Lettera dei lavoratori di Fincantieri al Governo: l’ad Giuseppe Bono approva l’iniziativa.

Elogi dell’amministratore delegato di Fincantieri per la lettera mandata dai lavoratori di Sestri al Governo.

19 dicembre 2011 | di Redazione Liguria Nautica

Si sa, è questo uno dei momenti più difficili per i lavoratori della Fincantieri, che da mesi manifestano il proprio disagio e la propria paura per l’eventuale chiusura degli stabilimenti di Sestri.  In questi giorni pre-natalizi, i toni si sono un po smorzati  e l’amministratore delegato dell’azienda, Giuseppe Bono, ha espresso in una lettera aperta il suo forte apprezzamento per il gesto compiuto dai lavoratori di Fincantieri ed elogiando il loro ”senso di reponsabilita’ e la pragmaticita”, per aver mandato una lettera al Governo spiegando la loro posizione ed esprimendo i loro timori per il futuro dell’azienda.

 

L’ad Bono nella sua comunicazione cerca di tranquillizza gli operai con parole di ottimismo, ribadendo che l’azienda non ha intenzione di chiudere nessun cantiere: ”per anni sono state costruite navi anche nelle condizioni più disagiate, che abbiamo acquisito con molta fatica sul mercato. Ma dobbiamo tenere conto che la crisi che ormai ci accompagna da anni e che ha colpito in modo particolarmente virulento la cantieristica mondiale – prosegue Bono- ci ha spinto e ci deve ancora di più spingere ad accrescere i livelli di produttività e di efficienza”.Bono si mostra cautamente ottimista, pur stressando la necessità di un sinergico impegno di azienda e sindacati,  “per chiedere al Governo la possibilità di utilizzare gli strumenti previsti dalle vecchie leggi” e biasimando gli episodi di critica fuori dal coro, “come se non fosse nell’interesse di tutti lottare per condizioni di miglior favore”.

 

L’ad fa riferimento poi a nuovi progetti che danno da lavorare agli operai specializzati dell’azienda, come gli ”impianti per lo smaltimento e la conversione energetica dei rifiuti, il nuovo progetto Permare per il trattamento dei fanghi derivanti dai dragaggi portuali e dai depuratori, le carceri galleggianti, le produzioni offshore”. Queste, sottolinea Bono, pur non apportando gli stessi volumi di lavoro propri della costruzione navale pura, tuttavia rappresentano “una serie di soluzioni innovative” per garantire lavoro.

 

E la determinazione prosegue nelle parole di Bono, quando fa riferimento alle importantissime cancellazioni di ordini da parte delle Tigri Asiatiche Giappone, Cina e Corea:
”sarebbe un danno gravissimo non ricercare le ragioni di come portare avanti insieme il nostro lavoro”. ”Se al momento gli armatori non ordinano nuove navi – prosegue Bono rivolgendosi direttamente ai lavoratori – non le possiamo inventare, ma lo sforzo che abbiamo fatto per inventare nuovi prodotti dovrebbe spingerci a farli accogliere con la determinazione e la volonta’ che intravedo nella vostra lettera e con la passione e l’entusiasmo che da sempre ci accompagnano e contraddistinguono”.

 

L’ad di Fincantieri conclude la sua lettera con una promessa ai lavoratori di Sestri: ”I bacini e la banchina dove si costruiscono le navi saranno mantenuti sempre in proprieta’ dell’azienda, perche’ noi abbiamo la convinzione che in futuro, accanto alle auspicabili nuove produzioni innovative, potranno ancora esserci navi da costruire”.

 

Francesca Pradelli

 

 

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