Il Caicco Turco: guida all’acquisto

Il Caicco è una tipica imbarcazione turca concepita quale unità da carico e lavoro. E' da alcuni decenni tra le soluzioni più benvolute per iniziare un’attività nel diporto commerciale (ovvero nel charter nautico), magari senza affrontare le importanti spese date da una nuova costruzione. Ma vediamo insieme alcuni consigli da seguire prima di procedere all'acquisto

24 Febbraio 2017 | di Daniele Motta
Un moderno caicco turco in rada
Un moderno caicco turco in rada

Il Caicco Turco è sicuramente tra le imbarcazioni più gettonate per chi vuole fare del charter senza rinunciare a spazi generosi ed al fascino della vela.

Il Caicco è una imbarcazione che ha storia e tradizione alle spalle. Concepita quale unità da carico e lavoro, è da alcuni decenni tra le soluzioni più benvolute per iniziare un’attività nel diporto commerciale (ovvero nel charter nautico), magari senza affrontare le importanti spese date da una nuova costruzione.

Armato con due alberi, la costruzione tradizionale si basa sull’utilizzo di legni come il mogano, il teak, l’iroko o il pino.

Il Caicco si suddivide essenzialmente in 3 tipologie di modelli:

Il Caicco tradizionale, chiamato in Turchia Aynakic, con poppa tagliata e, pertanto, con grandi volumi in questa zona dove generalmente viene costruita la cabina armatoriale;

La Gulet, la goletta turca, che ha la poppa tonda ed una linea molto simile alle golette da carico che hanno solcato i mari di tutto il mondo;

Il Tirhandil con prua e poppa simili tra loro che comunque non superano i 17.50m. Infatti, sopra queste dimensioni, i Tirhandil diventano sgraziati.

Reperibilità, Costi e Valutazioni

Essendo una tipica imbarcazione turca, naturalmente la maggior parte dell’usato e dei cantieri si concentra soprattutto nelle località turche di Bodrum, Marmaris, Bozborun, Fetiye, Gogek, Antalya e Tuzla. Sempre in queste aree è possibile visionare anche i molti caicchi usati in vendita.

I costi, prendendo in considerazione la fascia che va dai 22 ai 26 metri di lunghezza, possono mediamente variare dagli 80.000 ai 220.000 euro ma anche con picchi fino ai 450.000, in base alla qualità dello stato di manutenzione, anno di costruzione, eventuali refitting etc.

Tuttavia, nel corso della seconda metà dei primi anni 2000, i cantieri propongono anche nuove costruzioni in acciaio, utilizzando i criteri tecnico – normativi previsti dalle varie amministrazioni di bandiera come UK, Olanda etc.

Nel mercato dell’usato turco, sono in maggioranza le imbarcazioni con 20/30 anni di età con lunghezze tra i 20 – 26 metri. Nella stragrande maggioranza dei casi queste imbarcazioni battono bandiera turca o statunitense. Inoltre, salvo rarissime eccezioni, non sono spesso dotate della ormai ben nota marcatura CE.

Questi ultimi aspetti sono assai importanti, a maggior ragione nel caso in cui l’acquirente sia europeo e intenda poi fare charter in acquee comunitarie. Infatti, le succitate bandiere non rispettano di fatto nessun dispositivo normativo e tecnico riconducibile ai registri europei (Italia, Malta, Regno Unito e non solo).

Questo porta quasi sempre a contemplare dei lavori di adeguamento ai regolamenti dei vari registri di bandiera per l’utilizzo commerciale, con cifre anche importanti a seconda degli interventi da effettuarsi.

Escludendo i costi dati per l’importazione, un’altra problematica alcune volte registrata è l’assenza di piani di costruzione o di altri documenti tecnici e/o amministrativi pressoché indispensabili sia per il cambio bandiera che per l’eventuale adeguamento futuro, in riferimento ai vari standard di sicurezza necessari per tali attività.

Un’ulteriore criticità riguarda i rapporti con i broker (in Turchia non vi è un albo ufficiale) che spesso si ritrovano contemporaneamente a trattare la stessa unità ed anche a costi differenti. A questo si aggiungono le difficoltà per un compratore estero nel tutelare a pieno i propri diritti (in caso di vizi, contenziosi etc.) se la compravendita avviene in Turchia.

A livello tecnico, sempre riferendoci all’acquisto dell’usato, vanno verificate accuratamente le condizioni della coperta, dello scafo e delle sovrastrutture, alberi compresi. Spesso si riscontrano infatti scarsi livelli di manutenzione che nel tempo fanno presentare vistose infiltrazioni d’acqua, legni marci etc.

Anche per le varie pertinenze, apparati motore e accessori in generale, va posta la massima attenzione: frequentemente vengono eseguiti vari tipi di lavorazione non a regola d’arte o comunque non verificati da un organismo tecnico notificato.

Per questo è sempre consigliabile, prima di procedere all’acquisto, farsi seguire da un proprio perito. Meglio se quest’ultimo può fornire anche assistenza per la parte legale e tecnico normativa, fondamentale per i successivi cambi bandiera, idoneità tecnica etc.

Ma, superate queste criticità, il caicco turco si presta al meglio ad un utilizzo commerciale, avendo dalla sua molti elementi positivi, dai grandi spazi comuni a dei consumi ridotti per la navigazione a motore, fino all’indiscusso fascino estetico che caratterizza da sempre queste unità.

Daniele Motta
Perito e Consulente Navale

Fonte immagini: www.mondovela.it

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