Il Morning Star diventa Grifone e combatterà gli evasori

La GdF ribattezza Grifone l'ex Morning Star, barca sequestrata per illeciti fiscali che verrà impiegata come "nave civetta" per la lotta all'evasione in alto mare

27 maggio 2013 | di Redazione Liguria Nautica

Vi ricordate del Morning Star, lo sloop di 90 piedi sequestrato nell’aprile 2012 dalla Guardia di Finanza della Spezia? La barca battente bandiera delle Isole Marshall, originariamente di proprietà di una società delle Isole Vergini Britanniche, era stata sequestrata durante la sua attività di charter  per infrazioni di tipo fiscale, riconducibili all’indebita fruizione delle agevolazioni previste nel comparto della nautica da diporto, in materia di Iva e accise sul carburante, per agevolare l’attività di noleggio. Si tratta di un’accusa simile a quella contestata nel rinvio a giudizio di Flavio Briatore per gli affari inerenti al Force Blue.

 

Una notizie recente racconta che la bellissima barca a vela verrà “riqualificata” dalla Guardia di Finanza e, dopo essere stata ribattezzata Grifone, verrà impiegata per addestrare gli uomini della GdF e impiegata nella lotta agli illeciti in mare come “nave civetta”.  Per immaginare il grosso giro di affari illecito degli ex armatori, basta sapere una cifra: il noleggio dell’ormai ex Morning Star, per una settimana, si aggirava intorno ai 28 mila euro, una gallina dalle uova d’oro illegali.

 

 Dati della barca – La barca è un Rivolta 90, lunga 28,42 metri (al galleggiamento 27,37), elegante yacht dalle linee classiche, ispirate alle vecchie imbarcazioni dell’America’s Cup ma adatte a fornire enormi spazi sottocoperta e una buona manovrabilità anche in caso di condizioni estreme, costruita nel 2002 dal cantiere statunitentense di Sarasota (Florida). La chiglia è dotata di bulbo retrattile, nello scafo sono presenti due casse a riempimento d’acqua di mare (ballast), che permettono di compensare la necessaria tendenza al raddrizzamento quando si naviga con pescaggio ridotto. Il baglio massimo è di 6,51 metri, mentre il pescaggio varia, a seconda della posizione del bulbo, da 3,93 a 1,78 metri. Il dislocamento è pari a 47 tonnellate, lo scafo è motorizzato con due motori Yanmar da 315 cavalli.

 

Mauro Giuffrè

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6 commenti

  1. Paolo ha detto:

    Dicono anche che non hanno il carburante x i mezzi di servizio! Dovrebbero solo VERGOGNARSI.

  2. Gianni ha detto:

    E’ immorale! mi devono spiegare a cosa serve una barca civetta alla GdF !!! ma cosa credono che siamo tutti degli “allocchi”!

  3. Giorgio ha detto:

    Così, adesso che tutti sanno che “Grifone” è della GdF, può fare la civetta solo per qualche gabbiano cieco…
    al di la della incapacità così dimostrata di vendere un prestigioso yacht che comunque avrebbe portato soldi magari utili per pagare la benzina ai veicoli o ancor più il carburante ai mezzi navali della stessa GdF.
    Così come è pubblicata la notizia, sembra più che si tratti del capriccio di qualche pezzo grosso…accontentato a spese dei cittadini..non evasori.
    Non sapevo che l’ addestramento degli uomini GdF si dovesse svolgere su yacht a vela di lusso;
    credevo che la lotta all’ evasione in alto mare si svolgesse meglio con mezzi aeronavali; difficile immaginare inseguimenti a colpi di boline e virate; non siamo ridicoli!

  4. Frank Novel ha detto:

    Sono appena rientrato dal pagare la supertassa per la mia barca a vela, 493 euro grazie alla riduzione per i suoi quasi 10 anni di eta’. Mi dispiace leggere che contribuiranno, non ad alleviare la difficile situazione economica in cui ci troviamo, ma a finanziare un yacht di lusso che la Guardia di Finanza si propone di usare come “nave civetta”. Evidentemente sono a corto di fantasia per giustificare il non venderla e versare il ricavato alle casse dello Stato come dovrebbero.
    Pensavo che il ricavato dell’evasione fiscale dovesse andare all’erario e servire per gli obbiettivi stabiliti dal Governo (risanamento dei conti pubblici, esodati, cassa integrazione ecc, ecc..
    Credevo ingenuamente che tutti fossimo stati chiamari a contribuire in questo difficile momento economico, io con la supertassa sulla mia barca a vela, ma anche la Pubblica Amministrazione. Vedo invece che la Guardia di Finanza si sottrae a questo impegno generale e andra’ a spasso con un bel megayachts a vela di lusso “riqualificato” ed a spese di Pantalone!

  5. franco ha detto:

    Concordo con l’amico Svnarese, la vedremo navigare con i soliti papaveri a nostre spese. Speriamo che non l’affondino tra l’altro. ma vendetela,se vi riesce!1

  6. Svnarese ha detto:

    Mi sembra una pura follia.
    In questo periodo di crisi economica, il lussuoso yacht dovrebbe essere messo all’asta ed il ricavato versato all’erario al quale sono stati sottratti i soldi delle tasse e delle accise.
    Non riesco a comprendere quale “fini istituzionali” possa esso adempiere, per non parlare dei costi della sua “riqualificazione” e della sua successiva manutenzione.
    Se la notizia dovesse essere confermata risulterebbe evidente che la crisi economica che colpisce tutto il paese non tocca la Guardia di Finanza. Altro che tagli alla Pubblica Amministrazione o riduzione della spesa pubblica!

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