La Concordia verso la demolizione, guarda la nostra Webcam e le nostre FOTO

E' iniziata l'ultima fase dei lavori alla Concordia, la demolizione che si svolgerà sulla diga foranea del VTE

11 maggio 2015 | di Redazione Liguria Nautica

Concordia_VTEAggiornamento ore 9.45:

La Concordia sta ormai per concludere il suo ultimo viaggio, il trasferimento di 10 miglia dal porto di Voltri/Pra al superbacino nei pressi della diga foranea del VTE, dove inizierà il lavoro vero e proprio di demolizione. Il comandante John Gatti, a bordo durante tutta la notte, ha riferito che non ci sono stati problemi e il trasferimento è stato tranquillo, solo con un po’ di vento contrario. In questo momento sono iniziate le fasi di ormeggio, visibili sulla nostra webcam, molto complesse, con l’ausilio dei rimorchiatori.

 

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webcam_genova_costa_2La Concordia lascia dopo 10 mesi il porto di Voltri, dove era stata trasferita dal Giglio per la parte preliminare dei lavori dopo il naufragio. Nella foto che vi proponiamo dalle nostre webcam, come spettro nella foschia, la Concordia ha lasciato Pra e si avvia alla sua ultima dimora la diga foranea del VTE dove inizierà la demolizione.

 

La Concordia verrà inquadrata periodicamente dalla nostra webcam panoramica anche nei prossimi mesi.

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1 commento

  1. tommaso ha detto:

    Quando la Concordia si adagiò sul fondo, con la falla completamente emersa, sarebbe bastata la saldatura di una toppa ed un sistema potente di idrovore e di galleggianti per farla riemergere. Certo il conto della tintoria per la pulizia dei tendaggi e dei tappeti sarebbe stato salato. Il comandante Schettino addirittura aveva interpellato, durante l’affondamento, una squadra di sommozzatori di sua fiducia per intervenire nel corso della crociera; che personaggio! Se lo avessero fatto agire forse si sarebbe riscattato, ma era prioritario far sparire il denaro della sala giochi insieme ad altri scheletri, del resto se vogliamo delle vacanze da sogno con 1000,00 € a settimana, da qualche parte si dovrà pure arrotondare. Naufragata la nave, il falso ideologico e l’ipocrisia, come di prassi, corsero in soccorso degli speculatori. I sommozzatori furono inviati tempestivamente a creare falle irreparabili sotto la linea di galleggiamento con le mine con la scusa di riesumare i cadaveri rendendo improponibile il recupero della Concordia. Il progetto di smaltimento poi eseguito è stato grandioso, mi congratulo col team, non solo per il risultato, di tutto rispetto, ma soprattutto per la abilità con cui si sono generati costi allucinanti ed incontestabili con relativi guadagni a tutta la macchina del potere. Peggio si agisce e più qualcuno guadagna. Trovo analogie con tante vicende simili, per esempio avremmo demolito, con metodi tradizionali, l’ecomostro di Punta Perotti, a Bari, con il 20% dei costi ma la macchina voleva le mine per l’effetto mediatico, salvo poi pagare i danni, con i nostri soldi, all’impresa che lo aveva costruito regolarmente peraltro solo con uno spigolo nella fascia proibita nei 200 metri dalla costa. Definisco questo momento culturale Europeo come “Prove tecniche di dittatura”

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