Come nasce uno Sciallino, Carlo bassi ci spiega il nuovo Sc23

La cultura dei gozzi e l'estetica dei Lobster nel nuovo Sciallino 23, il primo modello fuoribordo della casa italiana

26 settembre 2014 | di Redazione Liguria Nautica

Immaginate l’estetica di un Lobster, mischiatela con l’eleganza di un gozzo mediterraneo, avrete la filosofia del nuovo Sc23 di Sciallino. Ne abbiamo parlato con Carlo Bassi, Presidente del cantiere, a cui abbiamo chiesto quali sono gli step per la realizzazione di questo 23 piedi che segna la prima volta del marchio italiano nel mondo dei fuoribordo.

 

Stiamo affrontando il processo di prototipazione; tutto parte dal primo disegno (il progetto è di Luca Maschera), da cui nascono i rendering e poi gli stampi. La grande sperimentazione che stiamo facendo è però su coperta e tuga: qui abbiamo deciso di non realizzare subito gli stampi, ma di provare diverse soluzioni sul modello zero realizzandole in legno, per potere cambiarle più volte e capire quali possano essere le varianti migliori. Su questo punto stiamo svolgendo veramente un lavoro artigianale nel miglior senso del termine. Solo quando avremo ottenuto un prodotto che ci soddisfa passeremo agli stampi anche per tuga e coperta. L’idea è quella di realizzare una barca carrellabile, che possa contribuire al risparmio dell’armatore oltre che con i consumi ridotti da una carena efficiente, con la possibilità di potere utilizzare il carrello per un ricovero invernale indipendente a quello costoso in un cantiere”.

 

Per le linee estetiche e le scelte progettuali, come dicevamo il background è quello dei gozzi, comune denominatore del marchio Sciallino, ma Bassi ha precisato come i Lobster di oltre oceano abbiano avuto una grande influenza: “Le linee partono dalla filosofia del gozzo, ovviamente aggiornate in chiave moderna, immaginate, per rendere meglio l’idea, il paragone col mondo automobilistico tra una Mini vecchia e un modello di ultima generazione. A questo abbiamo aggiunto l’influenza dei Lobster, che personalmente è una barca che apprezzo veramente tanto”.

 

Il nuovo 23 sarà poi una barca veramente abitabile e con il giusto comfort per chi vuole viverla. Con la sapiente progettazione di Luca Maschera, in soli 6 metri e mezzo offre tutto quanto è necessario a un navigante in termini di spazi giorno-notte, (6 passeggeri, posti letto 2+1), cucina e servizi, eleganza, qualità, italianità, sicurezza, stabilità e risparmio grazie a linee d’acqua pensate per ottimizzare i consumi.

 

Scheda tecnica:

 

Lunghezza fuori tutto: 7,00 mt
Larghezza: 2,45 mt
Lunghezza di omologazione: 6,70 mt
Dislocamento massimo: 2,0 ton
Categoria di progetto CE: Classe C
Portata 6 persone
Carena planante a V (dearise 18° a poppa) con pattini centrali e di spigolo
Motorizzazione max 1 x 150 hp fuoribordo
Progetto e design: Luca Maschera

 

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4 commenti

  1. pasquale ha detto:

    Trovo nel marchio Sciallino dei prodotti unici e bellissimi, per i prodotti precedenti con la chiglia classica del vecchio modello a gozzo dislocante e la linea successiva semiplanante, ma questi nuovi modelli non li capisco proprio, perdono le grandi doti di navigazioni che avevano i modelli precedenti, il pozzetto pesca dello sciallino non c’è più nel modello cabinato, sicuramente andrà più veloce con consumi più contenuti, ma a questo punto abbandono il gozzo per andare su un fisherman stile americano, almeno avrò un barca con tutti i confort per la pesca che qui non ci sono. mi auguro abbia successo perchè la nautica italiana è in crisi, ma i cantieri dalla loro dovrebbero andare un po’ incontro alle esigenze del mercato, l’occhio vuole la sua parte, ma la tenuta del mare è la cosa fondamentale che rendeva Sciallino una barca unica!
    ps. Sono un felice possessore di uno Sciallino 23 vecchio modello con pozzetto da pesca 😉

  2. Carlo ha detto:

    Grazie dei complimenti …ma perché definire gli Sciallino ” ferri da stiro” ?
    Carlo Bassi ( Sciallino)

  3. Paolino ha detto:

    Bravi! Un modo per rispondere alla crisi, ma soprattutto per essere attualissimi. Dopo il successo dei grandi lobster mancava una barca di meno di sette metri con queste caratteristiche. Sono sicuro che il cantiere e lo stile di Maschera sapranno renderla molto attraente. Da parte mia, sono un fans del cantiere e l’aspettavo con ansia. La indubbia comodità e praticità del fuoribordo ne decreterà il successo immediato. Mi sembrano un po’ pochi i cavalli massimi ammessi. Speriamo nel prezzo !!!

  4. paolo ha detto:

    Credo che gli Sciallino siano l’unico “ferro da stiro” che i velisti comprerebbero e tanti sognano. Complimenti a questa aziende che nel trasmettere la voglia di mare e non quella da porticciolo ha creato oggetti pure meravigliosi a vedersi.

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