L’importanza della bonifica dopo il danno causato da un incendio. Un caso emblematico

Intervista a Luigi Alzona, key account manager marine del Gruppo Per Spa, che racconta la natura e le peculiarità dell’intervento svolto su uno yacht che si è incendiato a Lavagna

26 novembre 2019 | di Giuseppe Orrù
I locali della barca dopo l'incendio
I locali della barca dopo l'incendio

Era il 2 ottobre 2019 quando un incendio si è propagato a bordo di un’imbarcazione a vela che si trovava a secco in un’area di cantiere del porto di Lavagna, come riportato da Liguria Nautica in questo servizio.

Di recente si sono concluse le operazioni di bonifica e decontaminazione degli ambienti e degli arredi coinvolti dal sinistro. Abbiamo chiesto a Luigi Alzona, key account manager marine del Gruppo Per Spa, quale siano state la natura e le peculiarità dell’intervento svolto.

Gruppo Per, leader italiano negli interventi post sinistro

In Italia gli operatori di Per Spa effettuano attività di pronto intervento per il contenimento e la limitazione dei danni ela bonifica ed il ripristino post sinistro a seguito di danni da incendio, bagnamento, allagamento ed evento atmosferico.

Gli incendi a bordo delle imbarcazioni sono più frequenti di quanto non si possa pensare e generano problematiche di natura tecnica, che molto spesso sono sottovalutate. Ad esempio, la fuliggine che si sprigiona nell’ambiente dopo un incendio, abbinandosi all’umidità ambientale, produce fenomeni corrosivi che possono indurre danni irreversibili già nel giro di poche ore.

Questi fenomeni vengo definiti in gergo con il nome di “pitting” o alveolizzazione e generano ossidazione e degrado soprattutto sulle superfici metalliche, sui macchinari e sulla strumentazione di bordo, con particolare riguardo agli impianti elettrici.

Emblematico è il caso dell’imbarcazione a vela a bordo della quale, probabilmente per un corto circuito, è scoppiato un incendio che ha danneggiato gravemente la cabina di prua e prodotto una diffusa contaminazione di tutti gli ambienti interni, coinvolgendo arredi, impianti e strumentazione. Come sempre accade l’intervento dei vigili del fuoco, resosi necessario per le operazioni di spegnimento, ha necessariamente comportato un’ulteriore problematica dovuta all’ingente quantità di acqua versata.

Luigi Alzona, come bisogna intervenire a seguito di un danno da incendio per poter ragionevolmente pensare di contenere i danni e recuperare i beni?

E’ buona prassi intervenire nel minor tempo possibile dall’accadimento del sinistro. Sarebbe davvero opportuno riuscire ad essere operativi entro le prime 48 ore, mettendo in atto le cosiddette attività di “stop corrosion”. Ciò consente di interrompere provvisoriamente i processi corrosivi, in modo da permettere ai vari soggetti coinvolti (armatore, cantiere e periti) di valutare correttamente le operazioni di bonifica e di ripristino dei danni subiti.

Come sono state svolte le operazioni di bonifica?

Il personale tecnico di Per Spa ha svolto direttamente tutte le attività specialistiche di rimozione dei contaminanti dalle superfici, dagli ambienti e dai beni coinvolti. Sono state effettuate le operazioni di demolizione e rimozione delle macerie e di quanto danneggiato in modo irreversibile, coinvolgendo direttamente il personale messo a disposizione dal cantiere per tutto ciò che ha riguardato le attività di carpenteria. Sono stati impiegati prodotti chimici dedicati per i diversi materiali dell’imbarcazione e sono state svolte attività peculiari come ad esempio la sanificazione ambientale e la rimozione odori.

Quali suggerimenti pensate di dare per poter gestire meglio l’emergenza e contenere i danni?

In quasi tutti i casi analoghi che abbiamo gestito nel recente passato, purtroppo, nostro malgrado, siamo stati contattati con sensibile ritardo rispetto alla data dell’accadimento del sinistro. Riteniamo quindi di poter dare alcuni suggerimenti ai diversi soggetti che potrebbero trovarsi a gestire un sinistro di questa natura.

Armatori: agli armatori consigliamo di contattare immediatamente ditte specializzate in questo tipo di intervento in modo da poter mettere in atto nel minor tempo possibile almeno le attività di “stop corrosion” e di contenimento del danno. Ricordiamo inoltre che il Codice della navigazione all’art. 534 prescrive all’armatore, qualora fosse anche assicurato, l’obbligo di evitare o diminuire il danno.

Assicuratori: come avviene in modo pressochè sistematico per la gestione dei sinistri nel mondo property, suggeriamo anche agli assicuratori del settore marine di adottare le stesse “best practice”, come ad esempio ingaggiare società di bonifica contestualmente alla nomina del perito fiduciario, in modo che congiuntamente possano effettuare le prime attività di accertamento dei danni e concordare le attività da svolgere.

Nelle foto è possibile vedere gli interni dell’imbarcazione colpita dall’incendio prima e dopo la bonifica. E’ possibile approfondire le modalità con cui interviene il Gruppo Per Spa in questo servizio.

 

Giuseppe Orrù

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