I motori fuoribordo Suzuki consumano meno e “puliscono” il mare: ecco perché

Abbiamo provato il motore fuoribordo 4 tempi Suzuki DF175AP, installato a bordo del nuovo Tuccoli T210 VM. Dario Mezzano, dell’Area Manager Suzuki, ci spiega le tecnologie innovative che lo distinguono dagli altri fuoribordo

29 Luglio 2021 | di Giuseppe Orrù

I motori fuoribordo Suzuki consumano meno e ripuliscono il mare dalle microplastiche. Lo abbiamo provato durante un’uscita in mare a Livorno, con il motore DF175AP montato a poppa del nuovo Tuccoli T210 VM, un fisher da meno di 7 metri che, grazie alla sua carena e all’abbinamento con il fuoribordo da 175 cv di Suzuki, ha dato il meglio di sé in un giorno di mare con onda corta da Libeccio di circa 50 cm.

Ancora prima delle prestazioni in acqua, intese come tenuta della barca, virata, accelerazione e tutte quelle manovre, talvolta eccessive, con cui si cerca di mettere alla prova scafo e motore, a stupire sono stati i consumi. Subito dopo la planata, lo strumento ha indicato un calo dei consumi all’aumentare dei giri, assestandosi ai massimi regimi.

A spiegarci le tecnologie innovative che distinguono i fuoribordo Suzuki è Dario Mezzano, dell’Area Manager di Suzuki. Grazie alla combinazione della tecnologia Lean Burn, un sistema di aspirazione indiretto e un elevato rapporto di compressione di 10,2:1, questi nuovi fuoribordo offrono potenza pulita ed efficiente. Confrontati con gli attuali 175 e 150, il DF175A è più efficiente del 14% e il DF150 del 7% nel miglioramento dei consumi e dunque, nei costi di esercizio.

Con più coppia (3,1% in più per il DF150A e 2,7% in più per il DF175A), così come l’adozione del sistema offset per la trasmissione a doppio stato e doppia riduzione, questi nuovi fuoribordo esprimono maggiore potenza in tutto il range di funzionamento. Anche su barche pesanti e caricate al massimo della loro portata, i DF150A eDF175A portano le prestazioni ad un livello superiore.

I fuoribordo 4 tempi Suzuki DF150/175A e DF150/175AP s’inseriscono in una fascia di mercato estremamente significativa, che può essere considerata la soglia di accesso ai motori marini ad alte prestazioni. Un segmento che sta vivendo un momento di grande sviluppo, grazie alla richiesta di modelli sempre più potenti, che vede però proprio nei 150 e 175 HP i fuoribordo numericamente più venduti.

Declinati, rispettivamente con 110 kW (150 HP) e 129kW (175 HP), dalla stessa unità termica 4 tempi con 4 cilindri in linea da 2.867 cc, proprio grazie alla cubatura cospicua, dispongono di un rapporto di compressione elevato, 10,2:1, che assicura valori di coppia superiori, soprattutto ai bassi e medi regimi, con accelerazioni mozzafiato.

Per incrementare ulteriormente le prestazioni, ogni motore è dotato dell’esclusivo sistema “Semi-Direct Air Intake System” una soluzione creata dai progettisti Suzuki per approvvigionare l’unità termica di un flusso di aria fresca e costante, tale da migliorare la combustione. A questo scopo, nel sistema è stato inserito anche un sensore di ossigeno e un sensore di battito in testa, “Knock Sensor”, che incrementa l’affidabilità dell’unità termica nel tempo.

Il nuovo Tuccoli T210 VM motorizzato con Suzuki DF175AP

Un ulteriore dettaglio, che fa una differenza enorme rispetto al resto del mercato, perché esclusivo Suzuki, è il piede selettivo, il Suzuki Selective Rotation. Questo tipo di motori, nello specifico i 150 e 175 HP, ma ciò vale anche per potenze maggiori, sono destinati a barche grandi, tali, spesso, da richiedere installazioni anche plurime: due o più fuoribordo sullo specchio di poppa.

In questi casi, quando i motori sono più di uno, si deve richiedere al costruttore un motore con senso di rotazione verso destra e uno con senso di rotazione verso sinistra, per compensare gli effetti evolutivi di ciascuna elica. Bisognerà quindi acquistare un motore “normale”, destrorso, e uno controrotante, sinistrorso.

Per i Suzuki non è così: uno stesso fuoribordo può operare in ciascun verso di rotazione, senza dover intervenire sulla meccanica. La scelta viene effettuata al momento del montaggio, semplicemente intervenendo con un ponticello elettrico in un apposito connettore posizionato sotto la calandra di copertura dell’unità termica. Non è una cosa da poco, specie se un giorno si deciderà di vendere il fuoribordo controrotante, che con un intervento di 5 minuti tornerà a essere destrorso, ossia “tradizionale”, e quindi molto più appetibile sul mercato.

Inoltre i motori Suzuki “ripuliscono” il mare dalle microplastiche, filtrando 2,5 metri cubi di acqua all’ora, grazie al sistema Micro-Plastic Collector, il primo dispositivo al mondo per motori fuoribordo in grado di filtrare e raccogliere la microplastica presente nell’acqua.

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