Dopo Ferretti-Sanlorenzo anche The Italian Sea Group diserterà l’asta per Perini Navi

Dopo l’analisi di Deloitte, The Italian Sea Group ha annunciato che non parteciperà all’asta del 30 luglio per la vendita degli asset di Perini Navi

15 Luglio 2021 | di Giuseppe Orrù
asta Perini Navi
Il cantiere Perini Navi di Viareggio

L’asta per la vendita degli asset Perini Navi rischia di andare deserta. Gli storici competitors, alleati per l’occasione, Ferretti e Sanlorenzo hanno annunciato “di aver valutato la base d’asta di 62,5 milioni, fissata dal curatore fallimentare, troppo elevata e non giustificata dal valore reale degli asset“, sottolineando che “si riservano la scelta, seppur sofferta, di non partecipare all’asta indetta dal curatore per il 30 luglio 2021“.

Poche ore dopo anche The Italian Sea Group, operatore globale della nautica di lusso, ha annunciato un passo indietro. A seguito del mandato affidato alla società Deloitte per svolgere un’approfondita analisi sui documenti messi a disposizione dal curatore fallimentare, Franco Della Santa, per la vendita degli asset Perini Navi, “sono emersi elementi valutativi – recita una nota – che fanno ritenere non opportuna la propria partecipazione all’asta del 30 luglio 2021“.

The Italian Sea Group conferma il proprio interesse per Perini Navi ma “solo a valori sostenibili – prosegue il comunicato – in un’ottica di creazione di valore per la società ed i propri azionisti. La società prosegue nei propri progetti di sviluppo e valuterà eventuali ulteriori opzioni di crescita, così come dichiarato in fase di quotazione“.

Insomma, l’interesse c’è ancora, ma non a queste cifre. Lo stesso messaggio lanciato anche dalla NewCo, la joint venture formata da Ferretti e Sanlorenzo per rilevare gli asset di Perini Navi, che in una nota si sono detti “disponibili ad investire risorse ingenti per realizzare un piano di rilancio di lungo periodo che possa permettere a Perini Navi di tornare ad essere un’eccellenza italiana nel mondo“.

Ma non a questi prezzi. “Una base d’asta così elevata – si legge in una nota – rischia di sottrarre risorse finanziare indispensabili a ripristinare e rilanciare la produttività dei cantieri Perini, decretati falliti dal Tribunale di Lucca a gennaio 2021 e fermi di fatto, con procedure di cassa integrazione da marzo 2020“.

Proprio la procedura per consentire ad altre società di rilevare l’azienda fallita potrebbe lasciare Perini Navi e i suoi 100 lavoratori al palo. Tra i cantieri che si erano detti interessati c’è anche Palumbo Yachts.

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