E’ morto Mario Amati, il creatore di Itama

Il gruppo Ferretti ha comunicato la notizia. Amati aveva 83 anni

23 Febbraio 2016 | di Redazione Liguria Nautica

Lutto nel mondo della nautica: è scomparso Mario Amati, il fondatore dei Cantieri Navali Itama, una delle più belle e apprezzate realtà della nautica nostrana. I motoscafi Itama (il nome del brand è semplicemente il cognome di Amati letto al contrario) si sono affermati a livello nazionale e internazionale in un tempo davvero breve, diventando simbolo di semplicità, eleganza delle linee e affidabilità delle tecnologie a bordo.

L’azienda è nata nel 1969 e il primo modello prodotto fu l’Itama 38, imbarcazione simbolo degli anni Settanta definita dallo stesso Amati “un open progettato da chi ama il mare per chi ama il mare”. Mario Amati è stato un personaggio celebre per serietà e semplicità, ma soprattutto per il folle amore verso il mare.

“Gli Itama non cambiano ogni anno per seguire le mode. Io faccio barche per chi sta bene al mondo e ci vuole stare ancora meglio, perché la barca è un simbolo di felicità”: questo lo stile Itama espresso in maniera chiara e diretta dal suo fondatore.

Nel 2001 Amati ha ceduto l’azienda al Fondo Opera della famiglia Bulgari  e con quote minoritarie a Matteo di Montezemolo, Alessandro Benetton e Giovanni Malagò. La crisi del settore, unita a problematiche di vario genere, ha offuscato il marchio che nel 2004 è stato ceduto al gruppo Ferretti, che poi ha trasferito tutto il pacchetto all’attuale società cinese.

Ci lascia Mario Amati: ecco il comunicato stilato dal gruppo Ferretti

“A nome del Gruppo Ferretti, degli amanti del mare e dello stile Itama, ringrazio un uomo la cui visione, il cui ingegno e la cui opera hanno lasciato un segno indelebile nella nautica nazionale e internazionale. E’ un giorno triste, poichè ci lascia un designer di ineguagliato talento, ma soprattutto un grande italiano e un grande uomo. Sono orgoglioso di continuarne l’opera, il Gruppo Ferretti rende a Mario Amati e al suo genio un ringraziamento sentito e un commosso saluto”, queste le parole di Alberto Galassi, amministratore delegato del Gruppo Ferretti.

Paolo Bellosta

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