Dichiarazione redditi dei ministri, solo uno ha la barca

Solo Paola Severino di Benedetto, attuale ministro della Giustizia, ha dichiarato di possedere un Aqua 54 sfornato dai cantieri napoletani Baia

23 febbraio 2012 | di Redazione Liguria Nautica

La cosiddetta “operazione trasparenza” messa in atto dal governo Monti, attraverso la pubblicazione online dei redditi del presidente del Consiglio e dei ministri, ci svela il perché sia stata ideata la tassa sui diritti di stazionamento delle imbarcazioni: di nautica, loro, capiscono poco o niente. Tutti i ministri nel loro modulo hanno dichiarato di possedere case (tante) e automobili, di barche non c’è traccia, salvo un’eccezione.

 

L’eccezione si chiama Paola Severino di Benedetto, attuale ministro della Giustizia, che a coronamento del suo (a proposito di eccezioni) eccezionale reddito (7.005.649,00 euro di imponibile netto!), possiede anche un’imbarcazione sfornata dai cantieri napoletani Baia, un lussuoso open cruiser Baia “Aqua 54”, acquistato utilizzando la formula del leasing con Unicredit e immatricolato nel 2009. Non si tratta, ovviamente, di un modello economico. Spulciando in rete, abbiamo scoperto che per un Aqua 54 del 2004 viene richiesto circa un milione di euro. Fate i vostri calcoli.

 

Il ministro Severino, per un solo centimetro, dovrà pagare 10.950 euro all’anno di tassa sulla barca invece che 3.650 (cifra predisposta per le imbarcazioni fino a 17 metri): questo è quanto prevede il decreto monti per imbarcazioni a motore di età tra 0 e 5 anni e lunghezza compresa tra i 17,01 e i 24 metri (vi ricordate le famose tabelle?). E l’Aqua 54, con i suoi 55 piedi e 8 pollici di lunghezza, arriva proprio a 17,01. Povera Paola Severino!

 

Eugenio Ruocco

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3 commenti

  1. Manuele ha detto:

    Le tasse sono giuste per mandare avanti un paese, ma laddove queste sono già esagerate e ricoprono già più che l’80% di quello che uno guadagna, non si può pretendere di uscire dalla crisi aumentandole ulteriormente, aumentando qualsiasi costo (Luce, gas, benzina…) in maniera esagerata senza aumentare l’occupazione, il lavoro (per chi ancora ha la fortuna d’averne uno) e gli stipendi. Se riduciamo a zero le entrate come possiamo pensare di “dare” e quindi di sostenere un paese? Una volta che il popolo è alla fame (senza neanche un centesimo in tasca intendo) non ce n’è più neanche per il sostenimento della nazione. Non si chiede che ciascuno di noi sia in grado di gestire un paese, ma almeno che lo siano coloro che sono “strapagati” per “in teoria” essere su a farlo. Perchè volere coprire le voragini spremendo ancora quel poco che è rimasto nelle tasche degli Italiani aumentando tutto, non bisogna essere politici o addirittura tecnici (come si vogliono definire) ci riusciva anche un bambino di prima elementare!!!

  2. enzo ha detto:

    Be’ se ne sono dette tante !!, Forse un minimo di tassazione per risollevare le sorti di questo sgangrato stato forse sono piu’ che giuste, il guaio a parer mio e che , come sempre l’importante e’ arraffare dpve si e’ sicuri di prendere senza un minimo di cognizione, Ebbene visto che a parere di tanti (la maggior parte), la barca sarebbe bene non considerarla un bene di lusso, ma semplicemente un bene di svago, e’ purtroppo con imposizioni di spesa sempre oltre il LOGICO, vedi manutenzione,accessori,revisioni…..e chi ne ha piu’ ne metta…., ebbene una tassazione equa nella sua forma di calcolo che tenga conto di tutti gli introiti che gia’ indirettamente vanno a rimpinguare le casse dello stato…….., come gia’ fanno i nostri cugini d’oltr alpe dove la tassa la pagano da sempre ed i porti sono semple al completo……..

  3. alfredo ha detto:

    be’, il ministro severino puo’ permetterselo, come tutti i ministri con certi redditi. sia di pagare la nuova tassa il costo d’ormeggio…. e tutto il resto manuntenzione ecc. io amo il mare e amo stare in barca a vela, sogno tutti i giorni di averne una tutta per me’, ma purtroppo nono posso farlo, i costi sono elevati a partire dall’ormeggio “e sto parlando di una seemplice barca usata di dieci metri 32 piedi” ci si lamenta che i nosrti porti si svuotano e che si spostano le barche altrove. ma allora mi chiedo, forse e ora che si rivedono i costi solo cosi avviciniamo la gente alla nautica e vedremmo i nosrti porti pieni di barche e il mare pieno di stupende vele veleggiare piccole e grandi che siano io per primo. auguro buon vento a tutti

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