Il mercato mondiale dei megayacht: dalle Cayman con furore

I paradisi fiscali solo un richiamo irresistibile per gli armatori, siano essi soggetti singoli o società di charter. Un dato, per altro più che atteso, che fa riflettere e pone ancora una volta l'accento sull'annoso problema dell'evasione fiscale

29 luglio 2014 | di Redazione Liguria Nautica

Torniamo a occuparci di megayacht, traendo ancora una volta spunto dall’intervento dell’ingegnere Lorenzo Policardo per il Naples Shipping Week, manifestazione che si è svolta nel capoluogo campano durante gli ultimi giorni di giugno.

 

Come avevamo detto nel nostro ultimo articolo sull’argomento, l’Italia si conferma al primo posto con il 39% della produzione globale, ma che scenario abbiamo invece per quanto riguarda gli armatori di queste regine del mare?

 

 

 

Come mostra il grafico che vi proponiamo siamo praticamente all’ultimo posto, in ulteriore flessione, con USA  e Canada a guidare questa particolare classifica. Un dato spiegabile in larga parte con la crisi della nautica italiana e in generale di tutto il nostro sistema paese. Detto ciò c’è un altro dato molto interessante sul quale vale la pena fare una riflessione, quello riguardante le bandiere che espongono i megayact. In teoria il 2-4% di armatori italiani dovrebbe trasformarsi in un numero simile di unità con bandiera tricolore, e così via anche per gli altri paesi.

 

 

 

Come dimostra invece il grafico in questione la situazione è totalmente differente, i paradisi fiscali sono un richiamo irresistibile per gli armatori, siano essi soggetti singoli o società di charter. Un dato, per altro più che atteso, che fa riflettere e pone ancora una volta l’accento sull’annoso problema dell’evasione fiscale, che proprio nel settore dei megayacht fa gli affari migliori.

 

 

 

 

 

In ultimo, dove trascorreranno l’estate la maggioranza dei superyacht che si trovano attualmente in circolazione? Ovviamente in Mediterraneo, e in particolar modo nel settore più a ponente del Mare Mediterraneo.

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2 commenti

  1. Giuseppe Accardi ha detto:

    Una volte si diceva: “Meglio comprare un’Auto tedesca fatta da operai italiani in Germania, che un’Auto italiana fatta in Brasile da operai Brasiliani…!”

  2. Giuseppe Martines ha detto:

    Un giorno la capiremo che vessare è solo controproducente…il bello è che la cantieristica italiana per gli yacht sopra i 40 m non è affatto in crisi, anzi va forte nonostante sia così difficile fare impresa. In più potenzialmente siamo pure la nazione più appetibile come destinzaioni. La fiera delle banalità ormai, saremo capaci di cambiare? Saremo capaci di far pagare il giusto a tutti invece di vessare solo quei pochi stoici che non rinunciano all’Italia? Saremo capaci di superare certi stupidi preconcetti utili solo a non far lavorare quella stessa gente i cui interessi si dice di voler difendere?

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