SPECIALE GIRAGLIA – Fischia il vento e infuria la bufera. Un albero spezzato! FOTO

Il grande protagonista del primo giorno di regate a Saint Tropez è Eolo. Le impressioni dal nostro inviato/regatante Mauro Giuffré

10 Giugno 2012 | di Redazione Liguria Nautica

Dal nostro inviato. I francesi lo chiamano “Monsieur Le Mistral”, per gli italiani oggi assumeva il meno nobile nome di “ventone”, ma definizioni a parte l’aria che oggi ha investito il campo della regata costiera di circa 25 miglia di lunghezza ha impegnato fino ai limiti estremi barche, materiali e equipaggi. Per l’occasione eravamo a bordo del Sun Fast 37 Musa di Fabio Costa che ci ha offerto la possibilità di fare la regata con il suo equipaggio. Partenza con boa di disimpegno di bolina all’interno del golfo, dove il vento sale subito fino a 18-20 nodi, lasciando solo lontanamente presagire le condizioni meteo in corso di evoluzione a largo di Saint Tropez. Poi una boa da lasciare a destra prima di abbandonare la baia per dirigersi al mark 3 posizionato circa 10 miglia a ovest al largo della secca di Verhuge; all’ultimo boa di disimpegno la sensazione è che venga spalancata una finestra da ovest, lasciando entrare una corrente rabbiosa che sale subito a 30 nodi e lascia capire che c’è poco da scherzare. L’onda sale rapida a spazzare la coperta e per gli equipaggi è vita dura: le secchiate d’acqua arrivano regolari, ricordando a tutti che questa è la Giraglia Rolex Cup, lo spettacolo della grande altura è qui.

 

Sul lungo lato di bolina inesorabili arrivano le prime rotture: rande e fiocchi si strappano come carta e iniziano i primi inevitabili ritiri. Qualcuno, non rassegnandosi al ritiro, si inventa la randa di cappa o issa la tormentina cazzata a ferro in sostituzione dei brandelli di vela, e i velai gongolano mentre il peggio deve ancora arrivare. Al mark 3 le condizioni peggiorano ancora e il vento va costantemente sopra i 30 nodi, con punte prossime ai 40 sotto raffica (il nostro anemometro ha frequentemente segnato 38-39 nodi).

 

La logica, e il buonsenso, direbbero che lo spinnaker è da tenere chiuso nel sacco, ma questa, come dicevamo prima, è la Giraglia Rolex Cup. Lo spettacolo offerto dai maxi è semplicemente mozzafiato: con quasi 40 nodi di vento vanno a riva asimmetrici grandi come i palazzi: il mini maxi Jethou, già vincitore della Volcano Race, sembra l’Orient Express, con planate ampiamente superiori ai 20 nodi di velocità. C’è anche anche uno spiacevole incidente: il J109 Fremito d’Arja rompe l’albero all’altezza della prima crocetta (vedi foto). Dalle notizie che giungono l’equipaggio è uscito illeso, mentre le ragioni della rottura al momento non sono note ma sembra plausibile un cedimento strutturale.  All’armatore, all’equipaggio e alla loro bellissima barca, erano ottimamente piazzati al momento dell’incidente, vanno i nostri sinceri auguri per un pronto ritorno in acqua.

 

L’arrivo a Saint Tropez è ancora di bolina e in molti, non appena tagliata la linea, hanno sorriso tirando un sospiro di sollievo al pensiero di una birra fresca da sorseggiare in banchina mentre si ripercorrono i momenti più belli, e i più difficili, di questa prima giornata alla Giraglia Rolex Cup.

 

Foto di Liguria Nautica riproducibili previa citazione della fonte con link attivo (si ringrazia Paula Flenkenthaller per alcuni degli scatti)

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Questa la classifica provvisoria della regata di oggi:

 

Gruppo 0 – IRC:

  1. Jethou di Sir Peter Ogden
  2. Bronenosec di Alpenberg
  3. Lupa of London di Jeremy Pilkington

 

Gruppo A – IRC:

  1. Near Miss di Noel Frank
  2. Antilope di Willem Wester
  3. Dralion di Finis Pit

 

Gruppo B – IRC:

  1. Swift di Thierry De Passemar
  2. Hakunamatata di Massimo Zanotti
  3. Jet Lag di Richard Burton

 

 

Gruppo A – ORC

  1. Mandolino di Martino Orombelli
  2. Paul & Shark Competition di Vittorio Urbinati
  3. Flying Cloud di Davide Noli

 

Gruppo B – ORC

  1. Baciottinho di Giuseppe Tadini
  2. Symfony di Viacheslav Frolov
  3. Brancaleone di Ciro Casanova

 

Mauro Giuffré

 

 

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