MNO Yachting, ovvero come puntare su qualità e i servizi in tempo di crisi

Abbiamo incontrato Armando De Benedictis, global manager di MNO, acronimo di Mercato Nautico Organizzato: una fiera permanente di barche usate di qualità (ma non solo) situata nel Marina di San Lorenzo

3 Giugno 2013 | di Redazione Liguria Nautica

La testa degli uomini è rotonda proprio per permettere alle idee di girare, diceva il pittore avanguardista parigino Francis Picabia. E mai come in questo momento recessivo che la nautica sta attraversando, è necessario aguzzare l’ingegno per affrontare al meglio la crisi. La sfida è stata raccolta da un gruppo di impreditori legati da una profonda passione per il mare e che hanno creato M.N.O., acronimo di Mercato Nautico Organizzato, situato nella cornice della Marina di San Lorenzo. Si tratta di una realtà innovativa nel mondo della nautica, volta ad affiancare e sostenere l’armatore in ogni fase della vendita di un’imbarcazione: un salone dell’usato permanente e soprattutto “tangibile”, vista la sua ubicazione in un centro dedicato, raggiungibile ogniqualvolta che lo si desideri, per vedere e provare le barche. M.N.O. offre un modello di vendita organizzata in grado di convogliare gli armatori che abbiano deciso di vendere la propria imbarcazione e, senza costi aggiuntivi, esporla presso una struttura permanente. Abbiamo incontrato Armando De Benedictis, global manager di M.N.O., per farci raccontare la mission, la vision e le strategie messe in atto dall’azienda.

 

Sig. De Benedictis, lei si definisce imprenditore e armatore. Un “doppio ruolo” che riveste particolare importanza nella vision di M.N.O. …

«Proprio perché sono un armatore e conosco la sensazione di disorientamento in cui si incorre quando si cerca di vendere un’imbarcazione , abbiamo deciso di aprire un’attività in grado di risolvere le esigenze degli armatori che abbiano deciso di separarsi dalla propria barca. Assistenza e qualità. Il nostro obiettivo è quello di diventare il primo vero brand italiano di usato nautico, in grado di rappresentare nel contempo un’importante porta sul mercato estero, visto che il numero di potenziali buyers stranieri incrementa giorno dopo giorno».

 

Siete strutturati come un’impresa al 100%.

«Si, durante la vendita, perché forniamo totale assistenza finanziaria anche in caso di leasing e finanziamenti. Oltre  a seguire tutta l’assistenza nel post vendita. Offriamo convenzioni con gli alberghi del posto e con i servizi offerti dal Gruppo Cozzi Parodi. A chi acquista una barca da noi, offriamo la possibilità di affittare  o comprare anche il posto barca nel Marina di San Lorenzo: la stragrande maggioranza degli armatori europei naviga nel Mediterraneo, siamo certi che la combinazione barca e ormeggio sia una formula vincente. Meno pensieri per i nuovi armatori e una ricaduta economica positiva per il territorio. Abbiamo inoltre in programma numerosi eventi, nell’arco di tutta l’estate, per mantenere viva l’attenzione intorno al Marina e all’azienda: un posto barca in un porto “vivo” è un posto barca valorizzato, in cui è piacevole transitare o rimanere».

 

Parliamo delle barche in vendita. Dovranno soddisfare rigidi canoni qualitativi?

«Le barche esposte nel nostro marina sono tutte verificate, periziate, provate ed approvate con garanzia integrale ufficiale fino a tre anni. Abbiamo escogitato formule finanziarie esclusive con possibilità di acquisto anche con anticipo zero e durate fino a 120 mesi a tassi fortemente concorrenziali. Anche le permute vengono valutate e valorizzate».

 

Pare che dal 2013 non bisognerà più richiedere il nullaosta dell’Agenzia delle Entrate necessario per la vendita di una barca a un cittadino straniero che voglia legittimamente iscriverla nel registro del proprio Paese. Un passo avanti per sbloccare il mercato dell’usato nautico. Cosa ne pensa?

«Ben vengano tutte le normative a favore della nautica, anche se penso che siamo decisamente lontani dal raggiungimento dell’optimus. In questo momento, non possiamo contare sulle istituzioni, le stesse che hanno fatto del vero e proprio terrorismo (cito come esempi la tassa sui diritti di stazionamento o l’eccessivo numero di controlli in mare: un modo per allontanare anche gli stranieri dalle nostre coste) causando danni che sarà molto difficile riparare. L’armatore preferisce dirigersi verso i porti esteri o non si comprano più barche per paura di mostrare ciò che si possiede. L’investimento che abbiamo deciso di portare avanti con M.N.O. non è a breve ma a lungo termine con un’attenzione particolare rivolta ai mercati esteri e quando l’Italia si rimetterà in pista noi saremo più che pronti».

 

Quindi la rivitalizzazione del mercato spetta in primis all’iniziativa privata.

«Troppo facile addossare le responsabilità della crisi di settore soltanto al Governo. Da tempo la nautica è una realtà chiusa a riccio su se stessa. Occorre più intesa e collaborazione tra gli operatori al fine di formare una vera rete e fare così, insieme, rifiorire il settore che è un vero fiore all’occhiello della nostra economia nazionale».

 

MNO, “Porte Aperte” per tutto giugno e luglio!!!

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