Il flop dei porticcioli liguri: è fuga verso la Francia

Nel pieno della stagione estiva i porti turistici della Liguria sono semi vuoti, a parte le sagome dei grandi yacht; ancora non si registra l’inversione di tendenza rispetto all’annus horribilis 2012 e i piccoli diportisti fanno rotta verso la Francia

14 Agosto 2013 | di Redazione Liguria Nautica

Aumentano i posti barca, peccato che ci siano sempre meno barche a occuparli. È questo il paradosso registrato dall’Osservatorio nautico nazionale: la Liguria, negli ultimi sei anni, si è vista aumentare del trenta per cento i posti barca nei marina, a esclusivo uso turistico e ora i porticcioli si ritrovano semideserti.

 

Nel 2013 ancora nessuna inversione di tendenza dall’annus horribilis appena passato, solo i grandi yacht sembrano disegnare l’orizzonte nei marina. Al Molo vecchio di Genova e a Portofino è possibile ammirare il Venus della famiglia Jobs e il Seven Seas di Spielberg, i piccoli diportisti, invece, in fuga dalle coste liguri, fanno rotta verso quelle francesi o corse dove le tariffe per gli ormeggi sono più basse del 35%.

 

Le speculazioni immobiliari e chilometri di costa abbattuta nella corsa con la Francia per il rilanciare il settore nautico e il turismo, oggi sappiamo che non sono servite: “Un piccolo cabinato a vela di sette metri e mezzo che vuole passare una notte d’estate a Beaulieu, angolo glamour della Costa Azzurra, paga 11 euro e ha in regalo sapone per i piatti, sacchetti per la spazzatura, detergente ecologico per la coperta. In Liguria spende invece dai 28 ai 43 euro, con lodevole eccezione del porto comunale di Andora”.

 

Poi c’è il capitolo del carburante, tutt’altro che secondario. Accise e tasse pesano sul gasolio nostrano, che risulta essere dai 30 ai 40 centesimi al litro più caro di quello francese.

 

Potrà mai la Liguria riallineare le tariffe con quelle francesi? Certo, va detto che i porticcioli turistici liguri di ultima generazione sono dotati di ogni comodità.

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5 commenti

  1. federico ha detto:

    Sono appena andato via da Portoferraio dove fino all’ anno scorso pagavo ben 100 euro per il mio 41 piedi a vela, senza servizi, bagni non di pertinenza del porto ma pubblici, mal getiti, sporchi e chiusi di notte. Quest’ anno aumento di 20 euro per un totale di 120 perchè invece di calcolare la lunghezza utilizzano un parametro di pagamento sulla larghezza! Unica possibilità, farlo sapere e invitare a non andare al Porto di Portoferraio! Non c’ è altra soluzione per combattere la miopia commerciale e l’ ignoranza gestionale delle strutture nautiche italiane.

  2. andrea ha detto:

    Non vi preoccuppate tra al massimo tre anni quando ci diranno che le nostre autorità saranno sostituite con quelle di un govrno nord europeo la nautica ripartirà. Avremo finalmente i nostri bei porti liguri pieni di armatori tefeschi olandesi ausriaci inglesi e chiaramente quei pochi ricchi italiani che ci saranno rimasti. Il popolo a nuoto… Mi spiace ci hanno invaso comprandoci…
    Buon vento.

  3. Frank Novel ha detto:

    Avete messo il dito sulla piaga. Questa volta l’avete azzeccata in pieno.
    Le ragioni della fuga verso la Francia non e’ da ricercare solo nel fatto che le autoria’ italiane “spremono o mungono” la nautica ma sul sistematico sfruttamento della nautica da parte degli operatori del settore (marine, shipchandlers ecc).
    In talune parti dell’Italia, in particolare in certi posti del meridione, le c.d. “cooperative” o signori locali attuano una vera e propria estorsione nei confronti del diportisti nautico. Tali azioni sono ignorate, per non dire peggio(!) dalla Finanza, dalle Capitaneie di Porto e dai Comuni.
    Una onesta politica nei confronti della nautica favorirebbe, oltre che il diportisti, tutte le comunità locali anziche’ andare a vantaggio dei soli pochi …”noti”.

  4. Giuseppe ha detto:

    Cari signori i prezzi sono troppo alti diminuite i canoni d’ormeggio del 50 per cento e saranno pienissimi saluti speriamo che si avveri !

  5. alex ha detto:

    L’ottusità dei ns. governanti (tutti e di qualsiasi partito) procura tutto questo. La grande nautica da diporto ma anche quella minore trova più vantaggioso sotto tutti gli aspetti approdare in altri stati.

    Quello del carburante poi è un altro bel problema tutto nostrano!!! almeno nel periodo estivo dovrebbe essere consentito non pagare accise ed iva; sarebbe un incentivo con una grande ricaduta su tutti i servizi collaterali prestati nei marina in occasione dell’approdo di una barca.

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