Climatizzazione marina: che progetto ecosostenibile per il complesso San Benigno!VIDEO

L'idea è ambiziosa, la tecnologia relativamente semplice e il clima adatto: ne abbiamo parlato con Domenico Carmosino, che gestisce San Benigno dal punto di vista condominiale ed è ideatore del progetto con l'ingegnere Avanzini, che della climatizzazione marina è uno dei teorici in Italia

7 novembre 2014 | di Redazione Liguria Nautica

 

Riscaldare e raffreddare gli ambienti con acqua marina si può, soprattutto in un clima tutto sommato temperato come la Liguria: si inquina di meno e si risparmia sulla bolletta, senza dovere costruire infrastrutture titaniche. L’idea riguarda Genova e in particolare il complesso San Benigno (Matitone, WTC, Torre I Gemelli, Torre di Francia, Torri Piane, Torri Shipping) che è al centro di questo progetto di climatizzazione che quando realizzato sarà il primo in Italia funzionante su grande scala.

 

 

 

Il concetto è molto semplice: l’acqua del mare in inverno è più calda dell’aria, mentre in estate è leggermente più fredda. In un clima così fatto rappresenta quindi una fonte termica ideale per potere riscaldare e raffreddare a seconda della stagione. In che modo e quali sono i tempi per realizzare l’infrastruttura? Ne abbiamo parlato con Domenico Carmosino, amministratore di Carmogest che gestisce San Benigno da un punto di vista condominiale, ideatore e promotore del progetto con l’ingegnere Piergiulio Avanzini che della climatizzazione marina è uno dei teorici in Italia.

 

Secondo Domenico Carmosino,  “Il maggiore ostacolo è ovviamente la parte burocratica. Di per se l’infrastruttura da fare non è complessa e il lavoro effettivo da realizzare è stimato in poco più di un anno. Prima però bisogna lavorare sui finanziamenti. Genova fa parte del progetto Smart Cities che promuove i progetti tecnologici volti a migliorare il livello di ecosostenibilità della città. A ciò si aggiunge l’interesse al progetto da parte di soggetti privati, che potrebbero investire su quest’idea. L’ammontare complessivo della spesa calcolato è di circa 3 milioni e mezzo di euro”.

 

Secondo quanto ci ha spiegato Avanzini, “Verrà realizzato un termacquedotto che porterà l’acqua di mare alla centrale termica del quartiere, che altro non sarà che una pompa di calore, o una serie di pompe, centralizzata. La pompa di calore, attraverso una scambiatore di calore, preleva l’energia che andrà a riscaldare o raffreddare il circuito in cui circolerà il liquido che andrà poi negli impianti domestici. Queste pompe di calore hanno uno scambiatore, generalmente in titanio, espressamente concepito per potere lavorare con l’acqua marina”.

 

Il vantaggio nell’usare l’acqua di mare sta nel dovere coprire un gap termico, tramite la pompa di calore, minore rispetto all’utilizzo dell’aria. Esempio: se d’inverno l’aria esterna è a 7 gradi, per portarla dentro gli ambienti domestici a 20 bisognerà colmare un gap di 13 gradi. Se si utilizza l’acqua come fonte termica invece, questa normalmente si trova in Liguria intorno ai 15 gradi d’inverno, basterà colmare 5 gradi di differenza. Il risparmio sul costo rispetto a un riscaldamento con combustibile è stimato circa nel 50%.

 

 

 

 

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1 commento

  1. giorgio ha detto:

    Evviva !!!! Hanno inventato l’acqua calda !!!!

    Finora nessuno ci aveva ancora pensato……
    Peccato che prelevare acqua di mare per usi privati non è tanto semplice, a meno che….

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