SPECIALE SALONE NAUTICO – La stoccata di Perotti: "Senza collaborazione via da Genova"

Alla tavola rotonda dal titolo "L'economia della nautica" tanti gli argomenti in ballo (articolo 18, politica nautica, rilancio del settore" ma fa rumore la nuova presa di posizione del presidente di Ucina

1 ottobre 2014 | di Redazione Liguria Nautica

“Se Genova non ci aiuta noi ce ne andiamo”. La butta giù duro il presidente di Ucina Confindustria Nautica Massimo Perotti a margine del primo dibattito dopo la cerimonia d’apertura dell’edizione 2014 del Salone Nautico dal titolo “L’economia della nautica”. Alla tavola rotonda hanno partecipato tra gli altri il viceministro allo Sviluppo Economico Carlo Calenda, il vice-capogruppo del PD alla Camera Paola De Micheli e il capo dell’ufficio legislativo del Ministero alle Infrastrutture e i Trasporti Gerardo Mastrandrea. Tanti gli argomenti sul piatto, dal rilancio del settore alla politica nautica in questi ultimi anni passando per la questione dell’articolo 18. In apertura Perotti ha voluto ringraziare gli sforzi profusi dal governo soprattutto alla luce degli ultimi provvedimenti come l’intervento che equipara i Marina Resort e le strutture alberghiere (Iva al 10%) e l’istituzione del registro telematico. Sono piccoli passi che come ha voluto evidenziare anche Paola De Micheli  dimostrano il cambiamento di prospettiva e di sensibilità da parte delle istituzioni rispetto a qualche anno fa.

 

Il viceministro allo Sviluppo Economico Carlo Calenda in piena sintonia con Perotti ha evidenziato le linee guida che devono informare la politica nautica da questi anni a venire: apertura internazionale, incentivi per abbattere i costi di trasporto per i piccoli cantieri che vogliono promuovere i propri prodotti nei Boat Show e riforma dell’art.18 come misura urgente per bloccare l’emorragia delle imprese verso l’estero. Gerardo Mastrandrea ha invece tra le altre cose ribadito l’impegno del Ministero delle Infrastrutture e ai Trasporti per un nuovo codice della nautica improntato alla semplificazione degli adempimenti burocratici e a un regime fiscale estremamente proporzionato che non deve intimorire chi vuole investire nel settore. Ma lo schiaffo finale di Perotti all’amministrazione comunale è senza appello. Il presidente di Ucina, cogliendo al balzo l’assist di Calenda che aveva evidenziato il ruolo chiave delle città nell’organizzazione e nella promozione degli eventi internazionali, non ci ha pensato due volte per bacchettare Genova: “avevamo chiesto da tempo la gestione della Marina per tutto l’anno ma in cambio abbiamo ricevuto solo promesse, se è il caso cambieremo destinazione”. Vedremo se si passerà dalle parole e i fatti. Intanto ci tocca sottolineare come si sia parlato di molte cose ma è mancato qualsiasi accenno alla questione centrale della riforma dei porti. Una grave dimenticanza.

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1 commento

  1. Michele ha detto:

    Io penso che il posto ideale sarebbe i laghi di Sibari, il porto più. Bello e più grande del mediterraneo, al centro fra tre mari e facilmente raggiungibile da tutti i cantieri via mare, pieno zeppo di alberghi e tutto a basso costo, so che può sembrare strano ma vedete le fp
    foto e pensate. Michele maccuro

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