Costa Crociere, stop allo spreco di cibo a bordo delle navi

Parte da Savona una collaborazione con la Fondazione Banco Alimentare, che per la prima volta permetterà il recupero e il riutilizzo delle eccedenze alimentari a bordo delle navi da crociera

1 settembre 2017 | di Giuseppe Orrù
Siglato l'accordo tra Costa Crociere e Banco Alimentare
Il comandante di Costa Diadema e una volontaria del Banco Alimentare

Parlando con chi è appena rientrato da una crociera, buona parte del suo racconto sarà dedicato alle enormi tavolate imbandite, ai luculliani buffet a cui poter accedere a tutte le ore, compresi nel pacchetto “all inclusive” di cene di gala in cui presentarsi con l’abito buono e self service in cui mangiare cosa e quanto si vuole. Considerando che ogni giorno gli chef di bordo devono cucinare per migliaia di persone, tra passeggeri ed equipaggio, le quantità di cibo avanzato sono enormi.

Costa Crociere ha trovato un modo per evitare che questi alimenti non vadano sprecati. Lo ha fatto stringendo una collaborazione con la Fondazione Banco Alimentare onlus, da cui è nato un progetto che per la prima volta consentirà il recupero e il riutilizzo a fini sociali delle eccedenze alimentari prodotte a bordo delle navi da crociera. L’iniziativa, partita ufficialmente a bordo di Costa Diadema, ammiraglia della compagnia italiana, durante lo scalo a Savona, prevede la raccolta a bordo del cibo preparato ma non servito nei ristoranti della nave e la sua distribuzione ad un’organizzazione locale che fornisce assistenza a ragazzi in difficoltà.

“Siamo molto orgogliosi di questa iniziativa -ha spiegato Neil Palomba, direttore generale di Costa Crociere- che rappresenta una novità assoluta nel mondo delle crociere e che Costa ha fortemente voluto. Il Banco Alimentare, partner autorevole e punto di riferimento nella lotta contro lo spreco alimentare, ci consentirà di donare alle persone più bisognose il cibo in eccesso. Partiamo con Savona e la nostra ammiraglia Costa Diadema ma l’obiettivo comune -ha sottolineato Palomba- è di coinvolgere sempre più navi e porti in Italia e nel Mediterraneo. Il lavoro di preparazione allo sbarco del cibo, in virtù della sua unicità, ha visto direttamente impegnate l’Agenzia delle Dogane e la sanità marittima nella messa a punto delle procedure di conferimento. Tutto ciò -ha concluso il dg di Costa Crociere- costituisce un punto di partenza per chi vorrà unirsi a noi nel settore marittimo”.

Il progetto parte da Savona, dove Costa Diadema fa scalo tutti i sabati, durante le sue crociere di una settimana nel Mediterraneo. Da qui il cibo sbarcato verrà recapitato a Varazze. Ogni venerdì precedente l’arrivo della nave a Savona, infatti, dopo la fine della cena, verranno raccolti tutti i piatti preparati nei ristoranti e mai serviti agli ospiti, che in gergo tecnico si chiamano “ready to eat”, ovvero “pronti da mangiare”. I pasti saranno confezionati in appositi contenitori di alluminio, che verranno sigillati ed etichettati per garantirne la tracciabilità e poi conservati nelle celle frigorifere di bordo. Il mattino seguente, dopo l’attracco della nave a Savona, i contenitori saranno sbarcati e consegnati ai volontari del Banco Alimentare, che li porteranno alla Fondazione “L’Ancora” di Varazze, che gestisce una casa alloggio, in cui soggiornano 20 minori, oltre a fornire aiuto alimentare ad oltre 280 persone in difficoltà, tra cui rifugiati.

“Dopo l’entrata in vigore della Legge Gadda contro lo spreco alimentare -ha ricordato Andrea Giussani, presidente della Fondazione Banco Alimentare- abbiamo lavorato con Costa Crociere 8 mesi per strutturare un processo di gestione delle eccedenze alimentari che ci permettesse di recuperare cibo di altissimo valore qualitativo e nutrizionale. Oggi ci riempie di gioia sapere che questo cibo non verrà sprecato ma verrà consegnato da una struttura che assiste minori, in un momento in cui anche Istat conferma che la povertà minorile è passata dal 3,9% del 2005 al 12,5% del 2016. Da oggi in poi -ha concluso Giussani- le nostre energie si concentreranno nell’estendere questa best practice anche agli altri porti in Italia, sperando di trovare sempre la collaborazione di tutti gli attori, come è successo a Savona”.

All’inaugurazione del progetto erano presenti anche l’onorevole Maria Chiara Gadda, promotrice e relatrice della legge 166/2016 a favore delle donazioni di eccedenze alimentari ed il senatore Andrea Olivero, vice ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.

 

Giuseppe Orrù

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