Intervista esclusiva: a tu per tu con Carlo Bassi di Sciallino

«Il Salone? E' obsoleto, un imprenditore non può fermarsi a questo», nella nostra intervista tutto il "Bassi Pensiero" e le strategie di Sciallino

3 giugno 2014 | di Redazione Liguria Nautica

Abbiamo parlato con Carlo Bassi, Presidente di Sciallino, per fare il punto sul momento della nautica italiana e capire quali possano essere le strategie vincenti per uscire dalla crisi. Milanese, di origini napoletane, Bassi propone una visione ampia sui temi riguardanti la nautica, fatta di strategie precise che puntano all’innovazione e guardano avanti anche a costo di abbattere alcuni dei punti fermi del passato, uno su tutti il Salone Nautico di Genova per esempio. Di questo e molto altro abbiamo discusso con Bassi nell’intervista che vi proponiamo:

 

Nell’attualità della nautica italiana tiene banco la polemica tra UCINA e i dissidenti, che pone grandi incertezze sul futuro del Salone Nautico. Sciallino come giudica questo momento?

 

«Sono così proiettato a guardare verso il futuro che vedo tutte queste diatribe come guerre marginali e di retroguardia. Il Salone è obsoleto, perché non capisce che il mondo e la nautica con lui stanno cambiando. UCINA ha dimostrato di non sapere interpretare i tempi, ha fatto l’interesse di pochi grandi operatori senza guardare ai piccoli che in fin dei conti rappresentano la nautica reale. I piccoli non servono solo per aumentare i numeri del settore ma vanno tutelati con strategie precise. Il Salone di Genova in questo senso non è più essenziale, un imprenditore non può avere nella Fiera un punto imprescindibile ma deve guardare a strategie più ampie. La polemica riguardante il Salone dimostra che lo sguardo è rimasto miope, mentre mi piacerebbe avere un’associazione di categoria che per esempio mi aiuti a trovare clienti all’estero»

 

A proposito dei mercati esteri: la domanda interna in Italia sembra ferma mentre all’estero si fanno buoni affari, è realmente così?

 

«Vi do un dato che in parte smentisce questa visione. Dopo l’annuncio dei nuovi modelli Sciallino abbiamo avuto 42 richieste di informazioni dall’Italia, di cui 3 stanno andando in porto, e 60 dal mercato straniero. E’ un dato positivo anche per l’Italia a patto che si facciano le scelte giuste. Le nostre barche interpretano il momento italiano, Sciallino non propone barche di lusso per armatori che vogliono ostentare il proprio mezzo, ma guarda soprattutto ai piccoli armatori che vogliono vedere costi contenuti. Secondo noi la barca non è un oggetto di lusso ma deve essere un mezzo per vivere il mare in maniera sostenibile, per questo motivo Sciallino si concentra molto sui natanti. E’ pura follia pensare solo ai megayacht se vogliamo continuare a vendere barche. In Cina per esempio il ceto medio si sta affacciando a questo tipo di consumi. Le nostre barche sui 10 mt possono invadere il mondo. Il made in Italy è ancora competitivo, ma occorre scommettere, innovare e avere idee che incuriosiscano».

 

A proposito di innovazioni, Sciallino ha lanciato una nuova serie di imbarcazioni. Quali sono le novità salienti?

 

«Ho scelto un progettista giovane, Luca Maschera di BAUMARINE: lui progetta e costruisce mentre io mi occupo della commercializzazione. Abbiamo sviluppato linee nuove che però non dimenticano la tradizione. Stiamo lavorando anche a propulsioni ibride  e probabilmente lanceremo qualcosa nel 2015. Ma sull’ibrido è importante dire una cosa: le scelte vanno fatte non per inseguire le tendenze ma secondo delle filosofie precise. Noi prima stiamo pensando a come rendere più leggere ed efficienti, quindi meno costose, le nostre barche lavorando sui disegni e le linee d’acqua.

Tra i modelli in uscita quello che preferisco è senza dubbio il nuovo SC 23, la prima volta di Sciallino nel mondo dei fuoribordo. Questo 6 metri e mezzo senza motore costa appena 29 mila euro, con la motorizzazione da noi consigliata, Mercury 125 cavalli, si arriva a 42 mila più IVA. Con questo prodotto voglio invadere l’estero, senza dimenticare il 27 che è la nostra utilitaria che riprende il vecchio 25, e si va ad aggiungere al 30 e al 36. L’importante è non dimenticare mai che Sciallino è il cantiere dei natanti, questa è la nostra filosofia».

 

 

 

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