Le 9 fobie del crocerista, le tue quali sono? FOTO

Alcuni vizi esilaranti dei croceristi, ci siamo divertiti a prendervi in giro, traendo spunto dalle tante immagini simpatiche viste in mare durante l'estate

26 novembre 2014 | di Redazione Liguria Nautica

tendalino_crocieraIl crocerista vero, in particolare il crocerista velista, è un tipo che su alcune cose non scherza, ci sono delle priorità che vanno trattate con la massima serietà prima di un viaggio in barca, dettagli importanti sui quali non si transige. Fissazioni più o meno grandi, che rendono questa tipologia di navigatore in alcuni casi esilarante. Croceristi, abbiamo deciso quindi di prendervi un po’ in giro, o meglio di ridere sulle vostre principali fobie. Andiamole a vedere a una a una:

 

1 – Il già che sei li

Partiamo da un superclassico della crociera, una frase che se non l’avete mai pronunciata vi elimina dalla categoria dei diportisti veri. La scena avviene in estate, caldo cocente in rada, leggera onda. Il vero crocerista non si rilassa, sta in agguato. Ha bisogno di una lunga serie di cose o oggetti, che si trovano drammaticamente di sotto, dentro la barca infuocata da oltre 40 gradi che rolla maledettamente, scendere in dinette è improponibile. Il crocierista sta quindi in agguato come un giaguaro nella savana, pronto a intercettare il minimo movimento del compagno di barca. Non appena il malcapitato scende le scalette verso gli interni, la frase arriva dritta come la giustizia: “Già che sei li”, mi prendi il costume di ricambio, il mio libro, maschera e pinne, le olive, il salame, la bottiglia di vino, un po’ d’acqua, il cruciverba, l’attrezzatura da pesca, la crema solare e il telo asciutto?

 

2- La passerella

Un must della crociera, alla sola idea di non averla e sentire le lamentele della moglie durante uno scalo in porto il vero crocerista ha una crisi di nervi. La passerella deve essere ENORME, robusta, possibilmente di alluminio massiccio, pesantissima: una roba che quando viene installata la barca si impenna a prua e affonda a poppa. E, soprattutto, non va MAI rimossa. Può esserci anche una variante al monolite in alluminio, il tavolone di legno massiccio: spesso, forse ancora più pesante, adatto alle situazioni più estreme, per il vero Rambo della crociera pronto a scalare la banchina più irta.

 

3- Il livello dell’acqua dolce

Non scherziamo su questo ragazzi, è una cosa troppo seria: restare malauguratamente sporchi di sale in vacanza è una tragedia di dimensioni apocalittiche. I serbatoi d’acqua vanno riempiti all’inverosimile, possibilmente ne vanno installati di ulteriori con la massima capienza possibile. Una volta riempiti la linea di galleggiamento della povera barca sprofonderà sott’acqua inesorabilmente di alcuni metri, somigliando sempre più a un sommergibile.

 

4 – In crociera è vietata la bolina

La bolina in crociera è come il Non Io hegeliano, il vero diportista la evita come la peste. Barca inclinata, fatica, ritardo sulla rotta ideale, virate da fare: una cosa improponibile, drammatica. Quando il vento viene da prua si corre a serrare le vele come se arrivasse una burrasca e si spinge il più possibile la leva del motore fino a farlo ululare. SOPPORTO TUTTO, MA DI BOLINA IN VACANZA MAI!

 

5 – Le vele non si cambiano mai

La vela da utilizzare in crociera è infinita: non va mai cambiata, le vele nuove le comprano i regatanti, il vero crocerista usa la stessa randa per almeno 30 anni. Le barche che navigano in estate issano sugli alberi un festival di mutande: vele dalla doppia o tripla pancia, ingiallite da decenni di utilizzo. Il vero crocerista vuole poi che la sua randa durante l’inverno venga “sistemata”. Al povero velaio ordina una revisione. Domanda del velaio: “Mi scusi ma mi sembra un po’ rovinata la vela, che età ha”? Risposta del crocerista: “E’ del 1977 ma vedesse come l’ho tenuta, è ancora un gioiellino”

 

6- Il tendalino

Entriamo nel campo di una delle fobie massime. Perché se il crocerista non spende un euro in vele neanche sotto tortura, è pronto ad assumere un ingegnere aerospaziale per la progettazione del tendalino. Deve essere perfetto, rigido, non deve fare la benché minima piega e soprattutto facile da montare. Steccato come fosse la randa di un Volvo 65, deve possedere poi delle estensioni per anticipare la rotazione del sole e riparare su tutte le angolazioni. Anche questo, salvo in casi di assoluta emergenza come un tifone tropicale, non va MAI chiuso, deve essere sempre rigorosamente spiegato.

 

7- Accessori, sicurezza, abbigliamento

Il crocerista le ha tutte: VHF all’ultimo grido, gps cartografico con in memoria mappe per navigare su tutta la superficie terrestre che neanche sui sommergibili d’assalto ne hanno di simili. Life line in spectra, giubbotti di salvataggio in dotazione agli equipaggi della Volvo Ocean Race, cerata stagna in goretex nel caso in cui si cada in mare nei 50 urlanti. Di solito però, il crocerista maniaco di accessori, sicurezza e abbigliamento, non si allontana più di un paio di miglia dal porto.

 

8- L’ormeggio

Il crocerista che ormeggia in porto sembra un vigile a Milano nell’ora di punta: si sbraccia facendo segnali incomprensibili al marinaio in banchina, urla alla moglie, esegue la manovra con una concentrazione simile agli equipaggi di Coppa America, sbatte puntualmente in banchina o sulla barca del malcapitato vicino, dando poi ovviamente la colpa al vento, alla moglie e al marinaio che non ha lanciato prontamente la cima. Se ormeggia in rada mette un ancora al vento, una laterale per posizionarsi meglio sulla risacca; in preda alla paranoia più assoluta cala poi in acqua il tender, si mette la maschera e va a controllare personalmente sott’acqua la tenuta delle ancore, se è il caso vi posiziona su qualche pietra, meglio essere sicuri.

 

9 – I parabordi

Mai toglierli, è pericolosissimo, quindi si naviga in modalità peschereccio. E poi dove li metti? Che fatica stivarli in qualche gavone. Vanno al massimo tirati a bordo, non importa se in navigazione cadono in acqua, l’importante è non faticare, e poi sono sempre pronti all’uso.

 

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6 commenti

  1. Nicola ha detto:

    Sì tutto vero, peró ci siamo dimenticati che si prepara accuratamente tutto…. Dalle cime alla cambusa, ma spesso si trascura qualsiasi uscita di stagione per risparmiare la ns amata da rotture oppure sia per farla riposare!!!

  2. teresa ha detto:

    …nn ci sono parole…tutto vero!!!! ho visto di peggio… e poveri MARINAI O MARINAIE!!!!!! CIAOOO

  3. Agata ha detto:

    Vero Maurizio… quante scalette a mare perse perchè qualcuno si è dimenticato di legarle con la cimetta! 😀

  4. Marianna ha detto:

    Molto divertente!! 😀
    Una cosa però non mi è chiara… Perché mi volete per forza appioppare una moglie? Io sono assolutamente favorevole ai matrimoni gay, ma non sono omosessuale, e non ho quindi nessuna moglie!!
    Attendo risposta 😉
    Marianna

  5. Maurizio ha detto:

    Eh si.. il già che sei li, lo confesso mi appartiene.. quanto alle altre facezie, vogliamo parlare della scaletta per risalire a bordo? buon vento 🙂

  6. giorgio vacchetti ha detto:

    non vedo nessuna ironia nell’analisi di quanto succede ogni “santa” estate. Forse metterla in burla attira meno ire dei diportisti? E’ probabile. Qualcuno si chieda come vediamo noi comandanti questi personaggi. Semplice, alla voce marinaio, cioè dipendente sottopagato per il tempo di una crociera al soldo di un armatante (armatore incapace che in virtù della proprietà e di una patente conseguita a Napoli si autoproclama comandante) bisognerebbe spedirli a spalare il fango, tanto ogni alluvione porta fino al mare. Quanto al malcapitato vicino suggerirei di non infierire; a navigare i nostri mari vi è uno sparuto manipolo di diportisti in gamba che non hanno il denaro del “cumenda” e solo con la collisione dell’imbelle ci si può permettere (santa assicurazione) i lavori necessari alla barca.
    Se l’unica arma che ci è rimasta è la pirateria non sbandierate troppo l’idiozia del diportista agiato
    Buon vento

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