Liguria Nautica e i suoi lettori: i vostri commenti sul Livrea 26

Se la nostra testata cresce ancora è merito di tutti i lettori, che con competenza ed entusiasmo animano le nostre pagine con i loro commenti

28 febbraio 2014 | di Redazione Liguria Nautica

Liguria Nautica cresce sempre di più, ma il merito è di tutti i nostri lettori che settimana dopo settimana ci leggono e commentano i nostri articoli con grande competenze e partecipazione. Spesso vi complimentate, a volte ci criticate, ma in ogni caso la vostra partecipazione per noi è indice che stiamo svolgendo il nostro lavoro in maniera corretta. Cerchiamo di proporvi i temi più interessanti che riguardano la nautica, come per esempio il lancio del nuovo Livrea 26, la rivoluzionaria barca in 3D che ha suscitato il vostro interesse.

 

Riproponiamo di seguito i vostri commenti, e le nostre risposte, con l’augurio di potere ospitare sul nostro sito sempre nuove riflessioni da parte dei nostri preparatissimi lettori:

 

– strabiliante. non ci si rende conto delle implicazioni incredibili che ci sono dietro.! complimenti (Michele)

 

– Elkan figlio di papà gestito totalmente dal suo marchionne
Di cosa parla del nulla !!!
E se provasse a lavorare
E se provasse a fare l imprenditore con i suoi soldi come tutti noi ??? E non con quelli del nostro stato e quindi soldi nostri!!!
E se provasse a creare indotto e posti di lavoro in Italia ???
Bravi ragazzi bella idea e bella iniziativa tutta italiana giovane e fresca continuate e in bocca al lupo!!! (Walter)

 

– Proprio così Michele, questa è una tecnologia che potenzialmente potrebbe cambiare l’intera idea di industria..se solo fossimo un paese che investe nella ricerca. Ci auguriamo che prima o poi qualcuno se ne renda conto (Liguria Nautica)

 

– Tutto meraviglioso ma parliamo della realizzazione di un modellino in materiale plastico con nessuna corrispondenza con la complessità e le caratteristiche tecniche di una vera barca. La strada è questa ma quello che avete presentato voi esiste da vent’anni e non ha molto a che vedere con la stampa 3D in home di cui tanto si parla ma semplicemente della tecnica di prototipazione rapida in uso da molto tempo per fare modelli e prototipi e solo in casi limitatissimi, veri prodotti, in quanto quello che è tutto da sviluppare è la gamma di materiali realmente utilizzabili con queste tecniche. Ripeto: La strada è quella giusta ma non facciamo un gran servizio al progresso spacciando per RIVOLUZIONARIE cose VECCHIE e molto lontane dal risultato definitivo (Massimo)

 

-L’idea è interessante, ma si tratta di stampa tramite fresatura o sinterizzazione di polveri in sospensione?
Perchè se si tratta di fresature bisognerebbe vedere la riciclabilità del materiale asportato (dato che si tratterebbe di ricavare una barca dal pieno).
Inoltre la valutazione dei materiali se compatibili ad un utilizzo per imbarcazioni di medio-piccole dimensioni.

Concordo sul fatto della ricerca che scrive Mauro e vi auguro di riuscire a lanciare tale prodotto (Daniele)

 

– Gentile Architetto Franchini,
Quello che ha scritto corrisponde a verità per la maggior parte dei casi, ma nel contesto del Livrea 26 ci sono delle eccezioni importanti e ci sentiamo di dissentire con ciò che lei sostiene. Proprio perché non è uso di questa testata scrivere contenuti inesatti abbiamo contattato uno dei progettisti direttamente a Miami. Francesco Belvisi ci ha confermato che CRP, azienda leader nel settore e partner di Livrea Yacht, ha già in possesso una linea di materiali, windform, che sono applicabili in funzioni strutturali e sono già stati impiegati nel campo del motociclismo e dell’automobilismo. Niente a che vedere con modellini e prototipi vari, ma materiali destinati a un utilizzo funzionale. A tal proposito si segnala anche l’interessamento concreto di un cantiere: ci limitiamo a dire che si tratta di un cantiere sloveno.
E’ stata fissata già una time line per la presentazione della barca, quella vera gallegiante e navigante, che è il Salone di Parigi in programma dal 6 al 14 dicembre 2014. IL problema adesso è quello delle risorse da reperire, e non è da escludere che il primo Livrea 26, proprio per esigenze di costi, sarà un ibrido con alcuni blocchi modulari realizzati interamente in 3D e altri con le tecnologie più classiche. Confermiamo quindi la nostra idea…RIVOLUZIONE NAUTICA! Il risultato definitivo potrebbe essere molto più vicino di quanto si pensa…e in ogni caso queste iniziative avranno sempre il pieno sostegno della nostra testata. La ringraziamo per essere intervenuto e speriamo di risentirla ancora (Liguria Nautica)

 

– Gentile Daniele,
Il windform viene lavorato per SLS (Slective Laser Sintering). Se avete altre curiosità non esitate a manifestarle, possiamo farvi rispondere direttamente dai progettisti (Liguria Nautica)

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5 commenti

  1. Ufficio Stampa Gruppo CRP ha detto:

    Buongiorno a tutti,

    vi ringraziamo per aver commentato l’articolo, in modo da darci l’opportunità di potervi meglio raccontare e descrivere il Windform.
    Si tratta di materiali a base poliammidica che sono caricati in fibra di carbonio o fibra di vetro. Ogni materiale ha caratteristiche meccaniche ben specifiche e ognuno dei quali ben si adatta ad una moltitudine di applicazioni. I nostri materiali vengono utilizzati in tutti i settori ad elevate performance, dal motorsport (F1, Nascar, Le Mans ecc…), all’aerospazio (NASA ha recentemente lanciato in orbita all’interno di una sua missione, un microsatellite realizzato, in alcune sue parti, con il nostro materiale WindformXT2.0
    Attualmente la famiglia dei materiali Windform è tra i più prestanti in termini di caratteristiche meccaniche, per quanto riguarda i materiali per tecnologia di fabbricazione additiva (tecnologia che va oltre la stampa 3D).
    Il progetto di Livrea26 si pone come punto di partenza per lo studio e la ricerca di nuovi materiali per sinterizzazione laser, che possano essere utilizzati nella costruzione di parti strutturali in ambito nautico. Lo staff tecnico del Gruppo CRP insieme allo staff tecnico di Livrea Yacht Italia, stanno iniziando un percorso di ricerca e sviluppo proprio in questo campo.

    Con la speranza di aver fornito informazioni di vostro interesse, Vi ringraziamo per la vostra attenzione e rimaniamo a disposizione per ulteriori dettagli.
    Cordiali saluti

  2. Daniele Cevola ha detto:

    Posso limitarmi a dire che la tecnologia 3D printing ci consente di bypassare la presenza degli stampi. Pertanto l’anima in WINDFORM sarà la base su cui si applicheranno le pelli in pre-preg e lavorate in sottovuoto. Quindi la modalità è la stessa delle tradizionali lavorazioni oggi considerate ad alto contenuto tecnologico.

  3. Giuseppe Martines ha detto:

    Domanda ai progettisti: se ci sono pelli in carbonio….allora vuol dire che vanno stese…..con tutte le lavorazioni manuali e i tempi che il carbonio impone….?
    A Stefano che parla delle mediocri caratteristiche meccaniche del materiale Windform: se è vero che viene tra due pelli di carbonio nom serve che siano migliori. Il vero problema è che non mi è chiaro come evitare le classiche lavorazioni del carbonio o anche della VTR se nel caso….

  4. Daniele Cevola ha detto:

    Buongiorno,
    sono Daniele Cevola progettista insieme a Francesco Belvisi del Livrea26. Vorrei innanzitutto ringraziare personalmente la testata per lo spazio concessoci ed i lettori per l’entusiasmo trasmesso.
    Stiamo cercando con tutte le nostre forze di seguire tutti gli articoli pubblicati e cerchiamo di rispondere nella maniera più capillare e precisa per evitare incomprensioni o equivoci sulla tecnologia che verrà applicata sulla produzione della nostra imbarcazione e sulle sulle future. Nello specifico vorrei rispondere al sig Stefano, il quale sostiene che le qualità meccaniche del materiale WINDFORM non sono idonee alla laminazione mantenendo i tradizionali spessori di lavorazione. Giustamente il sig Stefano, come tanti altri lettori non hanno chiaro il metodo con cui verranno costruite le imbarcazioni perché oggettivamente ancora non possiamo divulgare informazioni così specifiche e tecniche per via delle prove di laboratorio e brevetti per adesso in divenire. Mi limito soltanto a dire che il materiale WINDFORM sarà l’anima del sandwich accoppiato alle pelli di carbonio (esterne ed interne) che costituiranno il nostro laminato. Pertanto la resistenza a trazione ed il modulo elastico saranno ALMENO al pari delle migliori lavorazioni di sandwich in carbonio. Speriamo al più presto di poter fornire informazioni e dettagli più precisi su tecniche e processi produttivi.
    Cordialmente, Daniele Cevola – Livrea Yacht Italia

  5. Stefano ha detto:

    Bella iniziativa ma.. ho letto le caratteristiche meccaniche del windform, e sinceramente sono un po’ basse, il modulo di elasticità è neanche la metà di quello del più scarso laminato in vetroresina, e così pure la resistenza a trazione. Il che significa che per impiegarlo su una barca vera, gli spessori delle pelli saranno molto alti.

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