicazioni qualitative emerse alla conclusione della stagione nautica, con una evidente dicotomia fra la componente industriale e quella delle imprese del turismo nautico“.

La distribuzione per il settore delle unità da diporto appare equilibrata, con il 44% del campione che indica una crescita di fatturato e il 41% che stima una contrazione. Dai segmenti merceologici degli accessori e dei motori emergono indicazioni più conservative: se la fascia di riduzione di fatturato risulta analoga a quella della cantieristica, quella di stabilità raggiunge il 35%, erodendo una quota di quella di crescita di fatturato. L’industria nautica potrebbe pertanto chiudere il 2020 con una sostanziale stabilità rispetto all’anno precedente.

Analizzando invece l’indotto a valle del turismo nautico compaiono tutte le criticità derivanti dagli effetti della pandemia sugli spostamenti internazionali, con l’evidente mancanza di clientela extra UE nel Mediterraneo. Se per la portualità e i servizi circa il 57% del campione segnala una riduzione di fatturato, questo dato sale addirittura all’82% per il segmento del charter nautico, con due imprese su tre che indicano una contrazione del volume di affari superiore al 20%.

Passando al sentiment sull’anno nautico in corso, le imprese dell’industria nautica sembrano dimostrare una maggiore fiducia: per il settore delle unità da diporto, oltre due aziende associate su tre indicano una crescita rispetto al precedente anno nautico, con soltanto il 7% del campione che indica invece una possibile contrazione.

Per il segmento accessori/motori il 41% segnala una crescita e il 49% una stabilità. Nell’ambito del turismo nautico si registra una distribuzione più positiva rispetto al consuntivo 2020: 44% crescita e 50% stabilità per marina e servizi, 50% crescita e 26% stabilità per il settore del charter. I dati, in particolare per il charter, si riferiscono ad un confronto con la peggiore stagione degli ultimi 20 anni e una previsione di crescita non potrà senz’altro corrispondere ad un ritorno ai livelli pre Covid.

 

Giuseppe Orrù

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