Il Ceo di Porto Mirabello: “L’ho costruito e voglio farlo crescere, con il sorriso e il top dell’ospitalità”

Abbiamo intervistato Alessandro Menozzi, costruttore e gestore di Porto Mirabello a La Spezia. Un marina unico nel suo genere, gestito da chi lo ha creato e che ora vuole puntare tutto sull’ospitalità anche a terra, con un resort a 5 stelle lusso

18 giugno 2019 | di Giuseppe Orrù
Porto Mirabello, La Spezia
Porto Mirabello, La Spezia

Un imprenditore “illuminato”, unico nel suo genere, soprattutto in ambito nautico. Alessandro Menozzi, colui che ha costruito, a fine 2007, Porto Mirabello a La Spezia, prestigiosa marina di cui ancora oggi ne è il Ceo.

Il porto oggi rappresenta il fiore all’occhiello della città di La Spezia, costruito da zero su un’isola artificiale, con 1.100 posti barca. Una struttura attesa da oltre trent’anni concretizzata con un investimento interamente privato, di circa 130 milioni di euro, un “sogno” finalmente divenuto “realtà”, realizzato a tempi di record in soli due anni.

Oltre ad avere tutti i servizi principali e anche quelli più esclusivi, tra cui un eliporto che permette di atterrare direttamente in banchina, Porto Mirabello vuole crescere ancora, aumentando il suo concetto di ospitalità che il Ceo Alessandro Menozzi, da buon emiliano-romagnolo, riesce a declinare in qualsiasi aspetto e forma, accompagnando al suo spirito imprenditoriale il sorriso e la gentilezza.

Un’ospitalità che ora vuole crescere anche a terra, con la nascita di un resort a 5 stelle lusso, una struttura che non si trova in tutto il tratto di costa che va da Santa Margherita Ligure a Forte dei Marmi. Abbiamo intervistato Alessandro Menozzi, per capire a fondo l’essenza di Porto Mirabello e del suo concetto di ospitalità, in un contesto ambientale e paesaggistico esclusivo. Il motto del Marina, infatti, è “Welcome to Bellezza“.

Alessandro Menozzi, Porto Mirabello è una sua creatura a cui ancora oggi è molto legato. Ha iniziato a costruirlo a fine 2007, in piena crisi e ancora oggi lei ne è proprietario e lo gestisce in prima persona. È vero che si tratta di un porto giovane, ma il suo è un caso di imprenditoria forse più unico che raro. Perché questa scelta?

È stato un grande azzardo, più portavo avanti questo progetto e più mi accorgevo della grande sfida che stavo affrontando. Questo porto è stato costruito da zero su un’isola artificiale, comprese le opere a terra. E come si potrà immaginare il percorso è stato lungo e non privo di difficoltà, soprattutto dal punto di vista burocratico. Riguardo la gestione in prima persona, penso che il vero successo di un imprenditore sia quello di riuscire a guidare la propria azienda, facendola crescere fino a quando non raggiunga una propria identità e autonomia.

Qual è il suo concetto di ospitalità e come lo ha declinato nei tanti servizi del suo porto?

Ospitalità per me è semplicemente immedesimarsi quotidianamente nel cliente. Porsi la fondamentale domanda: “Se fossi io il cliente, che servizi vorrei che fossero presenti in una Marina? Cosa vorrei di più?”. Penso inoltre di avere una grande fortuna, quella di essere emiliano-romagnolo e come ogni nativo di questa zona, il sorriso, la disponibilità e la gentilezza sono qualità fondamentali e irrinunciabili per lavorare nel settore turistico. 

Dicevamo della crisi. Ora il peggio è passato e dei suoi 1.100 posti barca 970 sono occupati. Avete anche un centinaio di posti per i superyacht da 24 a 140 metri. Avete collaborazioni con cantieri navali?

Trattandosi di un Home Port, per me è importante avere più yacht possibili che riempiano il Marina e cercare di mantenere un tasso di occupazione intorno al 95%. Abbiamo la fortuna di avere intorno a noi i più importanti cantieri a livello mondiale, con i quali collaboriamo da diverso tempo. Intratteniamo inoltre relazioni anche con cantieri stranieri di rilievo. Va da sé che occorre avere una clientela a 360 gradi e non limitata ai soli cantieri nautici.

Porto Mirabello si trova in un’insenatura naturale e, inoltre, è protetto da una diga frangiflutti di 620 metri. Lo scorso 29 ottobre diverse strutture portuali della Liguria sono state gravemente colpite dalla maxi mareggiata. Voi avete avuto danni?

È stato un momento di estrema difficoltà per l’intero Golfo Dei Poeti. Porto Mirabello per fortuna non ha riportato danni ed ha avuto la possibilità di mostrare l’ottima progettualità e forza nell’affrontare eventi di simile portata che purtroppo si stanno verificando sempre più spesso. Sicuramente i nostri clienti hanno avuto un’ulteriore conferma della sicurezza di questo porto.

Ospitalità e servizi in barca ma presto anche a terra. So che state lavorando alla realizzazione di alcune suite a 5 stelle, che andrebbero a colmare una lacuna alberghiera in buona parte del Levante ligure. Da Santa Margherita a Forte dei Marmi, infatti, parlando di hotellerie, manca un 5 stelle. In cosa consiste questo progetto?

Lo definirei più un’ambizione personale ed un sogno. L’idea è quella di far nascere un resort a 5 stelle di lusso e ci auguriamo di poter realizzare qualcosa di spettacolare ed unico nella sua bellezza. In questo territorio manca appunto una struttura ricettiva di questo genere. Posso dire di avere molta esperienza in merito dato che frequento alberghi di tutto il mondo da circa 25 anni. Sicuramente utilizzerò queste mie esperienze personali che ho vissuto in prima persona da cliente per cercare di soddisfare l’aspettativa ideale di ogni ospite.

 

Giuseppe Orrù

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