La partenza in regata: gioie e dolori dei velisti

12 Marzo 2012 | di Redazione Liguria Nautica

La vostra prima regata è ormai alle porte; avete alleggerito la barca, comprato delle vele realizzate con i migliori materiali e ottimizzato l’attrezzatura di bordo. Con l’ equipaggio al completo siete pronti al vostro esordio nel mondo dell’agonismo, ma se non volete trasformare la vostra “prima” in una domenica di nervosismo, ricordate un principio: una buona regata comincia da una corretta partenza. Con il presupposto che solo l’esperienza può offrire le necessarie capacità per delle partenze perfette, possono bastare alcuni piccoli accorgimenti per ottenere qualche risultato e togliersi la giusta soddisfazione con il vicino di barca.

 

Chi si affaccia al mondo delle regate deve preliminarmente documentarsi su quali siano i regolamenti in vigore: basta acquistare un comune regolamento di regata aggiornato per cercare di avere un quadro della situazione più chiaro, ma soprattutto per memorizzare alcuni elementi importanti utili ad affrontare una partenza: i segnali sulla barca-comitato. Se non si conoscono le bandiere esposte dalla giuria e il loro significato, l’inconveniente più comune è quello di vedere partire la regata senza aver capito nulla di ciò che accade in acqua.

 

Fatte queste dovute precisazioni possiamo concentrarci sulle questioni tecniche riguardanti lo start. L’osservazione prima di tutto: si parte da questo particolare per preparare una corretta tattica di partenza. Il tattico e il timoniere scruteranno l’acqua per capire se l’intensità del vento è omogenea su tutto il campo o se ci sono dei “buchi”. Sarà poi il momento di provare una breve bolina, che ci servirà a cogliere l’eventuale tendenza alla rotazione del vento. L’aria sul campo di regata non proviene mai dalla stessa direzione ma farà dei “salti” sulla destra o sulla sinistra. Trovarsi dal lato giusto al momento della rotazione può farci guadagnare molta strada rispetto ai nostri avversari. Se il vento tende a girare a destra, si cercherà di impostare la partenza in barca-comitato, per tenersi sul centro-destra del campo di regata, e viceversa in caso contrario.

 

A questo punto è il momento di studiare l’allineamento della partenza: uno start posizionato correttamente prevede che la linea di partenza debba essere perpendicolare rispetto alla direzione del vento, ma spesso non è così. L’allineamento può risultare sbilanciato su uno dei due vertici, così che una parte della linea possa essere più alta e quindi migliore rispetto all’altra. In alcuni casi il comitato di regata può volutamente favorire la partenza in boa, così da evitare la pericolosa bagarre nei pressi della barca giuria.

 

Presi questi accorgimenti tattici non resta altro da fare che aspettare il segnale dei cinque minuti e cercare di manovrare la vostra barca con il giusto tempismo sullo start, evitando inutili e dannosi contatti con gli avversari. L’ideale sarebbe quello di tagliare lo start al momento del via con aria pulita, cioè libera dai rifiuti degli avversari. Per un equipaggio di neofiti riuscire  a partire entro 5-6 secondi dallo start, possibilmente dal lato giusto, è già un buon risultato. Se la barca è veloce e l’equipaggio affiatato i risultati nelle regate di circolo non tarderanno ad arrivare, e il divertimento sarà assicurato.

 

Mauro Giuffrè

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