Compravendita barche usate: stai spendendo la cifra giusta? Le certificazioni sui lavori di manutenzione sono attendibili? Parla l’esperto

La compravendita delle barche usate va affrontata con grande prudenza, un altro articolo della nostra rubrica dedicata al tema fornisce alcuni consigli

24 novembre 2015 | di Redazione Liguria Nautica

Torniamo ancora una volta a parlare della compravendita di barche usate, soffermandoci ancora una volta sull’importanza di una corretta valutazione dell’imbarcazione da acquistare al fine di non incappare in una fregatura. Il compratore ha l’esigenza di tutelarsi, mentre il venditore avrà tutto l’interesse di non evidenziare eventuali difetti dell’imbarcazione. Per questo motivo è importante avere cognizione di come si fa una valutazione ed eventualmente affidarsi ai consigli di un professionita. La nostra rubrica vuole quindi essere uno strumento accessorio per chi, soprattuto durante i mesi autunnali-invernali particolarmente propizi per le compravendite, decide di fare il grande passo di un acquisto.
Con questo articolo vogliamo questa volta capire meglio come una perizia estimativa, se fatta con completezza non tralasciando nessun aspetto, può – ancora di più – rappresentare lo strumento indispensabile sia nella compravendita che nella valutazione commerciale (pura) per le unità da diporto e mercantili.
Come forse alcuni dei nostri lettori sanno la perizia tecnico – estimativa altro non è che una valutazione Tecnico – Economica utilizzata nel pre acquisto, ai fini assicurativi, per finanziamenti (leasing o mutui mobiliari) ed infine in certe casistiche sia di natura giudiziale che stragiudiziale.
Detto ciò andiamo più nel concreto spiegando come la valutazione delle barche usate, eseguita tenendo conto di determinati fattori – spesso e a torto non valutati durante il computo estimativo – possa diventare invece non solo più congrua ma, soprattutto, più dettagliata e verosimilmente più “coerente” non valutando esclusivamente il semplice stato d’uso e il valore di unità simili o similari presenti già sul mercato dell’usato.
Questo è un punto molto importante: la valutazione deve – o dovrebbe? – tener conto anche di moltissimi altri fattori, ne citiamo alcuni:
La presenza o meno di uno storico di eventuali lavori magari non esclusivamente “certificati” con la sola presentazione delle fatture: infatti qualora non vi sia stata una sorveglianza lavori, da parte del perito di fiducia, si dovrebbe comunque, nei limiti del buon senso, essere in grado di far evincere con un minimo di dettaglio ogni intervento di riparazione e/o manutenzione e relativa entità;
Le potenzialità, di natura economica, che l’unità può virtualmente avere se impiegata in utilizzi commerciali (se da diporto) o in altre applicazioni o servizi, anche geograficamente differenti, nel caso di tratti di unità mercantili o già impiegate in attività commerciali;
Con quali amministrazioni marittime – e istituti di classifica – l’unità sia stata registrata durante la sua vita.
Chiaramente gli elementi da dover valutare non sono solo questi; tuttavia dovrebbero far pensare come in una corretta valutazione di un mezzo molto particolare come quello navale, ma anche di talune infrastrutture immobiliari (sic! marittime), la valutazione dovrebbe tener conto di molti e molti aspetti non certo di secondaria o relativa importanza.
Naturalmente la corretta applicazione di criteri e metodi estimativi che tengano conto di questi elementi, vanno a beneficio di tutti: da chi vende a chi vuole comprare passando per gli istituti di credito tutti questi soggetti potranno vendere e acquistare unità da diporto o mercantili avendo una valutazione sia tecnica che economica che guarda sì al mercato ma che tiene correttamente conto di aspetti, per così dire, più tangibili ed oggettivamente più “stabili”.
Inutile dire che avere in mano una valutazione (sic! Perizia) squisitamente o prevalentemente “commerciale”, cioè perlopiù basata sulla valutazione del mercato dell’usato di unità simili o similari, potrebbe non sempre avvicinarsi, verosimilmente, al reale – ed intrinseco – valore dell’imbarcazione (sia per eccesso che per difetto).
A questo c’è da aggiungere che, soprattutto per un certo segmento del diporto, il contesto (e la contingenza economica differente) dei vari paesi influenzano e di molto i prezzi medi di compravendita. Basti pensare, senza andare molto lontano, di talune e importanti differenze percentuali, anche a due cifre, presenti, ad esempio, tra il mercato italiano ed estero su unità assolutamente identiche.
Probabilmente per comprendere meglio il vantaggio nell’avere in mano una relazione di perizia con applicati i suddetti metodi estimativi (qualora verosimilmente applicabili), vale la pena fare il paragone, neppure troppo estemporaneo, con il settore Immobiliare dove – praticamente da sempre – la valutazione estimativa – e di conseguenza i valori medi di mercato – sono stati di fatto “imposti” dalle agenzie di intermediazione immobiliare. Inutile dire come, anche in una città come Roma, anche immobili acquistati e rivenduti magari a 2-3 anni dall’acquisto hanno magari perso, sempre rispetto al prezzo di acquisto, tra il 15 e il 20 % del proprio valore…
In conclusione seppur il mercato abbia le sue fisiologiche fluttuazioni, far periziare il proprio mezzo da un perito, o avere bene a mente i particolari ch vi abbiamo specificato in questa sede, garantirà sempre congruità, precisione e maggior serietà sia nella compravendita che nel finanziamento – e nell’assicurazione – dell’unità.
Daniele Motta
Perito e Consulente Navale

www.perizienavali.it – e-mail: info@studiomcs.org
Tel. +39 389 006 3921

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