L’Italia si conferma primo esportatore mondiale nella cantieristica nautica

Presentata alla Camera dei Deputati la pubblicazione “Le fiere come strumento di internazionalizzazione del Made in Italy” realizzata da Deloitte per La Fondazione Costruiamo il futuro. Il 14,5% dell’export della cantieristica nautica nel mondo è italiano

14 dicembre 2018 | di Giuseppe Orrù
Barche ed espositori presi d'assalto dai visitatori del 57mo Salone Nautico di Genova

L’Italia si conferma primo esportatore mondiale nel settore della cantieristica nautica, detenendo il 14,5% dell’export mondiale. Del resto la nautica rappresenta da sempre uno dei comparti trainanti dell’economia italiana, capace di registrare, nel solo anno 2017, un fatturato di 3,9 miliardi di euro, che contribuisce per l’1,87‰ del PIL nazionale. È quanto emerge dalla pubblicazione “Le fiere come strumento di internazionalizzazione del Made in Italy”, realizzata da Deloitte per la Fondazione ‘Costruiamo il futuro’, con il supporto di Ucina Confindustria Nautica, FederlegnoArredo e Associazione nazionale Ciclo Motociclo e accessori.

La ricerca, che è stata presentata alla Camera dei Deputati, si è concentrata su alcuni dei settori più rappresentativi del bello e ben fatto italiano, quali l’arredo design, il ciclo e motociclo, le macchine utensili e la nautica, che complessivamente contribuiscono per oltre due terzi all’export, di cui sono stati esaminati l’andamento e i principali mercati esteri di sbocco.

“Tutti i settori analizzati -spiega lo studio Deloitte- hanno mostrato una crescita significativa nell’ultimo triennio grazie alla spinta e al sostegno dei rispettivi appuntamenti fieristici. Ciononostante la competitività delle fiere internazionali italiane, rispetto ai concorrenti europei e in particolar modo tedeschi, rischia di venire compromessa da mutevoli assetti normativi e fiscali, con le conseguenze di un probabile rallentamento dell’operatività”.

Il Salone Nautico di Genova, organizzato da Ucina, con i suoi 174.610 visitatori (di cui il 30% stranieri) e 951 espositori (di cui il 58% dall’estero) continua a rappresentare una delle vetrine internazionali più importanti dedicate alla nautica. Tra le fiere italiane analizzate dallo studio, si attesta al quarto posto per numero di visitatori.

L’edizione 2018 ha registrato infatti importanti presenze internazionali, con 150 tra operatori e giornalisti esteri che hanno partecipato alla missione di incoming organizzata da Ice Agenzia (ente per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane), in collaborazione con Ucina Confindustria Nautica, con la partecipazione di 87 buyer e 63 giornalisti esteri provenienti da 27 diversi Paesi.

Lo studio della Fondazione ‘Costruiamo il futuro’ evidenzia poi come il Salone Nautico e le altre principali fiere italiane abbiano tratto grande supporto dal Piano Straordinario per il Made in Italy e dall’attività di Ice, che ha fatto fare un passo in avanti a sostegno dell’internazionalizzazione.

“La partecipazione alle fiere continua a rappresentare uno strumento attuale per fare marketing -ha sottolineato Carla Demaria, presidente di Ucina- in occasione di manifestazioni come il Salone Nautico di Genova o, all’estero, di fiere di qualità in mercati di interesse per il nostro settore, le imprese hanno l’occasione irripetibile di fare networking, entrare in contatto con nuovi mercati e, nel confronto con altre realtà, sviluppare strategie per migliorare la propria brand identity”.

“Deloitte -ha poi aggiunto Antonio Cattaneo, senior partner Deloitte-identifica alcune azioni di ulteriore rinforzo a livello di governance: una cabina di regia per la selezione degli eventi , una focalizzazione dell’intervento su un numero ridotto di appuntamenti al fine di concentrare gli sforzi, una definizione a priori delle misure di sostegno e comunicazione agli attori economici dei settori ritenuti rilevanti e un maggiore coordinamento fra gli enti che intervengono a livello fieristico, come Mise, Ice, Regioni, Camere di Commercio”.

Dal presidente della Fondazione ‘Costruiamo il futuro’, Maurizio Lupi, arriva invece un invito: “Le espressioni della territorialità -ha affermato-vanno salvaguardate ma in una logica di sistema che premi le fiere leader, come fanno in Germania”. “Tutte le iniziative che aiutano a fare sistema -ha poi concluso il vice ministro allo Sviluppo economico, Dario Galli- devono vederci concentrare gli sforzi puntando sui grandi eventi, dove si concentra il massimo del ritorno economico”.

 

Giuseppe Orrù

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