L’allarme di Massimo Perotti: il 2016 inizia male, UCINA e Nautica Italiana devono collaborare

Massimo Perotti dice la sua: la congiuntura internazionale non è buona per la nautica e in Italia bisogna sanare le divisioni

21 Gennaio 2016 | di Redazione Liguria Nautica

E alla fine arrivò la voce del saggio Perotti. In un’intervista rilasciata a La Stampa giunge il parere del patron di San Lorenzo, ed ex Presidente UCINA, sul momento dell’industria nautica italiana e, soprattutto, sul confronto tra le due associazioni di categoria.

E’ un Massimo Perotti che non ti aspetti, con posizioni fino a pochi mesi fa difficili da immaginare. Partiamo da un presupposto, il momento della nautica di casa nostra in questo inizio di 2016 non è brillante: “Il Medio Oriente è in subbuglio, la Cina frena più di quanto ci si immaginasse, la Russia è ferma, il prezzo del petrolio in caduta: tutto ciò non aiuta la ripresa dell’Europa, non consolida quella degli Usa e non aiuta la nautica”

La congiuntura internazionale insomma non è favorevole a generare un clima che possa aiutare un’ ulteriore ripresa dopo i timidi segnali dela seconda parte di 2015. Il problema però non è solo internazionale, ma anche italiano. Il muro contro muro di Nautica Italiana ed UCINA assume agli occhi di Massimo Perotti le dimensioni di uno scontro deleterio per l’industria nautica del nostro paese.

Manifesti alla mano, sono più i punti di incontro che quelli di disaccordo. Va trovata una forma per fare bene, insieme, i Saloni di Venezia e quello , ovunque vorrà farlo, di Nautica Italiana. E poi, il Salone di Genova. Per apparire ai competitor stranieri non più divisi”.

In definitiva un appello al dialogo, perché dividere ulteriormente un settore che ha subito una contrazione, in termini di fatturato senza precedenti, difficilmente può migliorare le cose. Resta da vedere come i vertici di UCINA e Nautica Italiana recepiranno il messaggio di Massimo Perotti. Le prossime mosse potrebbero essere molto importanti.

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1 commento

  1. Carlo de Thierry ha detto:

    Il confronto – scontro tra le due associazioni italiane della nautica da diporto è suicida. Il non volerlo capire e non giungere ad un accordo è gravissimo e sarà l’industria stessa della nautica a pagarne le amare conseguenze. Avete ancora in mente che l’unione fa la forza? Che tristezza!
    Carlo de Thierry

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