Sopravvivere in alto mare: i corsi alla "Scuola di Mare Beppe Croce"

Si è svolto nel fine settimana presso la “Scuola di Mare Beppe Croce” una nuova sessione del corso sulla sopravvivenza in mare approvato dall’ISAF. Le foto

1 febbraio 2012 | di Redazione Liguria Nautica

Essere costretti ad aprire ed usare una zattera di salvataggio è per il velista il peggior incubo, anche perché spesso questo implica l’abbandono della propria imbarcazione in mare, in condizioni di mare e di vento molto critiche.

 

Quel che è peggio, la maggior parte dei freschi (e non) patentati che portano a spasso amici e famiglia d’estate, non hanno idea dei pericoli a cui vanno incontro e a cui espongono il proprio equipaggio. Spesso, purtroppo, molti che vanno per mare danno per scontato che non solo ad agosto non possano esserci condizioni meteo molto critiche, ma che, nel caso, saprebbero affrontarle.

 

Questo fine settimana si è svolto pressola Scuola di Mare dello Yacht Club Italiano di Genova il corso sulla sicurezza e sopravvivenza in mare approvato ISAF, il cui scopo è dare al velista, regatante e non, le nozioni necessarie su come agire nelle peggiori condimeteo, per salva(guardar)e sé, il proprio equipaggio e la propria barca.

 

Il programma, molto intenso, è stata suddiviso in due giorni, durante i quali i dieci velisti che partecipavano, molto eterogenei fra di loro per età ed esperienze veliche, hanno potuto acquisire importanti nozioni sia teoriche che pratiche.

 

Sabato scorso, dalle 8.30, si è stati “in classe”, dove l’istruttore FIV, nonché  responsabile della Scuola di Mare per i corsi d’altura, Paolo Vianson, ha fatto una prima panoramica tecnica sulla necessaria conoscenza e  preparazione dell’imbarcazione e dell’equipaggio  prima di una navigazione, passando poi ad analizzare le varie dotazioni di sicurezza, individuali e collettive. È stato molto interessante vedere e comparare diversi modelli di giubbotti di salvataggio, fuochi e razzi, sistemi transponder personali, etc, nonché acquisire piccoli “trucchi” utili, per esempio nell’utilizzo delle cinture di sicurezza.

Si è passati poi a considerare le emergenze mediche che possono avvenire a bordo , come le ustioni o  l’ipotermia dell’uomo a mare recuperato, trattando le modalità con cui affrontarle e le cure da approntare immediatamente dopo l’incidente.

 

Nel pomeriggio, dopo un piacevole pranzo offerto dalla Scuola di Mare, un’infermiera professionista ha spiegato ai velisti le tecniche B.L.S (Basic Life Support), da conoscere ed applicare in caso di arresto cardiocircolatorio. Dopo una spiegazione tecnica orale e una dimostrazione pratica, tutti i velisti sono stati chiamati a mettere in pratica quanto ascoltato su un manichino, ricevendo i consigli da parte dell’infermiera.

 

Il pomeriggio si è concluso verso le 18h30, dopo aver fatto un’approfondita analisi dei metodi di richiesta e attivazione dei soccorsi in caso di emergenza in mare (EPIRB, Radar Distress, AIS, etc).

 

La domenica mattina è stata dedicata alle prove pratiche in piscina: apertura della zattera di salvataggio, suo raddrizzamento, tecniche di raggruppamento in mare e nuoto in gruppo. Questa fase del corso è stata estremamente interessante: oltre ad assistere all’apertura di una zattera, si è simulata una situazione reale (in piscina si è vestiti, con la cerata, gli stivali e il giubbotto di salvataggio) di emergenza e si è provato il disagio concreto del trovarsi, molto appesantiti e ingombranti, a dover salire su una zattera di salvataggio. È stato molto istruttivo, inoltre, vedere i diversi gradi di galleggiabilità con o senza il giubbotto salvagente e penso che questo abbia dato ai velisti la coscienza dell’importanza vitale dell’indossarli, se non sempre, almeno quando le condizioni possono rendere un’eventuale caduta a mare fatale.

 

Rientrati alla Scuola di Mare, dopo essere nuovamente gentilmente stati rifocillati, Paolo Vianson è passato a spiegare gli organi di governo alternativi, le vele necessarie in caso di tempeste e i diversi strumenti da utilizzare (fuochi, razzo, boette, etc) per segnalare la propria posizione in caso di emergenza. Inoltre, sono state fornite brevi e precise nozioni di meteorologia, per essere in grado di leggere delle carte meteo ed anticipare le condizioni di emergenza.

 

Il pomeriggio è terminato con un test sulle nozioni imparare durante i due giorni di corso: tutti i velisti l’hanno superato, conseguendo un diploma ed ottenendo una certificazione valida per 5 anni, riconosciuta dall’ISAF, l’ente internazionale che raggruppa tutte le federazioni di vela del mondo.

 

È questo un corso che dovrebbe essere fatto da tutti i velisti coscienti e seri, perché si imparano moltissime nozioni di fondamentale importanza, che quasi sempre i corsi di patente nautica non trattano, e di cui è difficile venire a conoscenza solo attraverso le “voci di pontile”. Un comandante che salendo in barca si prende la responsabilità di un equipaggio, deve assolutamente sapere come agire in caso di reali condizioni di difficoltà che mettono in pericolo la sicurezza dell’unità uomini-barca. E anche se le nostre leggi non lo richiedono, il buon senso e la coscienza marinaresca dovrebbero far riflettere sull’importanza fondamentale di acquisire queste nozioni.

 

La Scuola di Mare dello Yacht Club Italiano organizza diversi corsi di questo tipo durante l’anno: il prossimo sarà ad Aprile.

 

 

 Francesca Pradelli

 

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