“La Spezia e il Golfo dei Poeti diventino la capitale italiana della nautica”. La proposta del senatore Luigi Grillo

Dopo l’entrata in vigore del nuovo Codice della nautica, il senatore Grillo propone un rilancio del ruolo che alcune città, come La Spezia, potranno avere nei prossimi anni in questo comparto

31 marzo 2018 | di Giuseppe Orrù
La Spezia dall'alto
La Spezia dall'alto

“La Spezia e il Golfo dei Poeti possono diventare la capitale italiana della nautica”. Ne è convinto il senatore Luigi Grillo, già presidente della VIII Commissione del Senato e uno dei padri del nuovo Codice della nautica da diporto. Per farlo però, servono “cantieri di grandi dimensioni, hotel di lusso per il turismo congressuale e l’allontanamento del terminal Snam di Panigaglia”, ha sottolineato il parlamentare ligure.

Secondo Grillo, il nuovo Codice migliora l’esistente confermando la validità dell’impianto del codice approvato dal Parlamento nel 2003. Diversi e assai apprezzabili i miglioramenti introdotti a livello operativo, tutti nel segno di una maggiore semplificazione delle procedure nell’interesse degli utenti”.

Tra questi, l’introduzione dell’archivio telematico e lo sportello telematico del diportista, il consolidamento a livello legislativo del bollino blu per evitare la duplicazione dei controlli a bordo, la conferma della non iscrizione dei natanti fino a 10 metri, le semplificazioni nell’uso della targa di prova, i chiarimenti operativi per facilitare l’accesso alle operazioni di leasing bancario, il riconoscimento all’assistenza e all’ormeggio nei porti turistici anche se non c’è posto in caso di avaria e maltempo, l’obbligo di mantenere sempre nei porti turistici un 8% di posti liberi per i natanti in transito, la fissazione di limiti temporali stringenti (20 giorni) per il rilascio dei documenti e il nulla osta per la cancellazione dai registri.

Il momento del rilancio

Se tutto ciò è vero -ha affermato Grillo in una nota- è facile prevedere che al prossimo Salone di Genova si registreranno indici assai positivi per la nautica nazionale, con il superamento in via definitiva di quella fase di crisi iniziata nel 2008 e aggravata con il decreto del governo Monti del 2011. In questo contesto, la città della Spezia e il Golfo dei Poeti possono ambire a diventare la capitale della nautica in Italia”.

La Liguria è già da anni la regione più importante in Italia per la nautica, con il Salone Nautico di Genova, i porticcioli del Ponente e del Levante, i numerosi posti barca e le realtà produttive di Genova, Spezia e del Savonese.

A La Spezia -ha ricordato Grillo- già operano i principali protagonisti del settore che da anni hanno organizzato i loro cantieri e programmato le loro azioni di sviluppo scommettendo proprio sul territorio, come Cantieri San Lorenzo, Ferretti, Benetti, Perini. All’interno del Golfo operano due grandi porticcioli turistici, come Porto Lotti e Porto Mirabello, oltre ad altri porticcioli di minori dimensioni. Attorno a queste realtà sono sorte e cresciute centinaia di piccole imprese che hanno saputo creare un reticolo importante nelle riparazioni e nell’assistenza ai natanti”.

Le proposte

Il senatore ligure ha poi avanzato delle proposte perché Spezia e il Golfo dei Poeti possano davvero “diventare la capitale della nautica in Italia e consolidare questo ruolo”. “Le istituzioni rappresentative, gli operatori del settore e la pubblica opinione -ha spiegato- devono convincersi del valore di queste potenzialità e lavorare all’unisono per affrontare e risolvere tre problemi di diverso peso e di diverso valore. Primo, consentire la costruzione di un grande cantiere per la riparazione dei natanti oltre i 20 metri. Secondo, favorire la realizzazione di un hotel a 5 stelle in grado di ospitare il turismo congressuale. Terzo, trasferire fuori dal Golfo il terminal della Snam di Panigaglia.

Il terminal Snam

L’ultimo dei problemi sopra indicati è di difficile risoluzione “ma non irrisolvibile, perché in tutto il mondo -ha dichiarato Grillo- sono in corso operazioni del genere e perché i vertici dell’Eni, interpellati sul caso in passato, non avevano escluso la fattibilità di un simile progetto”.

Perché il rilancio della nautica possa passare dall’estremo levante ligure, “occorrerebbe da subito -ha concluso il parlamentare– un accordo che coinvolga le amministrazioni locali interessate e la Regione Liguria per formare un’autorevole delegazione in grado di trattare al massimo livello con l’Eni il trasferimento dell’impianto di Panigaglia a 10-15 miglia”.

 

Giuseppe Orrù

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