Gennaker o spinnaker: qual è la vela giusta per la crociera? 3 consigli per non complicarsi la vita

Tre pratici consigli per scegliere la vela giusta per la crociera in base all'esperienza e alle esigenze di viaggio

4 Luglio 2016 | di Redazione Liguria Nautica

C’è chi in crociera cerca l’assoluto relax e issa le vele solo quando il vento è di media intensità tra la bolina larga e il traverso, c’è invece chi vuoleandare il più possibile a vela anche in vacanza e non rinuncia ad avere a bordo un gennaker o uno spinnaker per le andature portanti. Quale di queste due vele si adatta meglio alla crociera? Andiamo a vedere alcune cose interessanti che possono definire meglio le caratteristiche di queste due vele.

1 – Lo spinnaker e il tangone: pro e contro

Lo spinnaker è una vela che ci consentirà di fare delle andature impensabili con il gennaker: in caso di vento superiore ai 10 nodi potremo anche poggiare fino a 160 gradi e oltre mantenendo comunque una discreta velocità che ci permetterà di coprire buone distanze sui lunghi periodi. Il problema dello spinnaker è l’inevitabile uso del tangone e la difficoltà che ne consegue: per velisti poco esperti occorrerà essere almeno in tre a strambare e anche in ammainata occorrerà prendere le giuste precauzioni, soprttutto con vento fresco. In definitiva lo spinnaker è si una vela che può essere utilizata anche in crociera, a patto che abbiamo un po’ di dimestichezza e non esageriamo nell’issare la vela in condizioni di vento teso.

2 – Il gennaker, facile da usare ma…

Il gennaker è indubbiamente una vela più adatta alla crociera grazie al fatto che viene murata su una tack fissa o regolabile e non necessita dell’uso del tangone. La semplicità di utilizzo non corrisponde però ad un ampio range di angoli e condizioni nelle quali può essere impiegato. Possiamo infatti issare il gennaker dai 90-95 gradi (a patto che il vento sia leggero) fino a circa i 120, considerando anche che le vele concepite per la crociera solitamente hanno un profilo piuttosto magro che non consente grandi angoli alla poggia. Oltre i 120 gradi la performance dei gennaker crolla per l’impossibilità di esporre la vela sopravvento. Potrà anche capitare che il gennaker, su angoli molto poggiati, finisca per subire l’influenza della randa e si sgonfi all’improvviso per poi rigonfiarsi con forza: una manovra che a lungo andare mette a rischio la tenuta della vela.

3 – Gennaker con calza, attenzione!

I crocieristi tendono in larghissima maggioranza ad issare il gennaker dotato dell’apposita calza, così da poterlo ammainare velocemente e con semplicità. La calza è di per se un accessorio molto utile, che semplifica effettivamente la vita di chi anche in crociera non rinuncia a un po’ di vela fatta come si deve. Ci sono però alcune accortezze da prendere.

Può capitare frequentemente che il circuito che regola il movimento della calza non sia in chiaro o, peggio, sia annodato con se stesso o con l’attrezzatura della barca. Se non ci accorgiamo in tempo dell’imprevisto e forziamo la discesa della calza, potremmo ottenere l’effetto opposto, ovvero quello di non riuscire più a richiudere la vela e dover ricorrere all’ammainata classica. In molti dei sistemi di movimento di cui sono dotate le claze per i gennaker, è presete una puleggia collocata solitamente sulla testa della calza, al suo interno. E’ bene verificare che non ci siamo parti del tessuto della calza o della vela che finiscano dentro la puleggia causando un inevitabile blocco. In defitiva conviene si usare la calza in crociera, ma con la giusta consapevolezza.

 

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